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San Martino di Vertou Abate

24 ottobre

VI sec.

Martirologio Romano: Nel monastero di Vertou nel territorio di Retz in Francia, san Martino, diacono e abate, che san Felice vescovo di Nantes manḍ a convertire i pagani di questa regione.


Il Martirologio Romano pone al 24 ottobre «nel monastero di Vertou la morte di san Martino abate» e anche la città di Vertou, posta ad alcuni Kilometri a Sud-Est di Nantes (Loire-Atlantique), sulle rive della Sèvre nantese, conserva il ricordo di Martino abate.
«Per dire il giusto - scrive Lobineau - bisogna riconoscere che si ignorano le date della sua nascita e della sua morte», ma si sa che egli visse al tempo di san Felice, vescovo di Nantes dal 549 al 582. La diocesi di Nantes era allora limitata dalla Loira, mentre il territorio a Sud del fiume dipendeva da Poitiers. Ciò non impedì a san Felice desideroso di convertire le popolazioni ancora pagane della regione (che è attualmente il paese di Retz), di mandarvi il suo diacono Martino.
La missione di quest’ultimo fu un vero insuccesso che, in seguito, la leggenda elaborerà raccontando che Martino nella città favolosa e pervertita di Herbauges (Herbadilla) ricevette la medesima accoglienza di Lot a Sodoma e Gomorra. Riprendendo il racconto biblico la leggenda ci mostra Martino accolto soltanto da un certo Romano e poi in fuga con questo e la moglie, per sottrarsi ad un terremoto che avrebbe inghiottito la città, che ora giacerebbe sul fondo del lago di Grandlieu. Per rendere il racconto più conforme alla Bibbia, nella leggenda è detto che la moglie di Romano fu mutata, a causa della sua curiosità, in una statua di pietra. Dopo simili fatti, per espiare la colpa degli abitanti di Herbauges che egli si addossa, il santo va errando per tutta l’Europa.
La vera storia, secondo quello che se ne può conoscere, è più modesta: come spiegare altrimenti il silenzio di Gregorio di Tours, contemporaneo alle vicende, eppure così avido narratore di fatti meravigliosi, sia sulla distruzione di Herbauges, sia su un tal monastero tanto fiorente? Martino si ritirò a Sud-Est di Nantes, in una regione allora ricoperta di foreste, per condurvi vita eremitica. A lui si unirono alcuni discepoli e quella fu l’origine dell’abbazia di Vertou e poi di quella, più a Sud, di Durin, chiamata in seguito St-Georges-de-Montaigu, nel Bocage vandeano (oggi diocesi di Lucon). La leggenda, a questo punto, forzando la storia, fa riunire a Vertou oltre trecento monaci.
Martino morì a Durin verso la fine del VI secolo, ma i monaci di Vertou si ripresero le sue spoglie e la loro abbazia prosperò fino alle invasioni normanne (878). I monaci allora si rifugiarono con le reliquie di Martino nella filiale di St-Jouin-de-Mames (Deux-Sèvres), che ereditò il prestigio e i beni di Vertou e la cui chiesa, dell’XI-XII secolo, è uno dei prototipi classici dell’arte romanica del Poitou.
Quando Vertou venne restaurata, lo fu come dipendenza di St-Jouin, con la qualifica di prevostura e nel 1664 la comunità fu incorporata alla Congregazione di san Mauro.
Il ricordo dell’abate Martino è rimasto vivo in Vandea, nel Poitou e nel Nantese, a Sud della Loira: le diocesi di Nantes, Lucon e Poitiers lo festeggiano il 25 ottobre, le parrocchie di Bignon, Campbon, Gorges, Lavau, Mouzillon, Pont-St.-Martin (diocesi di Nantes) e Le Pertu (diocesi di Rennes) lo hanno per patrono.
Nella stessa Vertou, l’altare marmoreo della chiesa ha fama di essere quello di Martino e nel chiostro si vedeva, ancora nel 1700, un albero venerato da tutti i contadini dei dintorni, nonché dai duchi di Bretagna, perché la tradizione affermava che aveva preso radici da un bastone che Martino aveva piantato, prima di partire per Durin.
In seguito, tuttavia, l’albero è scomparso. Saint-Jouin-de-Marnes, oltre alla festa del 24 ottobre, celebrava anche una traslazione di Martino, avvenuta nel 1130, con una festa nella seconda domenica di settembre, chiamata «festa delle reliquie».
 


Autore:
Jean Evenou


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto/modificato il 2018-03-28

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