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Beato Davide Carlos Maranon Religioso scolopio, martire

28 luglio

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Assarta, Spagna, 29 dicembre 1907 - Peralta de la Sal, Spagna, 28 luglio 1936

Davide Carlos Maranon nacque il 29 dicembre 1907 da Do¬menico Carlos e Gregoria Mararñn in Asarta, provincia di Navarra. Fu battez¬zato il 31 dicembre col nome di Davide. Terminata la scuola elementare e il servizio militare, Il 4 giugno 1931 entrò nel noviziato degli Scolopi a Peralta come fratello laico. Il 12 giugno 1932 emise i primi voti e il 28 giugno 1935 fece la professione solenne. Era incaricato dell'orto e molto stimato dai peraltesi. Il 28 luglio 1936 i miliziani lo condussero insieme a p. Segura sulla strada che porta a Gabasa, ove gli offrirono la salvezza a condizione che si togliesse l'abito scolopio, che rifiutò decisamente. Fu fucilato e il cadavere, al pari del suo confratello, venne bruciato.

Martirologio Romano: A Gabasa nel territorio di Saragozza sempre in Spagna, beati Emanuele Segura, sacerdote, e Davide Carlos, religioso, dell’Ordine dei Chierici regolari delle Scuole Pie, martiri nella stessa persecuzione.


La feroce guerra civile spagnola, che imperversò in due momenti successivi, separati fra loro dal breve spazio di due anni, nel 1934 con la Rivoluzione delle Asturie (5-14 ottobre) e dal luglio 1936 al 1939; portò in essa per una complessa combinazioni di varie ragioni, oltre che motivi politici, anche un filone di aperta lotta antireligiosa.
A causa di ciò, caddero vittime innocenti, migliaia di ecclesiastici, di tutte le condizioni, vescovi, sacerdoti, suore, seminaristi, religiosi di parecchi Ordini, laici impegnati nell’apostolato cattolico.
Nel 1934 i martiri furono pochi, grazie al duro intervento del Generale Franco, ma specie nel 1936 il numero raggiunse oltre 7000 martiri, fu una vera e propria persecuzione generalizzata, che durò più a lungo, colpendo le zone della Spagna dove si era affermata la Repubblica ad opera di gruppi e partiti estremisti, che agirono con potere autonomo ed arbitrario.
E fra i tanti martiri dei vari Ordini Religiosi, che nulla avevano a che fare con la politica, la Chiesa il 1° ottobre ha beatificato tredici Religiosi Scolopi, come venivano e vengono chiamati, i membri della “Congregazione delle Scuole Pie”, fondata da s. Giuseppe Calasanzio nel 1597.
Essi tutti spagnoli, morirono in giorni e luoghi diversi, in quel fatidico anno 1936; ne riportiamo i nomi e per quanto riguarda le loro note biografiche, si rimanda alla scheda propria di ognuno:
Padre Dionisio Pamplona, padre Manuel Segura, fratel Davide Carlos, padre Faustino Oteiza, fratel Fiorentino Felipe, padre Enrico Canadell, padre Maties Cardona, padre Francesco Carceller, padre Ignasi Casanovas, padre Carlos Navarro, padre José Ferrer, padre Juan Agramunt, padre Alfredo Parte.

Davide Carlos, fratello scolopio, aveva solo 29 anni quando fu fucilato insieme a padre Emanuel Segura nei pressi della città di Peralta, il 28 luglio 1936.
Era nato ad Assarta (Navarra) il 29 dicembre 1907 in una numerosa famiglia di 12 figli e di buone condizioni economiche, sin da fanciullo dimostrò spiccata tendenza alla vita religiosa; mentre faceva il servizio militare, fece una visita a sua sorella Paola religiosa scolopia e le confidò che pur avendo ormai più di 21 anni, non aveva fatto nulla per Dio.
Dopo un fortuito incontro con un padre scolopio, decise di entrare nella Congregazione fondata da s. Giuseppe Calasanzio; trascorse un periodo di prova ad Estella, vestì l’abito a Peralta de la Sal, dove fece poi il Noviziato sotto la guida di padre Faustino Oteiza, il quale sarà martirizzato qualche giorno dopo di lui.
La felicità della scelta fatta, fu grande e la manifestò in una lettera ai suoi familiari. Giunti i tristi giorni del luglio 1936 ebbe una grande pena nel constatare e assistere allo scempio operato dai miliziani della Chiesa, degli arredi sacri della Casa di Peralta e la distruzione della statua di S. Giuseppe Calasanzio posta nella piazzetta antistante la chiesa.
Accolse il martirio come un particolare dono di Dio, che gli aprì le porte del cielo a cui aveva sempre aspirato con profonda fede.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto il 2003-08-28

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