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Nostra Signora del Pilar

Festa: 12 ottobre

Nostra Signora del Pilar è l'advocazione mariana legata al principale santuario di Saragozza, in Aragona, e a una tradizione secondo la quale la Vergine Maria, ancora vivente a Gerusalemme, sarebbe venuta in modo miracoloso sulle rive dell'Ebro il 2 gennaio dell'anno 40 per confortare l'apostolo Giacomo, impegnato nella predicazione del cristianesimo. Secondo il racconto tradizionale, Maria avrebbe lasciato una colonna di diaspro e ordinato la costruzione di una cappella in suo onore. Il racconto non trova però conferma nelle fonti contemporanee al I secolo e la prima documentazione medievale relativa alla specifica tradizione del Pilar risale alla fine del XIII secolo. È invece storicamente attestata l'esistenza di una chiesa dedicata a Santa Maria a Saragozza già nel IX secolo. Nel corso del Medioevo il luogo divenne un importante centro di pellegrinaggio mariano e dal XVII secolo il culto conobbe una notevole espansione. La festa liturgica del 12 ottobre fu progressivamente consolidata e la venerata immagine fu incoronata canonicamente nel 1905. Il santuario e l'advocazione acquisirono inoltre un forte rilievo nella religiosità aragonese e spagnola e, in età contemporanea, nella devozione dei popoli di lingua spagnola.




La tradizione della Venuta
Secondo una tradizione consolidata, nella notte del 2 gennaio dell'anno 40 la Vergine Maria sarebbe apparsa a Giacomo il Maggiore presso il fiume Ebro, a Caesaraugusta, mentre l'apostolo era impegnato nell'evangelizzazione della città. La particolarità del racconto consiste nel fatto che Maria sarebbe stata ancora viva sulla terra e sarebbe giunta da Gerusalemme in modo miracoloso. Per questo la tradizione locale preferisce parlare di 'Venuta della Vergine' piuttosto che di una normale apparizione mariana.
Il racconto riferisce inoltre che Maria avrebbe lasciato a Giacomo una colonna, il Pilar, chiedendogli di costruire nello stesso luogo una cappella. Giacomo e i primi convertiti avrebbero quindi edificato un piccolo oratorio destinato a custodire la colonna.
Questi elementi appartengono alla tradizione agiografica e non possono essere utilizzati come dati storici sul I secolo. La Basilica del Pilar riconosce espressamente l'assenza di prove archeologiche e storiche capaci di confermare il racconto nella forma tramandata.

Le prime testimonianze storiche del culto
La situazione cambia quando si passa dalla tradizione dell'origine al culto storicamente documentabile.
Una testimonianza trasmessa da Aimoino, monaco dell'abbazia di Saint-Germain-des-Prés, attesta verso l'855 l'esistenza a Saragozza di una chiesa dedicata a Santa Maria. Nella sua Historia translationis Sancti Vincentii il luogo è indicato come ecclesia Beatae Mariae semper Virginis e viene presentato come una chiesa di particolare rilievo nella comunità cristiana della città. Non viene però associata in modo esplicito alla tradizione del Pilar.
Anche dopo la conquista cristiana di Saragozza nel 1118 il culto di Santa Maria continuò a svilupparsi. Nel XIII secolo sono documentate attività di pellegrinaggio e interventi per il mantenimento e l'ampliamento dell'edificio. La specifica denominazione 'Santa María del Pilar' compare nella documentazione alla fine del XIII secolo. Un documento del 27 maggio 1299, relativo ai pellegrini che si recavano alla chiesa, costituisce una delle prime attestazioni esplicite dell'advocazione.
Un manoscritto del 1297 contenente opere attribuite a Gregorio Magno conserva inoltre, in una parte aggiunta al testo, una narrazione relativa all'origine della tradizione pilarista. La testimonianza è quindi medievale e posteriore di oltre un millennio agli eventi che pretende di raccontare.
Nel tempo ha assunto altre denominazioni: Santa Maria del Pilar; Virgen del Pilar; Nuestra Señora del Pilar; Beata Vergine del Pilar.

