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San Caio di Corinto

4 ottobre

Etimologia: Caio = lieto, felice, dal latino


Personaggio del N.T., ospite di s. Paolo durante il soggiorno dell'apostolo a Corinto nel 57 o 58 d.C., da lui battezzato personalmente in segno di distinzione, è venerato il 4 ottobre nel Martirologio Romano insieme con s. Crispo archisinagogo di Corinto.
Universalmente ammessa è l'identità fra il Caio delle due epistole paoline citt.: in I Cor. 1, 14 si ricorda la distinzione del battesimo che s. Paolo concesse, a Corinto, soltanto a Caio, a Crispo, e alla famiglia di Stefana; in Rom. 16, 23 si loda l'ospitalità concessa da Caio all'apostolo e "a tutta la chiesa" (la Volgata, invece, e alcuni codd. della Vetus latina portano "salutat vos Caius hospes meus et universa ecclesia"), e s'inviano i suoi saluti ai fedeli di Roma, che evidentemente conoscevano Caio come persona facoltosa e virtuosa. Meno pacifica è l'identità fra il Caio "macedone" di Atti 19, 29, rapito e malmenato a Efeso a causa di Paolo da furibondi dimostranti capeggiati dalI'argentiere Demetrio, e il Caio di Derbe (in Licaonia) ricordato in Act. 20, 4 fra i compagni di Paolo nel viaggio a Gerusalemme del 58. Certamente diverso da tutti gli omonimi biblici è il Caio destinatario della lettera e discepolo dell'evangelista, che ne loda l'ospitalità (di qui l'erronea identificazione avanzata da Beda, in PL, XCIII, coll. 121 sg., col Caio di Corinto).
Per quanto riguarda la celebrazione dei santi di nome Caio nei martirologi, il comportamento delle Chiese orientali merita qualche attenzione. I menologi greci, tacendo di Crispo, celebrano un s. C. il 4 (o 5) novembre nonché il 30 giugno, nella festa comune a tutti i santi del N.T.; il Martirologio di Rabban Slibà ricorda Caio il 5 novembre semplicemente come "discepolo di s. Paolo". L'indeterminatezza potrebbe essere intenzionale, dato l'incrociarsi di varie tradizioni relative a Caio: infatti i menologi greci lo indicano come apostolo o come uno dei settanta discepoli del Signore secondo il canone dello Ps. Ippolito, nonché come vescovo di Efeso, successore immediato di s. Timoteo: invece, secondo una tradizione risalente a Origene, Caio sarebbe stato il primo vescovo di Tessalonica. Quest'ultima tradizione appare assai dubbia ai Bollandisti, a Tillemont é a Bardy, i quali la attribuiscono alla confusione di Caio di Corinto con Caio il macedone, peraltro assai difficilmente imputabile a Origene che, commentando Rom. 16, 23, non può aver avuto in mente che Caio di Corinto. Non si può non lodare, anche in questo caso, la sobrietà del Martirologio Romano che, in assenza di dati certi, si astiene dall'assegnare a Caio una determinata sede vescovile e non festeggia che Caio di Corinto, sulla base di I Cor. 1,14, senza neppure accennare all'ovvia identificazione col Caio di Rom. 16, 23.


Autore:
Teofilo Garcia de Orbiso


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto il 2001-02-01

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