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Beato Guglielmo Giuseppe Chaminade Sacerdote e fondatore

22 gennaio

Perigueux, Francia, 8 aprile 1761 - Bordeaux, Francia, 22 gennaio 1850

Guillaume-Joseph Chaminade nacque l’8 aprile 1761 a Perigueux, nella Francia meridionale, quattordicesimo figlio di piccoli commercianti di stoffe. A 14 anni emise i voti privati di castità, obbedienza e povertà e due anni dopo, col fratello Louis Xavier, vestì l’abito ecclesiastico intraprendendo gli studi di teologia. Nel 1785, a 24 anni, viene ordinato sacerdote. Durante i giorni del Terrore è a Bordeaux a esercitare clandestinamente il suo ministero mentre infuria la persecuzione rivoluzionaria contro la Chiesa. Nel 1797 è arrestato e condannato all’esilio. Si trasferisce a Saragozza presso il famoso santuario di Nostra Signora del Pilar. Tornato nel 1800 a Bordeaux, promosse l’organizzazione delle Congregazioni Mariane, da cui sarebbero nate in seguito la Società di Maria e le Figlie di Maria Immacolata per l’educazione e l’istruzione della gioventù. Il 22 gennaio 1850, a 89 anni, morì a Bordeaux. Paolo VI ne riconobbe l’eroicità delle virtù nel 1973. È stato beatificato il 3 settembre 2000.

Martirologio Romano: A Bordeaux in Francia, beato Guglielmo Giuseppe Chaminade, sacerdote, che, con il suo zelo pastorale a lungo esercitato di nascosto e con coraggio cercò di aggregare i fedeli laici per promuovere il culto della Beata Vergine Maria e le missioni all’estero, fondando a tal fine l’Istituto delle Figlie di Maria Immacolata e la Società di Maria.


Guillaume-Joseph Chaminade nasce nel 1761 a Perigueux, nella Francia meridionale, in una famiglia della piccola borghesia, ricca di fede e di figli, ben tredici.
A 10 anni lo troviamo in un collegio-seminario, a cinquanta chilometri da casa, dove lo hanno già preceduto due suoi fratelli: qui avviene la prodigiosa guarigione, per intercessione della Madonna, da una brutta ferita che si era procurato giocando con i compagni. Sempre a 14 anni si lega al Signore con i voti di castità, povertà ed obbedienza, in forma privata.
Nel 1785 viene ordinato sacerdote insieme al fratello Louis. Quattro anni dopo sulla Francia e sull’intera Europa si addensano le nubi della Rivoluzione Francese. Guillaume-Joseph si adatta a fare il prete clandestino, spesso spacciandosi per stagnino, a volte adottando travestimenti e sotterfugi, pur di continuare a portare il conforto religioso ai suoi connazionali.
Clandestino in Francia, esule con il fratello Louis in Spagna (perché entrambi hanno rifiutato di giurare fedeltà alla Costituzione, che avrebbe significato in pratica rinnegare l’autorità del Papa), all’ombra del santuario della Madonna del Pilar a Saragozza matura l’idea della nuova opera che il Signore vuole da lui.
Ritornato a Bordeaux, si dedica al recupero ed alla formazione dei giovani e con alcuni di loro dà vita alla sua prima “congregazione mariana”. La cosa gli cresce tra le mani in modo prodigioso e Chaminade si lancia in una vera e propria opera di rievangelizzazione della città, anche attraverso “assemblee pubbliche” su problemi di fede, di morale e di storia della Chiesa, che anticipano in certo qual modo i “dialoghi” delle missioni al popolo cui eravamo abituati qualche decina d’anni fa.
Mente fervida, lavoratore instancabile, innamorato dell’Immacolata, Chaminade estende la sua opera a tutti, anche ai piccoli spazzacamini e ai carcerati, e per dare continuità a questo suo vorticoso impegno pastorale fonda nel 1817 la Società di Maria e l’Istituto delle Figlie di Maria Immacolata.
Religiosi sacerdoti, suore e religiosi laici trovano il loro posto nella Chiesa nel campo dell’educazione dei giovani, fondando o rilevando scuole nelle quali esplicano il loro apostolato attraverso l’insegnamento scolastico. Nasce così la Famiglia Marianista, legata oltre che dai tradizionali voti anche da quello di “stabilità” per continuare a perseverare nella Società di Maria, una congregazione oggi diffusa un po’ ovunque.
Il fondatore muore il 22 gennaio 1850. Giovanni Paolo II lo ha beatificato il 3 settembre 2000.

