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> Home > Sezione Bibliografia > Padre Giuseppe Guerra, I Santi della Famiglia Vincenziana Condividi su Facebook Twitter

Padre Giuseppe Guerra, I Santi della Famiglia Vincenziana CLV - Edizioni Vincenziane

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2006


«Santi» è una parola dal significato ampio che abbraccia, secondo il contesto, diverse accezioni. In un certo senso tutti i battezzati sono santi e S. Paolo, rivolgendosi ai cristiani, li saluta chiamandoli «santi» (Rom. 1,7; I Cor. 1,2).
Qui usiamo la parola «santi» nel suo senso più stretto: dicendo «santi della famiglia vincenziana» ci riferiamo a quelle persone esemplari che hanno praticato le virtù in grado eroico oppure hanno dato la vita, per testimoniare, come martiri, la loro fedeltà al nome di Cristo e al suo insegnamento. Alcuni di questi, circondati da grande fama di santità, sono stati additati come modelli eccelsi di quella santità a cui tutti siamo chiamati. Essi sono, come dice l’Enciclica di Papa Benedetto XVI Deus caritas est (n. 40), «i veri portatori di luce all’interno della storia, perché sono uomini e donne di fede, di speranza e di amore». La Chiesa, attraverso l’autorità del Sommo Pontefice, li ha canonizzati e sono coloro che oggi veneriamo con culto pubblico e solenne. Com’è noto a questa vetta della canonizzazione si giunge attraverso una procedura lunga e severa stabilita dalla Chiesa attraverso le sue norme.
La Famiglia Vincenziana comprende tante congregazioni, associazioni, gruppi e persone che si ispirano a S. Vincenzo De Paoli e al suo spirito. Proclamato da Leone XIII Patrono di tutte le opere di carità, S. Vincenzo è divenuto quasi per antonomasia il santo della carità. Qui, parlando di «santi e beati della Famiglia vincenziana» ci riferiamo alle Congregazioni fondate direttamente o indirettamente da S. Vincenzo, quindi ai Missionari e alle Figlie della Carità, alle Dame della Carità, alle Suore della Carità (fondate da una Figlia della Carità, S. Giovanna Antida Thouret) alle Conferenze di S. Vincenzo, di cui ricordiamo Federico Ozanam (considerato il principale Fondatore); J. L. Le Prévost (del primo glorioso gruppo dei giovani pionieri); e Santiago Masarnau (il fondatore della San Vincenzo in Spagna). Nell’elenco è presente anche S. Elisabeth Ann Seton, la prima santa statunitense che fondò le Suore della Carità di S. Giuseppe, adottando le Regole delle Figlie della Carità di S. Vincenzo De Paoli.
In questo libro raccogliamo non solo quelli che sono giunti alla «canonizzazione» e alla «beatificazione» ma anche quelli che sono in itinere verso di essa. Abbiamo inserito nell’elenco dei nostri santi e beati anche quelli per i quali è terminata l’«Indagine Diocesana» con la conseguente consegna alla Congregazione dei Santi per gli ulteriori adempimenti e giudizi. Una volta riconosciute ufficialmente le loro virtù eroiche oppure il loro martirio, si procederà ad una ulteriore indagine diocesana e ad un ulteriore giudizio a Roma su un miracolo ottenuto per loro intercessione (per la beatificazione di un martire tale miracolo non è richiesto).
Il Papa Benedetto XVI, ritornando alla tradizione che il Papa Paolo VI e soprattutto il Papa Giovanni Paolo II avevano interrotta, ha stabilito che le Beatificazioni pur autorizzate dal Sommo Pontefice non vengono celebrate dal Papa direttamente, ma da un suo Delegato o dal Vescovo nella Diocesi cui appartiene il Beato. Una volta riconosciuto un ulteriore miracolo richiesto dopo la Beatificazione (ciò vale anche per i martiri), il Papa con la «canonizzazione» autorizza per questi Santi e Sante il culto pubblico e universale.
I criteri adottati nella edizione di questo libro divulgativo emergono subito ad un primo sguardo.
Senza entrare in un’anali storiografica propriamente critica ed analitica, abbiamo voluto indicare le vie per ulteriori approfondimenti e soprattutto abbiamo voluto suscitare il desiderio di una maggiore conoscenza. Davanti alla figura dei santi il desiderio di conoscere si trasforma in desiderio di imitare. Per citare ancora una volte la Deus caritas est (n.42): «Alla vita dei Santi non appartiene solo la loro biografia terrena, ma anche il loro vivere ed operare in Dio dopo la morte, Nei Santi diventa ovvio: chi va verso Dio non si allontana dagli uomini, ma si rende invece ad essi veramente vicino».


Fonte:
www.vincenziani.com

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Aggiunto il 2007-07-10

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