Sviluppo del santuario e del culto
La venerazione di Santa Maria a Saragozza si consolidò durante il Medioevo. Il santuario divenne meta di pellegrinaggi e la devozione si sviluppò progressivamente attorno alla colonna e all'immagine della Vergine.
La documentazione medievale dimostra dunque l'antichità del culto mariano nel luogo, ma non consente di retrodatare automaticamente l'advocazione del Pilar all'età apostolica. La distinzione tra l'antica presenza cristiana di Santa Maria a Saragozza e la successiva tradizione della Venuta della Vergine è essenziale per la ricostruzione storica.
Nel 1613 il consiglio cittadino di Saragozza stabilì di celebrare annualmente il 12 ottobre. Nel 1642 la Vergine del Pilar fu proclamata patrona della città e nel 1678 il patronato fu esteso al Regno d'Aragona. Il cosiddetto miracolo di Calanda del 1640 ebbe un ruolo importante nella diffusione seicentesca della devozione e nella sua crescente rilevanza pubblica.

L'immagine venerata
L'immagine attualmente venerata nella Santa Cappella non risale al I secolo. È una piccola scultura lignea gotica, alta circa 36 centimetri, attribuita agli studi di María del Carmen Lacarra allo scultore Juan de la Huerta e databile alla prima metà del XV secolo. L'immagine rappresenta Maria con il Bambino e viene collocata sopra la colonna di diaspro venerata nel santuario.
La colonna costituisce il fulcro materiale della devozione pilarista. La tradizione la identifica con quella lasciata dalla Vergine a Giacomo nel 40, mentre la documentazione storica non consente di dimostrare tale identificazione. La venerazione della colonna e quella dell'immagine sono comunque documentate nel lungo sviluppo storico del santuario.

La festa e la diffusione moderna
Il 12 ottobre divenne progressivamente la data principale della festa del Pilar, distinta dalla memoria della Venuta della Vergine celebrata il 2 gennaio. Nel XVIII secolo la celebrazione liturgica ricevette un riconoscimento più ampio e nel 1730 la festa fu estesa ai territori spagnoli.
Il culto conobbe una nuova fase di sviluppo nel XIX e XX secolo. La corona destinata alla venerata immagine fu benedetta da Pio X a Roma nell'aprile 1905 e la solenne incoronazione canonica ebbe luogo a Saragozza il 20 maggio dello stesso anno, per delega pontificia, ad opera dell'arcivescovo Juan Soldevila y Romero.
Nel 1913 la Vergine del Pilar fu proclamata patrona della Guardia Civil mediante una Real Orden firmata da Alfonso XIII. Il patronato si collegava a una devozione già presente nel corpo, documentata almeno dal 1864 presso il Collegio delle Guardie Giovani di Valdemoro.
La dimensione internazionale del culto fu particolarmente valorizzata nel XX secolo. Giovanni Paolo II visitò il santuario nel 1982 e nel 1984 e presentò il Pilar come uno dei principali simboli della tradizione mariana spagnola e della sua proiezione missionaria verso i popoli dell'America ispanica.

La tradizione e la critica storica
Il punto centrale della questione storica riguarda la distanza cronologica tra gli eventi tradizionalmente collocati nel 40 e le prime testimonianze scritte conservate. Non esiste una fonte contemporanea al I secolo che documenti la Venuta della Vergine a Saragozza, la consegna della colonna a Giacomo o la costruzione della prima cappella.
L'esistenza di una chiesa dedicata a Santa Maria è invece attestata nel IX secolo e costituisce un dato storico indipendente dalla tradizione dell'apparizione. La prima attestazione esplicita dell'advocazione del Pilar risale alla fine del XIII secolo. La tradizione della Venuta deve quindi essere considerata una tradizione religiosa medievale relativa a un luogo di culto mariano la cui antichità è storicamente documentata.

Il riconoscimento ecclesiastico della tradizione
Nel 1723 la Congregazione dei Riti approvò il testo delle lezioni dell'Ufficio della festa, nel quale la Venuta della Vergine veniva presentata come antica e pia tradizione. Questo provvedimento ebbe un'importante funzione liturgica e contribuì alla stabilizzazione ecclesiale del racconto, ma non costituisce una dimostrazione storica dell'evento del 40. La distinzione tra approvazione liturgica della celebrazione e verifica storica dell'apparizione rimane essenziale.

Il patronato e la dimensione ispanica
Il rapporto tra il Pilar e l'identità religiosa dell'Aragona si consolidò soprattutto dal XVII secolo. Il patronato sulla città di Saragozza risale al 1642 e quello sul Regno d'Aragona al 1678. In età contemporanea il titolo di Patrona della Hispanidad è entrato stabilmente nel linguaggio ecclesiale e devozionale, anche in relazione alla coincidenza della festa del Pilar con il 12 ottobre. Giovanni Paolo II utilizzò espressamente nel 1982 il titolo di Patrona della Hispanidad.