Autore: Gianpiero Pettiti

 


 

Questo geniale apostolo di Maria vissuto nella temperie di due sanguinose rivoluzioni, era nato l’8 aprile 1761 a Perigueux, nella Francia meridionale, quattordicesimo figlio di piccoli commercianti di stoffe che lo battezzarono il giorno della sua nascita col nome di Guglielmo. Al momento della Cresima egli stesso vorrà assumere il nome di Giuseppe, per la sua profonda devozione allo sposo di Maria, il primo “devotissimo” della Vergine. La mamma lo conduceva spesso in chiesa quand’era bambino, e da lei aveva appreso l’amore verso la Madonna, un amore filiale, forte e tenero, che divenne poi l’oggetto nonché lo strumento del suo apostolato. A 14 anni il giovane Chaminade emise i voti privati di castità, obbedienza e povertà e due anni dopo, col fratello Louis Xavier, vestì l’abito ecclesiastico intraprendendo gli studi di teologia. Nel 1785, a 24 anni, viene ordinato sacerdote. Nel 1790 è a Bordeaux mentre infuria la persecuzione contro la Chiesa degli “uomini della rivoluzione” e quando i preti che non avevano voluto aderire con giuramento alla Costituzione Civile del clero furono espulsi dalla Francia, Chaminade vi rimase invece come clandestino. Molte volte rischiò la vita e fu sul punto di essere catturato dai rivoluzionari che cercavano per tutta la città il “pretaccio Chaminade”. Durante i giorni del Terrore capitava di incontrare per le strade di Bordeaux un operaio con abiti rattoppati che girando con un paiolo in testa si fermava sotto le finestre delle case ripetendo a squarciagola: “Stagnaro!”. Era padre Chaminade che si recava in incognito nelle famiglie a esercitare il suo ministero. Divenne abilissimo nei travestimenti. Sotto le spoglie dello stagnino, del venditore ambulante, del contadino, batteva il cuore di un sacerdote appassionato che in quelle ore tanto buie per la Francia seppe farsi apostolo e missionario intrepido. Nel 1797 venne però arrestato e condannato all’esilio. Per l’intensa devozione che lo legava alla Madonna, decise di trasferirsi a Saragozza presso il famoso santuario di Nostra Signora del Pilar, dove – secondo un’antichissima tradizione – la Madre di Gesù, ancora in vita, sarebbe apparsa all’apostolo Giacomo per incoraggiarlo nella sua difficile missione tra i pagani. Per sbarcare il lunario padre Chaminade modellava statuette e il resto del tempo lo passava in preghiera, inginocchiato davanti all’immagine miracolosa della Vergine del Pilar. In quel raccoglimento, pregando e meditando, la Madonna dovette misteriosamente illuminarlo sulla sua futura missione. “Figli miei – dirà in seguito ai suoi figli spirituali – come siete qui ora, io vi ho già visti, come in un batter d’occhio, molti anni fa…”. Tornato a Bordeaux nel 1800, promosse l’organizzazione delle Congregazioni Mariane, da cui sarebbero nate in seguito la Società di Maria e le Figlie di Maria Immacolata per l’educazione e l’istruzione della gioventù. I congregati erano laici, uomini e donne, padri e madri di famiglia, giovani e fanciulli, di ogni ceto sociale (contadini, impiegati, commercianti), che diffondevano la buona stampa, visitavano i carcerati, portavano aiuto morale e materiale ai poveri, assistevano gli ammalati, organizzavano scuole serali per quanti erano bisognosi di istruzione. “Una santa milizia – li definiva padre Chaminade – che avanza in nome di Maria…”. Erano missionari secondo le possibilità e i talenti propri e, inoltre, figli di Maria, votati in specialissimo modo al suo culto e alla confessione esplicita del privilegio della sua Immacolata Concezione, e ciò ancor prima che la Chiesa proclamasse il suo dogma (1854). Ma l’avvento al potere di Napoleone veniva a sconvolgere di nuovo la scena politica francese. Questi nel 1809 prese delle iniziative gravissime contro la Chiesa, sopprimendo tutte le “Congregazioni” che doveva ritenere una minaccia al suo potere. Padre Chaminade non si scoraggiò, anzi da tale frangente andò prendendo forma la seconda parte di quel progetto che