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San Massimiano di Ksar Bagai Vescovo

3 ottobre

† 410 circa

Martirologio Romano: Commemorazione di san Massimiano, vescovo di Bagaï in Numidia, nell’odierna Algeria, che, dopo avere più volte patito dagli eretici atroci torture, fu infine gettato da una torre e abbandonato come morto; ma, raccolto poi dai passanti e sanato, non desistette dal lottare per la fede cattolica.


Ksar Bagai è l’antica città romana di Bagai, oggi deserta, a circa cento Kilometri in linea d’aria da Costantina, una delle sedi vescovili della Numidia, ma purtroppo anche una delle roccheforti dell’eresia donatista.

Massimiano, che ne fu vescovo nei primi anni del secolo V, ci è noto solo per ciò che ne scrive sant'Agostino: da questi sappiamo che era stato donatista, ma che, essendosi riconciliato con la Chiesa, aveva indirizzato al concilio di Milevi (27 agosto 402) una lettera con la quale sollecitava le proprie dimissioni, sperando ossi di calmare le agitazioni dei donatisti della Sua città.
Si trovò: invece esposto al loro odio, poiché il concilio aveva accettate le sue dimissioni, ma nel contempo lo aveva mantenuto nella sua sede.
Lo troviamo infatti ancora vescovo nel 404, anno nel quale le lotte religiose, già prima molto accese, scoppiarono violente: i donatisti incendiarono perfino una basilica e ne bruciarono i libri sacri; in più, avendo Massimiano emesso una sentenza relativa ad una basilica eretta sul fondo Calvianum, da loro usurpata, si scatenarono ferocemente contro di lui, lo inseguirono fin sotto l’altare dov’egli tentava di rifugiarsi, lo colpirono selvaggiamente, gli strapparano le vesti, lo trascinarono e, strappatolo dalle mani dei cattolici che erano accorsi a liberarlo, lo batterono di nuovo, e di notte lo gettarono dall’alto di una torre. L’infelice cadde sopra un mucchio di immondizie e lì fu rinvenuto e raccolto miracolosamente ancora vivo.
Ormai, anche in Italia, dov’era giunta eco di quelle atrocità, lo si credeva morto; ma Massimiano sopravvisse; pare anzi che abbia potuto sostenere il viaggio fino a Roma, dove l’imperatore Onorio, turbato alla vista delle sue cicatrici e sollecitato, inoltre, dalla delegazione inviata dal concilio di Cartagine del 404, emanò, nel febbraio 405, nuovi e più severi editti contro i donatisti.
Con tutto ciò le agitazioni non finirono; quanto a Massimiano non ne sappiamo più nulla; nessun martirologio antico lo ricorda; né abbiamo traccia di culto antico; il Baronio, però, lo introdusse nel Martirologio Romano al 3 ottobre basandosi sui testi di sant'Agostino che, invero, sono ancora oggi una testimonianza vigorosamente commossa.


Autore:
Pietro Bertocchi


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto/modificato il 2018-04-10

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