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San Menigno di Pario Martire

15 marzo

† 250 circa

Martirologio Romano: A Pario in Ellesponto, nell’odierna Turchia, san Menigno, tintore, che si tramanda abbia subito il martirio sotto l’imperatore Decio.


La Passio abbreviata, pubblicata da B. Latysev venuta ad aggiungersi ai testi riuniti da G. Henskens e D. Papebroch — si conosce anche un’altra Vita ancora inedita — sono le uniche fonti che ci forniscano informazioni su Menigno.
Egli esercitava il mestiere di gualcheraio a Pario, nell’Ellesponto. Mentre infuriava la persecuzione di Decio (249-251), è avvertito un mattino che i cristiani imprigionati per ordine del persecutore erano stati miracolosamente liberati la notte precedente. Turbato da questa notizia egli si sente subitamente conquistato dalla fede di Cristo, infiammato dal suo amore, ed i suoi nuovi sentimenti sono resi ancor più profondi da voci soprannaturali. Tutto ciò è più che sufficiente perché Menigno, qualche giorno più tardi, si presenti egli stesso al tribunale della città spingendo la propria audacia sino a strappare dalle mani del pretore il decreto di persecuzione e a lacerarlo. (Si ricorda, a questo proposito, che anche all’inizio della persecuzione del 303 a Nicomedia ebbe luogo un atto simile da parte di un cristiano).
Di fronte ad un tale insulto il presidente del tribunale ordina di sottoporre Menigno ad una prima serie di tormenti; quindi il prigioniero è portato in carcere e l’indomani è giudicato e condannato alla decapitazione.
L’esecuzione ha luogo sotto gli occhi della moglie che il martire aveva avuto cura di affidare ad amici sicuri, e la sua morte è accompagnata da fenomeni soprannaturali.
Malgrado l’ordine di lasciare le spoglie senza sepoltura, i cristiani poterono, con l’aiuto del cielo, raccogliere la testa ed il corpo del santo per seppellirlo.
I sinassari bizantini ed i menologi iscrivono Menigno al 22 (o 23) novembre ed al 15 (o 16) marzo. Sconosciuto ai martirologi occidentali medievali, questo martire di Pario è stato introdotto da C. Baronio nel Martirologio Romano al 15 marzo.
Per concludere conviene ricordare la recente ipotesi di H. Grégoire secondo cui la passio di Benigno di Digione altro non sarebbe che un rimaneggiamento di quella di Benigno di Pario, di cui, per errore, i libri liturgici avrebbero trasformato il nome in Menigno. J. van der Straeten, pur facendo menzione di questa attraente ipotesi, non condivide la convinzione assoluta di H. Grégoire.


Autore:
Joseph-Marie Sauget


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto/modificato il 2018-05-18

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