aveva “visto” ai piedi della Vergine del Pilar a Saragozza: la fondazione di un Ordine religioso. Nel 1817 nasceva la Società di Maria, “l’uomo che non muore”, secondo la singolare definizione del suo Fondatore. Religiosi senza un abito particolare, ma come segno di riconoscimento un anello d’oro all’anulare della mano destra. Fu aperta la prima scuola e presto a questa se ne aggiunsero delle altre: la loro diffusione non si sarebbe più fermata. Perché la Società è di Maria? Ecco la risposta del Fondatore: “Tutte le eresie, ci dice la Chiesa, hanno piegato la fronte davanti alla Santissima Vergine…Ora la grande eresia attualmente regnante è l’indifferenza religiosa, che va istupidendo le anime nel torpore dell’egoismo e il marasma delle passioni…Noi crediamo fermamente che Ella vincerà questa eresia come ha vinto tutte le altre”. Secondo il pensiero del Beato, infatti, la Madonna si trova al centro del disegno di salvezza voluto da Dio. Egli diceva anche: “Lo spirito della Società è lo spirito di Maria: e questo spiega tutto!”. Da Maria, infatti, discendeva tutto un programma di vita e di azione. Padre Chaminade vedeva l’apostolato dei suoi figli spirituali come un prolungamento dell’opera di Maria nel mondo, una “alleanza” con Lei per il trionfo di Cristo. Consacrazione come alleanza. In ciò, appunto, consiste l’originalità del carisma dei Marianisti, che oggi sono presenti in tutti e cinque i continenti: religiosi della Società di Maria, suore Figlie di Maria Immacolata e laici della Fraternità Marianista. Traendo ispirazione dalle parole di Maria ai servitori di Cana (“Fate quello che vi dirà…”), questa Famiglia religiosa è aperta a tutti i mezzi di evangelizzazione, secondo le necessità dei tempi e dei luoghi in cui la Provvidenza li chiama. “Voi siete tutti missionari”, soleva dir loro il Fondatore. Un solo carisma, dunque, per molte missioni. Un carisma mariano molto particolare, che si potrebbe definire - come già ha osservato il S. Padre Giovanni Paolo II – tutto incentrato su “Maria Educatrice”. L’educazione della gioventù, infatti, è al centro delle attività marianiste in Italia e nel mondo, con scuole di ogni ordine e grado, università e collegi recanti tutti il contrassegno della caratteristica “M” sormontata da una croce. (…) Il 22 gennaio 1850, a 89 anni, il “bon Père”, come veniva chiamato, andò incontro a Dio. Negli ultimi anni si era ritirato a Bordeaux, passando buona parte del suo tempo a sgranare il rosario davanti all’altare della Madonna. Anni piuttosto amari. Le tribolazioni che avevano costellato la sua esistenza non erano affatto diminuite, e i contrasti, le incomprensioni da parte dei suoi figli spirituali per i quali ebbe molto da soffrire. Il tempo della prova non era finito. Ma con Gesù e con Maria il “buon Padre” era convinto che niente sarebbe andato perduto. Ormai quasi completamente cieco, si faceva accompagnare nel giardino dove c’era una statua dell’Immacolata raffigurata con il piede sopra il serpente e lì, con mano incerta e tremante, premeva la testa di quest’ultimo, dicendo con voce ferma e commossa: “Ella ti ha schiacciato il capo… e te lo schiaccerà sempre!” Paolo VI ne riconobbe l’eroicità delle virtù nel 1973; il 3 settembre scorso, la solenne beatificazione in San Pietro. In quell’occasione Giovanni Paolo II ha detto: “L’amore di padre Chaminade per Cristo, che si iscrive nella spiritualità della Scuola francese, lo spinge a perseguire instancabilmente la sua opera attraverso la fondazione di famiglie spirituali in un periodo travagliato della storia religiosa della Francia… La sua preoccupazione per l’educazione dell’uomo è per tutta la Chiesa un appello a un’attenzione rinnovata per la gioventù, che ha bisogno sia di educatori sia di testimoni per volgersi verso il Signore e collaborare nella missione della Chiesa.


Autore:
Maria Di Lorenzo

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Aggiunto/modificato il 2018-04-28

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