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San Drottoveo Abate a Parigi

10 marzo

† 580 circa

Martirologio Romano: A Parigi in Francia, san Droctoveo, abate, che san Germano di Autun, suo maestro, pose a capo di un cenobio di monaci istituito in questa città.


Le notizie più antiche su Drottoveo sono tramandate dal suo contemporaneo Venanzio Fortunato, il quale gli dedica il capitolo XI del 1. IX dei suoi Carmina. Una Vita andò perduta in seguito alle scorrerie dei Normanni, che ripetutamente, nell'845 e nell'857, incendiarono il monastero parigino di San Vincenzo. Gislemaro, che figura nelle liste dei monaci dello stesso monastero tra l'841 e l'847, scrisse una nuova Vita di non molto valore, nella quale riferì quanto si tramandava sul santo monastero.
Drottoveo nacque verso il 530. Si formò alla scuola di san Germano, allora abate di san Sinforiano ad Autun, il quale, allorché fu nominato vescovo di Parigi, condusse con sé il suo discepolo. Alla morte di Childeberto nel 558, Germano procedé alla dedicazione della chiesa, che quel re aveva fatto costruire per conservare la stola del martire spagnolo san Vincenzo, e ne affidò la custodia ad una comunità moastica della quale diede la direzione a Drottoveo nonostante che Venanzio Fortunato non lo precisi, si tratta con ogni probabilità del monastero della Santa Croce e di San Vincenzo, che più tardi si chiamerà Saint-Germain-des-Prés. Esso, nel ventennio del governo di Drottoveo, ebbe un grande sviluppo ed acquistò una grande rinomanza. Drottoveo morì verso il 580 in fama di santità e il suo corpo fu sepolto nella chiesa abbaziale.
Venanzio Fortunato lo aveva chiamato "vir venerande, sacre meriti et honorem calende, Droctovee, mihi semper amore Pater", nel carme a lui dedicato e la venerazione generale con la quale era seguito in vita continuò alla sua morte e ben presto fu oggetto di culto. Usuardo lo ricorda al 10 marzo nel suo Martirologio. Tale elogio viene ripreso dal Martirologio Romano nella stessa data.
I Benedettini lo considerarono un loro santo, come hanno fatto per tutti quelli dei monasteri passati in un secondo tempo sotto la loro regola. La sua memoria figura nei Propri di Parigi e di Autun.


Autore:
Gian Michele Fusconi


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto/modificato il 2018-01-17

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