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> Home > Sezione Venerabili > Venerabile Maria Benedetta Giuseppa Frey (Ersilia Penelope) Condividi su Facebook Twitter

Venerabile Maria Benedetta Giuseppa Frey (Ersilia Penelope) Monaca cistercense

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Roma, 6 marzo 1836 - Viterbo, 10 maggio 1913


Penelope nacque a Roma il 6 marzo 1836 da Luigi e Maria Giannotti e fu battezzata nella parrocchia di S. Andrea delle Fratte. Una fanciullezza normale, divisa tra lo studio, il gioco, la passione per la musica e il canto.
Alla formazione culturale associava quella religiosa facendo presagire segni di vocazione per la vita di clausura. Si consigliò con il suo padre spirituale camilliano che la indirizzò a Viterbo nel “Monastero della Visitazione”. Prese l’abito monastico assumendo il nome di Suor Maria Benedetta Giuseppina Frey. Il 2 luglio 1858 si consacrò solennemente. Nel novembre del 1861 si paralizzò gradualmente con incidenza sulla spina dorsale. Così il quadro clinico dagli atti del processo canonico: “Non poteva poggiare il capo sui guanciali a causa di acuti dolori, né poteva tenerlo eretto perché le ricadeva inerte sul petto con pericolo di soffocamento, perciò le si doveva sostenere la fronte con cordicelle e bende. A tutto questo si aggiunse per via, gli inevitabili malanni causati dalla lunga degenza a letto, le piaghe da decubito, le bronchiti e le polmoniti”.
Dopo tante novene, infine si affida totalmente a Dio. Il male fisico era completato da quello morale nel sentirsi inutile alla comunità. Raggiunse lo stato di completa uniformità al volere di Gesù Crocifisso e di perfetta tranquillità di spirito, mezzi che le permisero di esercitare pazienza, umiltà e obbedienza.
La fama delle sue virtù, ritenute eroiche da chiunque, l’avvicinava, oltrepassava le mura del monastero. Non rimaneva inoperosa e con la sola mano libera, aiutandosi con i denti, confezionava fiori artificiali. La sua attività la rivolse nel consigliare, consolare quanti andavano da lei per attingere forza. Era tanti serena e preoccupata nell’alleviare i dolori degli altri che sembrava non soffrisse dei propri dolori.
Riguardo la santità scrive: “Non già il farsi sante consista a stare nell’eremo, lo star sempre in chiesa con la corona in mano; no, no, la vera santità consiste solamente con adempiere in tutto la volontà Santissima di Dio, l’obbligo del proprio stato (17 aprile 1900).
Papa Pio IX concesse la celebrazione della S. Messa nella sua stanza; l’altare fu sistemato di fronte al letto con sopra la statua di Gesù Bambino. Furono amministrati i sacramenti del Battesimo, della Cresima, Prime Comunioni, alcune Ordinazioni Sacerdotali. Il Papa a cui nutriva filiale obbedienza, sacerdoti, seminaristi, tutti raccomandava a Gesù Bambino. Aveva i doni della consolazione, della profezia, della guarigione, del discernimento, del consiglio. L’apostolato era diretto ai peccatori, ai miscredenti e alle famiglie in crisi e ai malati. Era la madrina dei sacerdoti e dei seminaristi.
Da lei si recarono personaggi illustri come il cardinal Marry del Val, card. Pietro La Fontaine, viterbese e patriarca di Venezia, don Nascimbeni e Bartolo Longo, Mons. Bressan (segretario di Pio X), e don Luigi Orione con il quale nascerà una profonda amicizia e al quale profetizzò che avrebbe fondato un ordine femminile di suore.
Per il 50° anniversario della malattia, il 10 novembre 1911, il papa Pio X, con scritto autografo, fece pervenire alla monaca il suo ringraziamento, la sua stima e benedizione.
Due anni dopo il 10 maggio 1913 poteva salire in cielo all’età di 77 anni. Ai funerali prese parte tutta la città e fu esposta per 3 giorni e poi sepolta nel cimitero della città. Il 10 dicembre 1927 il corpo della Serva di Dio fu traslato dal cimitero alla monastero, in una cappellina con esposto il Bambinello Gesù. Suor Benedetta non si lamentava mai, era sempre di ottimo umore, sorrideva e confortava gli altri. Diceva la “monaca santa”: “Sento più vive le tribolazioni altrui che tutta la mia malattia ed immobilità di tanti anni, perciò vorrei aver più mali e patire su me stessa che vedere loro così tribolati”.
Il processo diocesano iniziò il 27 ottobre 1959 e si concluse il 3/ novembre 1963. Papa Francesco ha dichiarato Venerabile madre Frey il 30 settembre 2015.
E’ stata esempio di fortezza e di fede, virtù che, nel nostro tempo, sono molto affievolite. Viene pregata per i malati gravi, per le coppie che hanno difficoltà a procreare e per la riconciliazione delle persone.

Per informazioni scrivere:
Monastero della Visitazione
Via S. Pietro, 30 - 01100 Viterbo
Tel. 0761. 34.01.37 - 338.46.18.858
E-mail: scrimgia@libero.it
Sito: www.suorbenedettafrey.it


Autore:
Don Gianluca Scrimieri

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Aggiunto/modificato il 2007-11-28

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