Curiosità
- La colonna venerata nella Santa Cappella è costituita da diaspro ed è alta circa 1,70 metri, con un diametro di circa 24 centimetri; è rivestita in bronzo e argento, mentre la parte destinata alla venerazione rimane visibile in determinati giorni.
- La piccola immagine gotica della Vergine è alta circa 36 centimetri ed è tradizionalmente identificata con un'opera di Juan de la Huerta della prima metà del XV secolo.
- Il 20 maggio 1905, giorno della coronazione canonica, la corona destinata alla Vergine era stata precedentemente benedetta da Pio X nella Cappella Sistina.

Cronologia
- 40 - Secondo la tradizione pilarista, il 2 gennaio la Vergine Maria sarebbe venuta in carne mortale a Saragozza e avrebbe consegnato a Giacomo il Maggiore la colonna destinata a diventare il Pilar. L'episodio non è documentato da fonti contemporanee.
- 855 - Aimoino attesta l'esistenza a Saragozza di una chiesa dedicata a Santa Maria, nella quale erano state deposte reliquie di san Vincenzo.
- 1118 - Saragozza viene conquistata da Alfonso I d'Aragona e la chiesa di Santa Maria prosegue il proprio sviluppo in età cristiana.
- 1297 - Un manoscritto conservato nell'Archivio del Pilar trasmette una delle più antiche redazioni scritte della tradizione relativa alla Venuta della Vergine.
- 27 maggio 1299 - Un documento dei Giurati di Saragozza attesta esplicitamente la denominazione 'Santa María del Pilar' e il pellegrinaggio al santuario.
- 1613 - Il consiglio di Saragozza stabilisce di celebrare il 12 ottobre come festa cittadina.
- 1640 - Si verifica il fatto noto come miracolo di Calanda, destinato ad avere una forte influenza sulla diffusione della devozione al Pilar.
- 1642 - La Vergine del Pilar viene proclamata patrona della città di Saragozza.
- 1678 - Il patronato viene esteso al Regno d'Aragona.
- 1723 - La Congregazione dei Riti approva il testo dell'Ufficio della festa che presenta la Venuta della Vergine come antica e pia tradizione.
- 1730 - Clemente XII estende la celebrazione della festa del Pilar ai territori dell'impero spagnolo.
- 20 maggio 1905 - La venerata immagine della Vergine del Pilar viene solennemente incoronata per delega pontificia dall'arcivescovo di Saragozza Juan Soldevila y Romero.
- 8 febbraio 1913 - Alfonso XIII firma la Real Orden che proclama la Vergine del Pilar patrona della Guardia Civil.
- 6 novembre 1982 - Giovanni Paolo II visita il santuario del Pilar a Saragozza e celebra un atto mariano nazionale.
- 10 ottobre 1984 - Giovanni Paolo II torna al Pilar nel contesto del viaggio apostolico collegato alla preparazione del quinto centenario dell'evangelizzazione dell'America.

Valutazione storico-critica
- La tradizione della Venuta della Vergine a Saragozza nel 40 e della consegna della colonna a Giacomo il Maggiore non è documentata da fonti contemporanee al I secolo e non dispone di una conferma archeologica che consenta di stabilirne la storicità.
- L'esistenza di un luogo di culto dedicato a Santa Maria a Saragozza è invece attestata almeno dall'855 attraverso la testimonianza di Aimoino. Questo dato dimostra l'antichità del culto mariano nel sito, ma non prova l'origine apostolica della specifica devozione del Pilar.
- La tradizione specifica della Venuta è attestata per iscritto soltanto in documentazione medievale, con una testimonianza conservata in un manoscritto del 1297 e con l'esplicita denominazione 'Santa María del Pilar' documentata nel 1299.
- L'approvazione liturgica del racconto nel XVIII secolo appartiene alla storia ecclesiastica del culto e non equivale a una verifica storica dell'evento del 40. Il testo approvato nel 1723 qualificava la narrazione come antica e pia tradizione.
- La colonna di diaspro e l'immagine gotica costituiscono il centro materiale del culto attuale. L'immagine conservata nella Santa Cappella è una scultura del XV secolo, mentre l'identificazione della colonna con quella lasciata dalla Vergine appartiene alla tradizione religiosa.
- Il patronato di Saragozza e quello sul Regno d'Aragona sono storicamente documentati rispettivamente dal 1642 e dal 1678. Il patronato della Guardia Civil risale invece alla Real Orden dell'8 febbraio 1913.
- Il culto del Pilar presenta quindi una distinzione netta tra una tradizione di origine apostolica non verificabile storicamente e una storia del santuario e della devozione ampiamente documentata dal Medioevo all'età contemporanea.

