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San Pietro Sans i Jordá Vescovo domenicano, martire

26 maggio

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Ascó, Spagna, 1° settembre 1680 – Fuzhou, Cina, 26 maggio 1747

Pere Sans i Jordà (in castigliano Pedro Sanz y Jordá), nato ad Ascó in Spagna, entrò nel convento domenicano di Lerida nel 1697 e fu ordinato sacerdote nel 1704. Sentito il richiamo missionario, chiese ed ottenne di trasferirsi in Estremo Oriente e arrivò a Manila nel 1713, dopo un viaggio faticosissimo. Dopo aver appreso il cinese si trasferì in Cina come vicario provinciale della regione di Fukien. Esercitò il suo apostolato indefessamente e con successo, nonostante la ripresa della persecuzione anticristiana. Rifugiatosi a Canton, fu ordinato vescovo nel 1730, ma dopo poco fu esiliato a Macao. Nel 1738 riuscì finalmente a tornare nel Fukien, riprendendo con rinnovato vigore a evangelizzare, curare gli ammalati e gli indigenti e a confortare i perseguitati. Nel 1746 si fece spontaneamente catturare dai persecutori per risparmiare ulteriori danni e afflizioni ai suoi buoni fedeli. Dopo una penosa prigionia, vissuta insieme ai confratelli domenicani Francisco Serrano Frías (vescovo e suo coadiutore), Joaquín Royo Pérez, Francisco Díaz del Rincón e Juan Alcober Figuera (sacerdoti), fu decapitato il 26 maggio 1747. Con loro è stato beatificato il 14 maggio 1894 e canonizzato il 1° ottobre 2000, inserito nel più ampio gruppo di centoventi martiri in Cina.

Emblema: Bastone pastorale, Palma

Martirologio Romano: In località Fuzhou nella provincia del Fujian in Cina, san Pietro Sans i Jordá, vescovo dell’Ordine dei Predicatori e martire, che, arrestato insieme ad altri sacerdoti, attraverso un lungo cammino fu tratto in catene nel tribunale; giunto al luogo del supplizio, si inginocchiò e, terminata la preghiera, porse serenamente il capo alla scure.


Pere Sans i Jordà (in castigliano Pedro Sanz y Jordá) nacque il 1° settembre 1680 da Andres Sans e Catalina Jordà, nella cittadina di Ascó, in diocesi di Tortosa (Spagna). Uno zio, cappellano della cattedrale di Lerida, avendolo visto bambino virtuoso e pieno di zelo cristiano, volle prendersi cura della sua educazione.
Da giovane, attratto dalla vita religiosa, volle entrare nel convento dei Domenicani di Lerida, dove fece la sua professione il 6 luglio 1698 e fu ordinato sacerdote il 20 settembre 1704. Fu trasferito, dietro sua richiesta, al convento di Sant’Ildefonso a Saragozza, di osservanza più rigorosa.
A 32 anni si sentì attratto dal richiamo missionario e chiese ed ottenne di essere inviato in Estremo Oriente. Lasciò la Spagna verso la metà del 1712 e raggiunse Manila nelle Filippine a fine agosto del 1713, dopo due lunghe soste in Messico e nelle Isole Marianne.
Restò due anni a Manila, dove oltre all’esercizio del suo ministero sacerdotale, prese ad imparare la lingua cinese, perché considerava come sua meta missionaria la Cina: lì fu inviato nel giugno 1715, stabilendosi nel Fukien.
Un anno dopo, nel 1716, fu nominato vicario provinciale, carica che ricoprì per 14 anni. La sua opera missionaria diede ottimi frutti in conversioni, nonostante la ripresa della persecuzione che si era abbattuta sulla sua provincia di Fukien e in quella di Chekiang, che erano le più cristiane.
Essendo ricercato dai persecutori in ogni posto, fu costretto a rifugiarsi a Canton, l’unico luogo dell’immenso Impero dove i missionari europei erano ancora tollerati. In quel luogo lo raggiunse la nomina a vescovo titolare di Mauricastro: venne ordinato il 24 febbraio 1730.
Avendo continuato anche a Canton l’opera di evangelizzazione, monsignor Sans venne esiliato nel 1732 a Macao: rimase quasi sei anni, pensando sempre di poter ritornare fra i suoi fedeli del Fukien. Il suo desiderio si avverò il 9 maggio 1739: riprese dunque la sua vasta attività missionaria, predicando, catechizzando, soccorrendo i bisognosi, raffermando nella fede i fedeli perseguitati, agendo con prudenza e tenendosi ben nascosto.
Tuttavia, le sofferenze che i fedeli cristiani e la popolazione dovevano subire da parte dei persecutori erano molte. Perciò, volendo sollevarli da ulteriori danni e afflizioni, il vescovo decise di consegnarsi: uscì dal suo nascondiglio nel villaggio di Moc-Yong e si fece catturare il 30 giugno 1746.
Condotto a Fuzhou, capitale del Fukien, fu sottoposto ad estenuanti interrogatori, maltrattamenti e vessazioni di ogni genere. Dopo un lungo processo, monsignor Sans fu condannato alla decapitazione il 18 dicembre 1746. In seguito alla conferma della condanna da parte dell’imperatore, la sentenza fu eseguita il 26 maggio 1747.
Suoi compagni di prigionia furono altri confratelli domenicani: Francisco Serrano Frías (nominato vescovo suo coadiutore, ma mai ordinato, durante la prigionia), Joaquín Royo Pérez, Francisco Díaz del Rincón e Juan Alcober Figuera (sacerdoti). Furono poi uccisi per strangolamento il 28 ottobre 1748.
I cinque martiri furono beatificati il 14 maggio 1894 da papa Leone XIII e canonizzati dal Papa san Giovanni Paolo II il 1° ottobre del 2000, inseriti in un più ampio gruppo di centoventi martiri in Cina.
Le loro reliquie, raccolte dai fedeli subito dopo la morte, sono venerate nella chiesa di San Domenico a Manila.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto/modificato il 2018-07-17

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