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Beato Josaphat Chichkov Sacerdote e martire

13 novembre

Plovdiv, Bulgaria, 9 febbraio 1884 - Sofia, Bulgaria, 12 novembre 1952

Martirologio Romano: A Sofia in Bulgaria, beati Pietro Vicev, Paolo (Giuseppe) Džidžov e Giosafat (Roberto Matteo) Šiškov, sacerdoti della Congregazione degli Agostiniani dell’Assunzione, che, ingiustamente accusati di tradimento sotto un regime ateo e gettati in carcere in quanto cristiani, nel loro combattimento mortale meritarono di ricevere la ricompensa di eternità dei fedeli discepoli di Cristo.


Rober Matej Siskov nacque il 9 febbraio 1884 nella città bulgara di Plovdiv, l’antica Filippopoli, da una famiglia di convinti cattolici. All’età di nove anni, nel settembre del 1893, Rober Matej entrò nella scuola di Kara-Agac, nei pressi di Odrin. Il 29 aprile1900, a soli sedici anni, divenne aspirante Assunzionista a Fanarachi in Turchia ed assunse il nome religioso di Josaphat.
Nel 1904 soggiornò nella città di Luven per poter continuare i suoi studi filosofici e teologici e l’11 luglio 1909 fu ordinato sacerdote di rito latino. Dal 1914 sino al 1919, durante la Prima Guerra Mondiale, insegnò al collegio Sant’Agostino in Plovdiv. Nel mese di luglio del 1929 ricevette la nomina a direttore del piccolo seminario Santi Cirillo e Metodio nella citta di Jambol, ove studiavano allievi di ambo i riti, orientale e latino.
Aperto alle novità tecniche, Padre Josaphat fu il primo a Jambol a possedere ed usare la macchina da scrivere con caratteri cirillici. Inserì inoltre il cinema nella formazione degli allievi ed organizzò serate per i giovani, che grazie a lui poterono ascoltare il grammofono per la prima volta. Ospite privilegiato del seminario era Monsignor Angelo Giuseppe Roncalli, futuro Papa Giovanni XXIII, a quel tempo Visitatore Apostolico in Bulgaria: egli rimaneva sempre ammirato delle attività svolte dal seminario.
Nel 1937 Padre Josaphat venne nominato Superiore provinciale di Varna, ove rimase sino al termine della Seconda Guerra Mondiale. Nel 1948, quando i sacerdoti stranieri fu intimato di abbandonare la Bulgaria, divenne parroco di Varna. In questa città fu arrestato dalla milizia comunista nel dicembre del 1951. Per quasi un anno gli Assunzionisti non ebbero nessuna sua notizia, sino a quando i giornali non pubblicarono un atto di denuncia contro quaranta persone, tutte denunciate per spionaggio e cospirazione contro il “Potere del popolo”. Tra loro figurava appunto anche il nome di Padre Josaphat Siskov, citato quale “una delle più vecchie spie”.
Per lui ed i confratelli Kamen Vitchev e Pavel Djidjov venne emessa la sentenza di morte il 3 ottobre 1952 e furono fucilati nella notte tra l’11 ed il 12 novembre 1952 a Sofia, capitale bulgara, insieme con il beato vescovo Eugenio Bossilkov. Il luogo della loro sepoltura nel cimitero della città non è mai stato scoperto. I tre sacerdoti martiri sono stati beatificati da Papa Giovanni Paolo II il 26 maggio 2002.


Autore:
Fabio Arduino

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Aggiunto il 2006-11-04

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