Fonti e bibliografia essenziale
- Aimoino, Historia translationis Sancti Vincentii, testimonianza relativa alla chiesa di Santa Maria di Saragozza nell'855.
- Documento dei Giurati di Saragozza del 27 maggio 1299, prima attestazione esplicita della denominazione 'Santa María del Pilar'.
- Manoscritto del 1297 dei Moralia, sive Expositio in Job, conservato nell'Archivio del Pilar, contenente una delle più antiche redazioni della tradizione della Venuta della Vergine.
- Congregazione dei Riti, approvazione del testo dell'Ufficio della festa del Pilar, 7 agosto 1723, con la formulazione della Venuta come antica e pia tradizione.
- Catedral Basílica del Pilar, Zaragoza, Historia constructiva, ricostruzione storica del santuario e distinzione tra tradizione pilarista e documentazione storica.
- Catedrales de Zaragoza, La tradición de la venida e La Imagen de la Virgen, sulla tradizione della Venuta, sulla colonna e sull'immagine gotica conservata nella Santa Cappella.
- Instituto de Patrimonio Cultural de Aragón, El Pilar, per la storia del santuario, del patronato di Saragozza e del Regno d'Aragona.
- Giovanni Paolo II, omelia a Saragozza del 6 novembre 1982, per la storia della devozione al Pilar e il suo significato nella tradizione mariana spagnola.
- Real Orden dell'8 febbraio 1913 e documentazione ufficiale della Guardia Civil sul patronato della Vergine del Pilar.

Autore: Giampietro Cattini
 


 

