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Serva di Dio Angela Iacobellis Fanciulla

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Roma, 16 ottobre 1948 Napoli, 27 marzo 1961

Angela Iacobellis nacque a Roma il 16 ottobre 1948. A cinque anni si trasferì a Napoli con la famiglia. Col passare degli anni, sviluppò un notevole equilibrio tra la vita ordinaria e le realtà religiose, da cui si sentiva fortemente attratta. Mentre frequentava il secondo semestre della prima media, si ammalò di leucemia. I familiari non vollero farle sapere nulla, ma lei intuì ugualmente la propria condizione. Pellegrina a Lourdes, a Pompei, a Roma e a San Giovanni Rotondo, imparò a offrire la sofferenza al Signore, cercando di essere lieta per non far preoccupare i suoi familiari. Morì a Napoli il 27 marzo 1961, a dodici anni, cinque mesi e undici giorni. Il processo diocesano per la sua causa di beatificazione e canonizzazione si è svolto a Napoli dal 14 ottobre 1991 all'11 ottobre 1993. Dal 21 novembre 1997 i suoi resti mortali riposano nella chiesa di San Giovanni dei Fiorentini a Napoli, in Piazza degli Artisti, nella prima cappella a destra dell’ingresso principale.



Angela Iacobellis nacque a Roma il 16 ottobre 1948, figlia di Francesco Iacobellis e di sua moglie Matilde, che avevano già avuto un altro figlio, Domenico. Fu battezzata il 31 ottobre nella basilica di San Pietro, coi nomi di Angela Maria Teresa Ida: il primo era stato scelto dai genitori, molto devoti a sant’Angela Merici.
Già quand’era molto piccola, la sofferenza si affacciò nella sua vita: un flemmone alla clavicola destra, con le relative cure e punture dei medici per il sondaggio, la fece soffrire enormemente, riducendola all’estremo della resistenza. Ricevette la Prima Comunione e la Cresima il 29 giugno 1955 a Napoli, dove la famiglia si era trasferita quando Angela aveva cinque anni.
Dalla testimonianza dei genitori, della zia Ada e di quanti l’hanno conosciuta, emerge il ritratto di una bambina che, man mano che cresceva, aumentava sempre più la sua fede e l’amore a Gesù Eucaristia. Cosciente del grande mistero del Sacramento, abbracciava e baciava i suoi familiari che tornavano dalla Messa, perché diceva che per lei era come abbracciare Gesù.
Cosa rara per la sua età, aveva un grande equilibrio spirituale, religioso, cristiano. Leggeva il Vangelo e prediligeva la recita del Santo Rosario. Era solita dire: «Bisogna dare il primo posto a Dio».
Le mete obbligatorie delle sue vacanze estive erano le basiliche di San Francesco e di Santa Chiara ad Assisi, santi per cui aveva una particolare simpatia. Frequentava il Protomonastero di Santa Chiara: strinse amicizia con le monache, in particolare con la badessa, madre Imelda.
Angela era molto intelligente, pur non essendo una bambina prodigio. Per il resto, era normalissima nei suoi affetti familiari, nella scuola, con le compagne, nei giochi, nei divertimenti della sua età. Amava molto disegnare e realizzare caricature dei suoi parenti. I suoi programmi televisivi preferiti erano quelli in cui compariva Topo Gigio.
A 11 anni le si manifestò la leucemia. Fu tenuta all’oscuro per molto tempo della gravità del male, ma lei con serenità e ottimismo, confortando gli altri, accettò le cure. Quando capì che non sarebbe più guarita, non si avvilì. Senza ribellarsi, accettò consapevolmente la volontà di Dio, esprimendo tutta la sua gioia e la sua generosità nella preghiera e nel colloquio intimo e semplice con il Signore.
In uno dei periodi in cui stava meglio, fu portata a San Giovanni Rotondo, perché incontrasse padre Pio da Pietrelcina. Il futuro Santo ascoltò la sua confessione e l’incoraggiò a compiere bene la volontà di Dio. Da allora, Angela cominciò a scrivergli ogni dieci giorni, firmandosi sua «figlia spirituale». Scrisse anche a madre Speranza di Gesù (beatificata nel 2013), dichiarando che offriva tutte le sue sofferenze al Signore.
La malattia, che avanzava inesorabile, la fece distaccare un po’ alla volta da tutti i tipici atteggiamenti della sua età. La fase finale fu straziante per i suoi familiari: si passava da un’analisi clinica all’altra, da una trasfusione all’altra. Un’occlusione intestinale complicò definitivamente la prognosi.
La somministrazione di ossigeno non migliorò la situazione: verso le dieci del mattino del 27 marzo 1961, quell’anno lunedì della Settimana Santa, Angela morì. Aveva dodici anni, cinque mesi e undici giorni. Madre Imelda rimase a lungo in contatto epistolare con i suoi genitori, per consolarli.
A seguito di numerose segnalazioni di persone, che per sua intercessione asserivano di aver ricevuto grazie e favori, la fama di santità di Angela si è sparsa in tutta Italia. Per questa ragione, la diocesi di Napoli ha richiesto l’apertura della sua causa di beatificazione e canonizzazione. L’11 giugno del 1991, la Santa Sede ha concesso il nulla osta per l’apertura del processo diocesano, svolto a Napoli dal 14 ottobre 1991 all'11 ottobre 1993.
Il 21 novembre 1997 i resti mortali di Angela sono stati traslati dalla cappella di famiglia nel cimitero nuovissimo di Poggioreale a Napoli alla chiesa di San Giovanni dei Fiorentini della stessa città. Per via del legame della bambina con la spiritualità francescana, in un primo tempo si era pensato di traslarli nella chiesa di Santa Chiara, ma suo padre si oppose: non voleva che venissero collocati sotto il pavimento.
Il 12 febbraio 2019, secondo le norme previste per le cause di beatificazione e canonizzazione, si è costituito un nuovo Comitato promotore della causa di Angela. È stato quindi nominato un nuovo postulatore, nella persona di padre Giuseppe Guerra, della Congregazione della Missione.
Tra le numerose attestazioni di grazie singolari attribuite all’intercessione di Angela è stata selezionata, come presunto miracolo da esaminare per ottenere la sua beatificazione, quella ricevuta da Gaetano Massimino. Nel 1999 lavorava in Germania, presso una fabbrica di carta. Un giorno, per aver aiutato un collega, si incastrò con il piede nell’ingranaggio di una grossa macchina, che gli squarciò un piede.
Affrontò numerose operazioni chirurgiche, tutte senza esito: il piede andò in cancrena. Fu quindi prospettata l’amputazione, che sarebbe potuta arrivare anche fino al ginocchio. Tuttavia, proprio quando Gaetano si trovava in sala operatoria, i medici, dopo aver tentato in mille modi di far ripartire la circolazione, si apprestarono a procedere all’operazione, ma la loro sorpresa fu enorme quando riscontrarono che la circolazione sanguigna era ripresa; pertanto, l’amputazione fu annullata. In tutto il periodo della malattia, il paziente, i suoi parenti e gli amici si erano affidati a Dio chiedendo espressamente l’intercessione di Angela.
La diocesi di Napoli ha ottenuto dalla diocesi di Rottenburg-Stoccarda, dove era avvenuto il fatto, il trasferimento della competenza perché venisse istruito, presso il Tribunale Ecclesiastico Campano, il processo sul presunto miracolo. La prima sessione è stata celebrata il 10 dicembre 2020, presso la cappella del Palazzo Arcivescovile di Napoli.


Autore:
Antonio Borrelli ed Emilia Flocchini

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Aggiunto/modificato il 2020-12-26

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