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Sant' Unfrido di Therouanne Vescovo

8 marzo

† 871

Martirologio Romano: Nel territorio di Thérouanne in Francia, sant’Unfredo, vescovo, che, dopo la distruzione della città da parte dei Normanni, si premurò senza sosta di raccogliere e confortare il suo gregge.


Il 23 settembre 855 Lotario I, Sacro Romano Imperatore, giunse ormai morente al monastero di Prum, nella speranza di poter vestire in punta di morte l’abito monastico onde scontare i suoi peccati. Sei giorni dopo infatti morì ed i frati con riverenza lo seppellirono nella chiesa del Salvatore. Uno di quei frati era proprio Sant’Unfrido. Nemmeno un anno dopo morì San Folkwin, vescovo di Thérouanne, ed il nuovo imperatore Lotario II designò Unfrido a succedergli. Il giovane frate non sapeva che lo attendeva una preoccupante realtà.
Il secondo concilio di Toul, tenutosi nell’860 presso Tusey e sottoscritto anche da Unfrido, ben descrisse la situazione delle Gallie in quel periodo: “Con l’aiuto di Dio iniziamo iniziamo descrivendo le condizioni attuali e i rischi che le persone che si trovano sotto la nostra guida devono affrontare. Confessiamo che i nostri peccati hanno contribuito al disprezzo in cui si trovano sia le leggi umane sia quelle divine, ammettiamo che ogni ordine religioso si trova in subbuglio, che non vi sono altro che bestemmie, menzogne, adulteri e omicidi. Osserviamo che il sangue si mescola al sangue; che la terra viene ingoiata e che tutti i suoi abitanti sono malati”. Il canone 5 tratta invece del clero e dei monaci dissoluti: “I nostri peccati hanno fatto sì che molti luoghi dedicati a Dio siano stati distrutti da cristiani rinnegati e dai crudeli normanni e, approfittando di ciò, molti preti e frati scostumati sono tornati ai loro interessi, senza nessuna autorizzazione ecclesiastica e senza nessuna vergogna: sempre vagabondi allontanatisi dal gregge di Dio.
La diocesi di Thérouanne fu particolarmente colpita dai normanni che si spingevano sin dove potevano con le loro navi e poi sbarcavano per distruggere la regione devastando i campi, incendiando le città e bruciando i villaggi. Verso la Pentecoste dell’861 giunsero ad assediare il monastero di Saint-Bertin presso Saint-Omer, che incendiarono dopo averlo saccheggiato ed ucciso quattro monaci. Anche Thérouanne venne attaccata ed il vescovo si trovò costretto alla fuga.Unfrido ne fu molto addolorato e chiese al papa San Nicola I di potersi ritirare in monastero, ma il pontefice con gentilezza ma indubbia fermezza replicò: “Non capisci, carissimo fratello, che se è pericoloso per il capitano abbandonare la nave quando il mare è calmo, è molto peggio lasciarla quando il mare è mosso?”.
Non appena i pirati si ritirarono, Unfrido tornò allora in città e, dopo aver ripreso possesso della sua sede, convinse amabilmente la gente a tornare nelle proprie case ed a ricostruire i propri santuari. Dall’844 gli fu affidato anche l’incarico di abate di Saint-Bertin, fino a quando nell’868 Carlo il Calvo non preferì rimpiazzarlo con un altro prelato di suo gradimento. Unfrido continuò comunque ad esercitare il suo ministero come vescovo di Thérouanne sino alla sua morte, avvenuta nell’871. A lui si dovette la solennizzazione dell’Annunciazione, che divenne festa di precetto in tutta la sua diocesi.


Autore:
Fabio Arduino

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Aggiunto il 2007-03-08

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