Il più antico santuario della Spagna e forse della cristianità è quello della Beata Vergine del Pilar a Saragozza. In stile barocco, la costruzione è a forma rettangolare, divisa a tre navate e riccamente decorata e affrescata da Velázquez, Francisco de Goya, Ramon e Francisco Bayen. Lunga ben centotrentacinque metri e larga cinquantanove, ha quattro torri e undici cupole, di cui quella centrale, particolarmente imponente, svetta per ben ottanta metri.
Secondo la leggenda, la cappella primitiva sarebbe stata costruita da S. Giacomo il Maggiore verso l’anno 40, in ricordo della prodigiosa “Venuta” della Vergine da Gerusalemme a Saragozza per confortare l'apostolo assai deluso dei risultati negativi della sua predicazione. Il “Pilar” è appunto la colonna di alabastro su cui la Vergine avrebbe posato i piedi.
Alcuni mistici, come la venerabile Maria d’Agreda e Anna Caterina Emmerick,confermarono questa antichissima tradizione secondo le loro rivelazioni e visioni, ma già nel 1200 l’episodio è riportato in quello che è considerato il primo documento scritto sulla Madonna del Pilar.
Bisogna anche dire, per amore di verità storica, che la chiesa di “Sancta Maria intra muros” a Saragozza esisteva ancor prima della invasione araba, avvenuta nel 711. Il monaco Aimoinus, giunto in Spagna nell’anno 855 alla ricerca delle reliquie di S. Vincenzo, scrisse che “la chiesa dedicata alla Vergine a Saragozza era la madre di tutte le chiese della città, e che S. Vincenzo vi aveva esercitato le funzioni di diacono al tempo del vescovo Valerio”.
Nel 1118 Saragozza, liberata dal dominio dei musulmani, ritornò capitale del regno di Aragona e nel 1294 Santa Maria del Pilar venne restaurata per accogliere schiere sempre più numerose di pellegrini.
Al tempo dell’unificazione della Spagna (sec. XV) per opera del re di Aragona Ferdinando il Cattolico e della regina Isabella di Castiglia, sua sposa, il culto della Madonna del Pilar si affermò in campo nazionale. Con la scoperta dell’America tale culto raggiunse anche il Nuovo Mondo: nell’anno 1492 avveniva la cacciata definitiva dei Saraceni dalla Spagna, Cristoforo Colombo partiva con tre caravelle, di cui una si chiamava per l’appunto “Santa Maria”, e – fatto abbastanza curioso, se non addirittura strabiliante – la data della scoperta del continente americano coincideva proprio con la data della festa del Pilar, il 12 ottobre.
Forse per tutte queste circostanze, nel 1958, la festa “pilarica” del 12 ottobre fu dichiarata festa della hispanidad, cioè della Spagna e di tutte le nazioni di lingua e cultura spagnola.
Ma nel 1640 un miracolo spettacolare doveva rendere ancora più celebre il santuario. Un giovane di diciassette anni, Miguel-Juan Pellicer di Calanda, conducendo un giorno un carro aggiogato a due muli, cadde dalla cavalcatura e andò a finire sotto una ruota del carro, che gli spezzò e gli schiacciò nel mezzo la tibia della gamba destra. Trasportato in ospedale per le cure del caso, si ritenne urgente amputargli la gamba a circa quattro dita dalla rotula.
Prima dell’operazione, l’infelice si era recato al santuario del Pilar per farvi le sue devozioni e ricevervi i sacramenti. Dopo l'intervento, vi era tornato per ringraziare la Madonna di averlo conservato in vita. Ma,non potendo più lavorare, Miguel-Juan si era unito agli altri mendicanti che domandavano l’elemosina all’ingresso della basilica. Nel frattempo, ogni volta che veniva rinnovato l’olio delle 77 lampade d’argento, accese nella cappella della Vergine, egli vi strofinava le sue piaghe, benché il chirurgo glielo avesse sconsigliato in quanto l’olio ritardava la cicatrizzazione del moncherino.
Tornato infine a Calanda, con la gamba di legno e una gruccia cominciò a mendicare spingendosi fino ai paesi vicini. Ma, il 29 marzo 1640, rientrò a casa sua e, a sera, dopo aver invocato, come al solito, la Vergine del Pilar, si addormentò. Al mattino, svegliandosi, si ritrovò con due gambe ed avvertì così i suoi genitori che la gamba destra, amputata da due anni e cinque mesi, era segnata al polpaccio dalle stesse cicatrici di prima dell’infortunio.
Fu istituita subito una Commissione d’inchiesta, nominata dall’arcivescovo,e i suoi membri, nel corso di accurati accertamenti, con loro grande meraviglia non trovarono più la gamba di Miguel sepolta tempo prima nel cimitero dell’ospedale. La fama del miracolo corse per tutta la Spagna e fu la causa della realizzazione del grandioso santuario attuale, iniziato nel 1681 e consacrato il 10 ottobre 1872.
Nel santuario, all’inizio della navata centrale è situata la “santa cappella”, dove si venera una piccola statua della Vergine col Bambino del secolo XIV, che poggia i piedi sul “Pilar” ricoperto di bronzo e argento, e che viene rivestita con manti diversi a seconda dei tempi liturgici e delle circostanze.
Questa immagine fu incoronata il 20 maggio 1905, con una corona tempestata da circa diecimila perle preziose, e solennemente benedetta dal pontefice S. Pio X.
La Madonna del Pilar, come Patrona della Spagna, da secoli attrae masse imponenti di pellegrini appartenenti a ogni classe sociale: dai più umili contadini ai più grandi re di Spagna, da Ferdinando il Cattolico a Juan Carlos, dal cardinale di Retz nel 1654 al papa Giovanni Paolo II nel 1982.
I pellegrinaggi al santuario sono ininterrotti lungo tutto l’arco dell’anno e si svolgono con la partecipazione alla santa Messa, alla recita del Rosario, con canti mariani e con il bacio alla colonna sulla piccola parte scoperta, che, a causa di questa devozione, presenta un marcato solco prodotto proprio dall’usura.
Molte famiglie spagnole danno il nome di Pilar alle loro bambine e tengono ad avere la sacra immagine in casa; numerosi altari e cappelle, dedicati alla Madonna del Pilar, si trovano nella Spagna e nell’America Latina. C’è a tal proposito un canto popolare spagnolo il cui ritornello a suon di nacchere ripete giustamente questa semplice verità: “Es la Virgen del Pilar, la que màs altares tiene, y no hay un buen español, que en su pecho no la lleve”: “È la Vergine del Pilar, quella che ha più altari, né si trova uno spagnolo, che non la porti nel cuore”.


Autore:
Maria Di Lorenzo

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Aggiunto/modificato il 2026-09-23

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