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Serva di Dio Maddalena Volpato

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S. Alberto di Zero Branco, Treviso, 24 luglio 1918 - Venezia, 27 maggio 1946


Maddalena nacque a S. Albero di Zero Branco, nel trevigiano, il 24 luglio 1918. Il grande desiderio di consacrazione a Dio Padre, dominò la modestissima adolescenza di Maddalena, finchè nel 1943, approdò nel minuscolo porto di una congregazione, le Figlie della Chiesa, che, appena fondata, faceva i primi faticosi passi. Erano ancora gli anni della terribile guerra, anni di dolore e di angosce; Maddalena, laboriosa come un'ape e come un'ape non distinguibile impegnata in umili inconbenze, era anche impegnatissima nell'assiduo scrutinio del cuore. Voleva essere particolarmente obbediente, tanto che lei stessa scrisse una serie di regole a cui si atteneva scrupolosamente, (ne riportiamo due: sorridere sempre, essere pronta fare i lavori più umili...).
Il male che l'avrebbe consumata, non fu subito (novembre 1943) riconosciuto; per un primo tempo dovette soffrirlo tutto da sola, e da soli si soffre il doppio.
In occasione dell'Ottavario di preghiera per l'unità della Chiesa e dei cristiani, che le Figlie della Chiesa celebravano nella chesa di S.Giuliano a Venezia, venne spiegato alla giovane novizia che la congregazione nella quale era entrata, era nata per essere una cosa sola, affinchè il mondo creda nel Padre, e perchè siano una cosa sola prima gli uniti e poi i separati, e che per questo scopo le suore dovevano pregare e soffrire, pronte a dare anche la vita. E' nota la serietà delle anime semplici; al termine della lezione spirituale, Maddalena aspettò che la Superiora fosse sola e, in ginocchio le chiese il permesso di offrire la sua vita per l'unità della Chiesa.
Il Signore prende in parola le anime generose; l'ultimo giorno dell'Ottavario, il 25 gennaio 1945, la novizia restò bloccata a letto: non si poteva muovere. La diagnosi fu sicura: ascesso ossifluente, morbo di Pott: una condanna della scienza, ma una vittoria della carità.
Trasportata con mezzi di fortuna in un ospedale in regime di guerra, la novizia soffri in modo atroce per più di un anno inchiodata a letto. A chi la diceva che Dio aveva preso sul serio la sua offerta, rispondeva serena: "Io non mi pento, sono contenta di offrire la vita per una cosa in cui credo, mi basta che il Signore mi dia forza".
In primavera il Patriarca di Venezia le diede il permesso di pronunciare i Voti religiosi in premio e conforto. Diventata tutta una piaga, Maddalena continuava a non tirarsi indietro; vissuta in semplicità, in semplicità si immolava dicendo: "Per la Chiesa! La sofferenza accettata con amore ha valore grande per la Chiesa!".
Morì il 27 maggio 1946 all'ospedale al mare di Venezia.
Uno "speciale sacrificio" per la "dolce speranza" del Pastore della Chiesa.

Per informazioni:
Figlie della Chiesa - V. le Vaticano 62 - 00165 Roma

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Aggiunto/modificato il 2002-10-20

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