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> Home > Sezione Venerabili > Venerabile Maria Lorenza Requenses in Longo Condividi su Facebook Twitter

Venerabile Maria Lorenza Requenses in Longo Monaca, fondatrice

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Lerida, Spagna, 1463 Napoli, 21 dicembre 1539

Maria Llonc (italianizzato Longo), nobildonna spagnola, si trasferì nel 1506 a Napoli per seguire il marito Giovanni, Reggente del Vicereame di Napoli. Guarita da una forma di paralisi, cambiò nome in Maria Lorenza. Dopo essere rimasta vedova, cominciò a dedicarsi alla carità nei confronti dei napoletani, per i quali fece costruire l’ospedale di Santa Maria del Popolo, detto degli Incurabili. Fondò in seguito il monastero di Santa Maria di Gerusalemme (detto “delle Trentatré”), dove si ritirò gravemente ammalata. La sua morte viene fissata dagli studiosi tra il 1539 e il 1542, ma la prima data è la più probabile. La sua fama di santità è sempre stata viva nell’Ordine delle monache Clarisse Cappuccine, sorto proprio nel monastero delle Trentatré, e nella città di Napoli. Il processo di beatificazione vero e proprio è tuttavia cominciato solo nel XIX secolo. Il 9 ottobre 2017 papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto con cui madre Maria Lorenza Longo veniva dichiarata Venerabile. L’unico resto mortale della fondatrice delle Clarisse Cappuccine, ossia il suo cranio, è conservato nella chiesa del protomonastero di Santa Maria di Gerusalemme.



Le fonti storiche
La fonte più autorevole da cui sono attinte le notizie più rilevanti della vita di Maria Lorenza Longo, fondatrice dell’ospedale Incurabili di Napoli e dell’Ordine delle monache Clarisse Cappuccine è la «Historia Cappuccina» (1588) del cappuccino Mattia Bellintani da Salò confermata da varie altre fonti archivistiche contemporanee.

Sposa di un nobile catalano
Originaria di Lerida in Catalogna, Maria nacque nel 1463 e sposò Joan Llonc (italianizzato Giovanni Longo), valenziano di San Mateu, Reggente di cancelleria del regno di Aragona e molto stimato dal re Ferdinando il Cattolico che, sposando Isabella di Castiglia, aveva reso la Spagna la futura dominatrice d’Europa.
L’unico episodio ricordato nella biografia di questo primo periodo della sua vita è quello di un tentativo di avvelenamento da parte di una serva, in seguito al quale Maria rimase stroppiata, ossia paralizzata, alle mani e ai piedi.

Guarita a Loreto
Nel 1506, nonostante la paralisi e in seguito a un profondo discernimento, seguì con la famiglia il marito, che era stato nominato Reggente nel Vicereame di Napoli. Tre anni dopo, rimasta vedova con tre figli, si recò in pellegrinaggio a Loreto, dove si sentì prodigiosamente risanata. Per esprimere il suo desiderio di maggior intensità spirituale, scelse di chiamarsi Maria Laurenzia (o Lorenza) e vestì, secondo alcune fonti, l’abito da terziaria francescana.

L’Ospedale degli Incurabili
Prese quindi a dedicarsi alle opere di carità, così necessarie alla popolazione napoletana, inizialmente presso l’ospedale di San Niccolò. Grazie ai suoi beni edificò lei stessa nel 1519, su ispirazione del notaio genovese Ettore Vernazza, l’Ospedale di Santa Maria del Popolo, detto degli Incurabili, ancora oggi funzionante nel centro antico di Napoli, di cui assunse la direzione. Nel 1526 costruì una casa per prostitute pentite accanto al complesso ospedaliero sotto la guida della duchessa di Termoli, Maria Ayerbo.
In questa città della carità ricevette, nel 1530, i frati Cappuccini: per loro costruì il convento di Sant’Eframo Vecchio. Nel 1533 accolse a Napoli san Gaetano da Thiene, che divenne il suo direttore spirituale.

