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Serva di Dio Maria Adelaide Del Pace

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Firenze, 16 febbraio 1793 - Firenze, 12 marzo 1846


C’è un passo del Vangelo particolarmente importante e significativo che riguarda il senso ultimo della sofferenza. Lo troviamo in Giovanni, capitolo 9 versetti 1, 3: “[Gesù] Passando vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: "Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché egli nascesse cieco?". Rispose Gesù: "Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è così perché si manifestassero in lui le opere di Dio"”.
Quanti interrogativi genera la sofferenza! Eppure questo aspetto tanto oscuro e duro dell’esistenza ha consentito ad alcune anime elette di avvicinarsi a grandi passi al Regno di Dio, come nel caso di Maria Adelaide Del Pace, che offrì con forza, coraggio e rassegnazione la sua sofferenza al Signore, immobilizzata nelle membra ma con il cuore colmo di amore e dedito “alle cose dell’anima”.
Maria Adelaide, nasce a Firenze il 16 febbraio 1793 da Francesco Del Pace e Maria Maddalena Perini, secondogenita di quattro fratelli.
Fu battezzata due giorni dopo la nascita e gli furono imposti altri due nomi: Anna Annunziata.
Sin dall’infanzia, Maria Adelaide si dimostrò molto cagionevole di salute; i genitori la allevarono amorevolmente infondendogli sentimenti e valori altamente cristiani.
Il 24 settembre 1833 chiese ed ottenne di entrare a far parte della fraternità del Terz’Ordine Francescano e prese l’abito di terziaria dalle mani del Direttore della Congregazione del Monte delle Croci, Padre Stefano da Poggio a Caiano. Esattamente un anno dopo, il 28 settembre 1834, emise la sua professione perpetua ponendosi definitivamente sotto l’ala protettiva del Poverello di Assisi.
Maria Adelaide era già provata dal dolore e dalla sofferenza infatti, da importanti documenti storici – le Memorie del tempo – sappiamo che nel marzo del 1827, all’età di 34 anni, fu: “Sorpresa da spinite con paralisi dell’estremità superiori ed inferiori dei muscoli e dei nervi del corpo e del tronco tutto, declinata la faccia sui piedi, restò immobile (per lo spazio di anni 19) nel letto del dolore, incapace di umano sollievo, contenta nella preghiera, nutrita spesso del Pane degli Angioli, consolata dalla speranza dell’eterna beatitudine”.
Sono queste le opere di Dio di cui ci parla Gesù nel passo evangelico di Giovanni citato in precedenza. Opere che sono un vero capolavoro di amore, in cui il dolore, la sofferenza, si trasfigurano diventando luce, fari preziosi nelle tenebre di vite proiettate verso la vita eterna.
Diciannove anni di immobilità assoluta, di inaudite sofferenze, di limitazioni di ogni genere, non hanno impedito alla Serva di Dio Maria Adelaide Del Pace di lodare Dio, di affidarsi senza condizioni al Suo amore misericordioso nel silenzio e nella costante e continua preghiera. Nessuno è obbligato a fare del Vangelo una norma di vita. Gesù lo dice chiaramente: “Chi vuol venire dietro di me, prenda ogni giorno la sua croce e mi segua”. Chi vuole e non dovete. Tutti sono invitati, a tutti è proposta la Buona Novella: sta al singolo individuo accettare o meno tale proposta. Maria Adelaide ha preso su di se la sua croce consapevole di aver intrapreso un cammino tutto in salita, dove soltanto con la fede e con la determinazione di seguire Gesù Cristo è possibile trovare un senso vero all’assurdo.
Maria Adelaide ritornò alla Casa del Padre la sera del 12 marzo 1846 all’età di 53 anni. Fu sepolta nella loggia presso le mura della chiesa di San Salvatore al Monte delle Croci il 14 marzo. Il 16 giugno 1922 un decreto della Curia Arcivescovile di Firenze, dispose che il corpo della Serva di Dio venisse trasferito dalla loggia alla cappella della Madonna del Rifugio, sempre nella chiesa di San Salvatore al Monte delle Croci, dove tuttora è esposto alla venerazione dei fedeli.


Autore:
Felice Di Giandomenico

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Aggiunto/modificato il 2002-01-14

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