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Santa Berlinda di Meerbeke

3 febbraio

Martirologio Romano: A Meerbeke in Brabante, nell’odierno Belgio, santa Berlinda, vergine, che condusse in questa città una religiosa vita di povertà e di carità.


Secondo la Vita Berlindis, scritta verso la metà del sec. XI da un monaco di Lobbes, che mantiene l'anonimo denominandosi solo con la iniziale del suo nome, H. e che con ogni probabilità va identificato con Uberto (Hubertus) autore della vita di santa Gudula, Berlinda sarebbe vissuta nel sec. VII. Dopo gli studi di R. Podevyn, questa affermazione, comunemente accettata dagli studiosi, va radicalmente modificata, e la vita di Berlinda va collocata negli ultimi decenni del sec. IX e nei primi del sec. X. La Vita, tuttavia, a parte questo quadro cronologico errato e vari elementi leggendari, contiene numerosi elementi storicamente attendibili.
Berlinda nacque negli ultimi decenni del sec. IX da Odelardo, signore di Meerbeke presso Ninova (nella Fiandra orientale), e da Nona, a torto detta sorella di sant'Amando. Verso l'880 durante l'invasione normanna delle Fiandre, Odelardo fu incaricato della difesa del territorio tra Anversa e Condé. Durante tale guerra, egli perdette il figlio Eligardo, e dopo la sconfitta dei Normanni nell'891, tornato a Meerbeke, fu colpito dalla lebbra. Berlinda, già rimasta orfana di madre, visse col padre in quegli anni curandolo amorevolmente. Ma un giorno Odelardo credette di notare nella figlia, non si sa se a ragione o a torto, un senso di disgusto per la sua malattia, ed irritato la diseredò in favore del monastero di Santa Geltrude di Nivelles. Allora Berlinda, abbandonata dal padre, si ritirò nel monastero di Moorsel, presso Alost, dove visse vari anni in estrema povertà con le poche monache, che erano tornate dopo l'invasione normanna da Chévremont, presso Liegi, dove si erano rifugiate. Un giorno ebbe la rivelazione della morte del padre, e, tornata a Meerbeke, ne curò la sepoltura nella chiesa del devastato monastero di San Pietro. Cedendo alle sollecitudini dei suoi familiari, Berlinda si trattenne a Meerbeke conducendo una vita di austerità, di preghiera e di carità, assieme ad alcune altre pie donne che le si erano raccolte attorno.
Nella Vita della santa, oltre ai numerosi miracoli che le sono attribuiti dopo la morte, vengono narrati vari prodigi occorsile in vita, dei quali alcuni chiaramente fantastici: come varie trasformazioni, tra le quali quelle di pesce in carne e di acqua in vino in giorni particolarmente solenni ed anche quella del materiale del suo sarcofago da legno in pietra.
Berlinda morì ventisette anni dopo la morte del padre tra il 930 ed il 935, e venne sepolta nella chiesa di San Pietro. Solo dopo la sua morte l'abbazia di Nivelles prese possesso dei beni di Meerbeke e promosse il culto della santa. Il vescovo di Cambrai Autberto II (960-65) a trent'anni dalla morte di Berlinda procedette ad una solenne traslazione delle reliquie nella nuova chiesa dedicata alla Vergine costruita a Meerbeke. La cura di questa chiesa fu affidata ad una comunità di sei monache e di sei ecclesiastici posti sotto la direzione di un prevosto, nominato dall'abbadessa di Nivelles. Alcune reliquie della santa vennero portate nel monastero di Santo Stefano di Tulle.
Berlinda è una delle sante più popolari e più venerate nel Belgio. Viene considerata come speciale patrona contro varie malattie, in particolare di animali e, soprattutto, dei bovini; la santa è perciò particolarmente popolare nell'ambiente agricolo. Specialmente nel tempo di Pentecoste vari pellegrinaggi di contadini dalla Fiandra, dal Brabante e dall'Hainaut si recano a Meerbeke al sepolcro della santa.
Berlinda viene festeggiata al 3 febbraio, specie nell'Ordine benedettino e nella diocesi di Gand, talora assieme alle consorelle Celsa e Nona. Venne ricordata anche in altre date, il 3 maggio, il 3 settembre, il 29 ottobre, in ricordo di varie traslazioni.


Autore:
Gian Michele Fusconi


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto/modificato il 2011-08-30

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