L’approvazione del monastero e delle Clarisse Cappuccine
Fu laborioso e imprevisto il percorso che portò Maria Longo ad ottenere l’approvazione canonica nel 1535, per il nascente monastero di riforma clariana di Santa Maria di Gerusalemme. Il papa Paolo III con la bolla «Debitum pastoralis officii» del 19 febbraio eresse la comunità da lei fondata con il nome di “Suore del Terz’Ordine di san Francesco secondo la regola di santa Chiara”. Nello stesso anno, la fondatrice lasciò l’attività dell’ospedale a Maria Ayerbo, per dedicarsi alla nuova fondazione sotto la guida di san Gaetano.
Il 10 dicembre 1538 papa Paolo III confermò l’erezione della nuova sororità sotto la regola di santa Chiara «observata strictissime». Il numero delle monache fu fissato a 33, motivo per cui il monastero è da sempre detto “delle Trentatré”. La legislazione adottata prevedeva, come testimonia un manoscritto del XVI secolo custodito nell’archivio del monastero, la prima regola di Chiara del 1259 (povertà e ricezione di novizie senza dote), insieme alle costituzioni di santa Coletta di Corbie e infine, con alcune norme sulla clausura composte da Maria Lorenza Longo.
Questi testi, revisionati all’inizio del ‘600 dai Cappuccini, hanno dato la denominazione di Monache Cappuccine della I Regola di santa Chiara all’Ordine, che rapidamente si diffuse in Europa e nel resto del mondo.
Maria Lorenza Longo morì nel 1539, dopo aver rinunciato alla carica di abbadessa e dopo aver avuto tutte le garanzie papali (circa 10 documenti tra bolle e brevi) che il monastero fosse di stretta povertà e osservante clausura secondo lo spirito di Chiara e Coletta, ma adattato alla situazione monastica del ‘500 in una città come Napoli.

La causa di beatificazione
Madre Maria Lorenza ha goduto di fama di santità sin dalla morte; tuttavia, una vera e propria causa di beatificazione venne iniziata solo sul finire del diciannovesimo secolo.
Il processo informativo venne aperto a Napoli il 9 novembre 1880 e fu concluso il 20 marzo 1883. Dopo circa dieci anni, si arrivò al decreto sugli scritti, il 17 maggio 1890, e a quello sull’introduzione della causa il 4 settembre 1892.
Il processo apostolico, durato nelle varie sessioni dal 2 dicembre 1893 al 19 dicembre 1903, fu convalidato insieme a quello informativo il 27 novembre 1907. Da allora, secondo la legislazione precedente al 1983, madre Maria Lorenza ebbe il titolo di Venerabile.
Nel 1935 si svolse la ricognizione canonica dei suoi resti mortali, ormai ridotti al solo cranio, collocato nella chiesa del protomonastero di Santa Maria in Gerusalemme. La memoria della sua esperienza di fede e del suo operato sono continuati tramite convegni, pubblicazioni e studi scientifici. Le Clarisse Cappuccine, inoltre, hanno iniziato a ricordare dal 1974, ogni 21 dicembre, l’anniversario della morte.

La ripresa della causa
Solo trent’anni dopo, il 12 giugno 2004, il Postulatore generale dei Cappuccini, padre Florio Tessari, ha spedito il libello per la riapertura del processo al cardinal Michele Giordano, arcivescovo di Napoli. L’inchiesta suppletiva si è quindi svolta dal 29 giugno 2004 al 16 maggio 2005 ed è stata convalidata il 1° febbraio 2008.
È stata quindi allestita la “Positio super virtutibus”, approvata il 9 maggio 2015 dai Consultori Storici della Congregazione per le Cause dei Santi, data la natura storica della causa. La discussione dei Consultori Teologi, prevista per il marzo 2017, ha prodotto un parere positivo, confermato anche dalla Sessione Ordinaria dei Cardinali e Vescovi della Congregazione delle Cause dei Santi, il 26 settembre 2017.
Il 9 ottobre 2017, ricevendo il cardinal Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto che riconosce l’eroicità delle virtù cristiane di madre Maria Lorenza Longo.

Un asserito miracolo di natura storica
L’8 marzo 2005 è stato ritrovato nell’archivio della Curia di Napoli un fascicolo contenente l’istruzione di un processo su un miracolo attribuito a madre Maria Lorenza. Si tratta della guarigione di suor Maria Cherubina Pirro, affetta da tubercolosi pleuropolmonare complicata da meningoencefalite.
Il fatto prodigioso è avvenuto il 15 ottobre 1881 nel monastero delle Trentatré, quando la badessa accostò al corpo della suora malata il cranio della Fondatrice. La religiosa visse altri dodici anni e morì per cause estranee alla precedente malattia.

Preghiera (con approvazione ecclesiastica)
O Trinità augustissima,
mentre noi profondamente ti adoriamo, ti lodiamo e ti ringraziamo per gli innumerevoli doni e grazie concesse alla fedelissima tua serva suor Maria Lorenza, degnati ti supplichiamo di manifestare per lei benignamente la potenza del tuo amore e la grandezza della tua misericordia concedendoci la grazia…
Ti supplichiamo inoltre ardentemente affinché a maggior gloria tua e a santificazione delle anime presto rifulga sulla fronte sì pura della diletta tua serva l’aureola dei beati.
Amen.

3 Gloria al Padre


Autore:
Emilia Flocchini e suor Rosa Lupoli, OSC Cap


Note:
Per approfondire: www.cappuccine33.it/category/maria-lorenza-longo

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Aggiunto il 2017-10-11

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