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Beato Niccolò (Nicola) Fattore Sacerdote francescano

23 dicembre

Valencia, Spagna, 29 giugno 1520 – 23 dicembre 1583

Martirologio Romano: A Valencia in Spagna, beato Nicola, detto il Fattore, sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori, che, arso da fervido zelo per Dio, fu spesso rapito in estasi.


Figlio di un sarto siciliano emigrato in Spagna, nacque il 29 giugno 1520 a Valencia;al fonte battesimale fu chiamato Pietro Niccolò. Era una famiglia modesta, in tutto cinque figli. All’età di 17 anni, il giorno della festa dell’apostolo Andrea, il giovane entrò tra i Frati Minori Osservanti, nel convento della sua città. Religioso esemplare, gli fu chiesto più volte di recarsi missionario all’estero, trovò però la sua terra di missionein patria, la Spagna di Filippo II.
Vero uomo di Dio, svolgeva il suo ministero col massimo scrupolo, fu un infaticabile predicatore e confessore. Fu direttore spirituale di alcune comunità religiose femminili, tra le quali le Clarisse di Madrid. Prima di celebrare la Messa era solito far penitenza, tre volte prima di fare una predica. Una per i suoi peccati, una per i peccati di quanti lo circondavano, una perché la predica fosse efficace. Si dedicò anche alla conversione dei “mori”, un apostolato delicato e pericoloso. Si cibava quasi sempre a pane e acqua.La sue penitenze erano estreme tanto che ci fu chi informò l’Inquisizione.Fu stimato da molti nobili, fu amico di s. Pasquale Baylon, di s. Luigi Bertran, del b. Giovanni de Ribera che poi testimoniarono alla sua causa di beatificazione.
Padre Nicola cadeva sovente in estasi, la sua figura fu presto avvolta dal mistero e da un alone leggendario. Si narra che avesse premonizioni - ad esempio sull’esito della battaglia di Lepanto e sulla elezione di papa Sisto V. Il “mondo angelico” gli era familiare: fu favorito da frequenti apparizioni dell’Angelo custode, chi assisteva alla sua Messa si convinse che gli angeli lo aiutassero nella celebrazione. Non fu immune, però, da tentazioni e da visioni del demonio sotto forma di leone, di orso e di serpente. Questi racconti, indicativi della mentalità del tempo, sono prova della sua fama di santità.
Negli ultimi anni di vita volle indossare il saio dei cappuccini a Barcellona, probabilmente perché cercava uno stile di vita più austero. Fu anche un modo per umiliarsi, ma dopo la soppressione di quel convento tornò a Valencia.
Morì poco dopo il 23 dicembre 1583, all’età di 63 anni, di cui 46 di vita religiosa. Tre anni dopo la morte il corpo fu riesumato per ordine di Filippo II e trovato incorrotto. La sua tomba divenne meta di molti devoti che ottenevano grazie e miracoli. Nicola Fattore fu beatificato da Pio VI il 27 agosto 1786.


Autore:
Daniele Bolognini

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Aggiunto il 2017-01-03

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