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Santa Sabina Martire

29 agosto

Sec. II

Patrizia romana del II secolo, uccisa in spregio alla fede allo stesso modo: decapitata. Nella sua «Passione» si legge che era una nobile pagana, moglie del senatore Valentino, convertitasi al cristianesimo per influenza dell’ancella Serapia. Con lei di notte scendeva nelle catacombe, dove i cristiani si riunivano clandestinamente per sfuggire alle persecuzioni imperiali. Quando Serapia venne catturata e bastonata a morte, anche Sabina venne allo scoperto subendo il martirio intorno all’anno 120. Le reliquie delle due martiri, insieme a quelle di Alessandro, Evenzio e Teodulo si trovano nella basilica di Santa Sabina all’Aventino, fondata nel 425 da Pietro d’Illiria, sui resti di un antico «Titulus Sabinae» (forse la santa, oltre che patrona, ne fu fondatrice e protettrice). San Domenico vi fondò il suo ordine nel 1219. Si può ancora vedere la sua cella, trasformata in cappella. Nel chiostro del convento si può ammirare l’arancio che il santo avrebbe piantato alla fondazione dei Predicatori. Anche uno dei più celebri figli dei Domenicani, san Tommaso, ha insegnato in questo convento. Santa Sabina viene raffigurata con libro, palma e corona. Con questi ultimi due attributi compare in una delle sue prime rappresentazioni (VI secolo) nella chiesa di Sant’Apollinare Nuovo a Ravenna. (Avvenire)

Patronato: Avezzano (AQ), Mariana Mantovana (MN)

Martirologio Romano: A Roma, commemorazione di santa Sabina, la cui basilica costruita sull’Aventino reca il suo venerando nome.


Santa Sabina è una martire del II secolo che trova ancor oggi, come per tutti i martiri, luoghi a lei dedicati, dove la si invoca come protettrice. Oltre la Basilica dell’Aventino a Roma, a lei dedicata anche la comunità parrocchiale della Chiesa arcipretale di Trigoso (risalente ai primordi del Cristianesimo in Liguria, quasi certamente del VII sec.) antico borgo nelle vicinanze di Sestri Levante, ridente cittadina sul mare, la invoca e la festeggia come sua Patrona e chiede, con umile e devoto affetto, la sua intercessione sulla parrocchia e sulle famiglie. La implora di ottenere dal Signore il dono della preghiera, della vigilanza, della mortificazione e della fermezza e perseveranza nella fede e nel bene, ad imitazione della Sua Vita che fu segno della totale appartenenza a Dio. A lei dedicato è uno dei cinque altari, in stile barocco genovese.
Possa Santa Sabina indicare a tutti la via della salvezza che troviamo solo in Cristo e nel “martirio quotidiano” che non è necessariamente quello vissuto da Santa Sabina, ma è il saper accettare non solo le nostre debolezze, limiti ed imperfezioni, ma soprattutto quelle di coloro che ci stanno accanto e che spesso vorremmo cambiare a nostro piacimento non cercando tanto il Volere di Dio ma il nostro, possibilmente vivendo una vita comoda e senza problemi. Gesù stesso però ci dice che per essere suoi discepoli bisogna prendere ogni giorno la propria croce e seguirlo.


Autore:
Giuliana Brugnoli

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Aggiunto il 2002-08-28

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