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Beato Luigi Biraghi Sacerdote e fondatore

11 agosto

Vignate, Milano, 2 novembre 1801 Milano, 11 agosto 1879

Monsignor Luigi Biraghi, sacerdote della diocesi di Milano, fu dotato di profonda spiritualità e vasta cultura, che profuse nei Seminari come insegnante e direttore spirituale. Fu consigliere dei suoi arcivescovi. Nominato dottore della Biblioteca Ambrosiananel 1855, si dedicò a studi di storia ecclesiastica, di archeologia cristiana e di teologia. Nel difficile trapasso della Lombardia dall’Austria al Regno d’Italia, favorì il dialogo e la pacificazione. Per l’educazione cristiana delle giovani fondò l'Istituto delle Suore di Santa Marcellina, comunemente dette Marcelline. Morì a Milano l’11 agosto 1879, amorevolmente assistito e compianto dalle suore che aveva formato e guidato. È stato beatificato il 30 aprile 2006 in piazza del Duomo a Milano. I suoi resti mortali sono venerati nella cappella del primo collegio delle Marcelline, a Cernusco sul Naviglio.



Infanzia e vocazione
Luigi Biraghi nacque a Vignate in provincia di Milano il 2 novembre 1801, quinto degli otto figli di Francesco Biraghi e Maria Fini, contadini fittavoli. Fu battezzato il giorno seguente nella chiesa parrocchiale di Sant’Ambrogio, coi nomi di Giulio Luigi.
Intorno al 1806, si trasferì con la famiglia a Cernusco sul Naviglio, dove trascorse l’infanzia. Ricevette la Cresima il 28 aprile 1807 nella pieve di Gorgonzola. In seguito, a otto anni, fu iscritto come convittore al Collegio Cavalleri di Parabiago, dove ricevette un’ottima formazione religiosa e culturale.
A 12 anni entrò nel Seminario Minore di Castello sopra Lecco. Successivamente, dando seguito alla sua vocazione allo stato sacerdotale, proseguì gli studi specifici nei Seminari Maggiori di Monza e poi di Milano. Fu ordinato sacerdote il 28 maggio 1825 nel Duomo di Milano, a 24 anni.

Professore e direttore spirituale in Seminario
Fu subito destinato all’insegnamento nei Seminari di Castello sopra Lecco, di Seveso e di Monza. Nel 1833 fu incaricato del delicato compito di direttore spirituale del Seminario Maggiore di Milano. Ai suoi seminaristi diceva: «O carissimi, ecco la prima, la eminente qualità dei ministri di Gesù Cristo, amare Gesù Cristo, amarlo davvero, amarlo sopra ogni cosa».
Nel 1848 riprese l’insegnamento, ma per le sopravvenute vicende politiche che coinvolsero in quegli anni tutta la Penisola, soprattutto il Lombardo-Veneto, fu rimosso dagli austriaci nel 1850.

Dottore dell’Ambrosiana, stimato dal Papa
Nel 1855 fu nominato dottore della Biblioteca Ambrosiana e canonico onorario della Basilica di Sant’Ambrogio; ancora, nel 1864 fu nominato viceprefetto dell’Ambrosiana e nel 1873 ricevette l’onorificenza di prelato domestico di Sua Santità Pio IX.
Il Papa lo stimava moltissimo, tanto che nel 1862 gli si era rivolto personalmente con lettera autografa, perché usando la sua grande influenza, facesse da mediatore e paciere nel clero milanese diviso in due fazioni: i sostenitori della nuova unità nazionale italiana, che si stava concretizzando, e i sostenitori del potere temporale dei Papi.

Devoto e studioso di sant’Ambrogio
Monsignor Luigi Biraghifu uomo di grande cultura e di profonda vita interiore, oltre che appassionato studioso di patrologia e di archeologia.Ad esempio, collaborò ai restauri della basilica di Sant’Ambrogio, durante i quali furono rinvenuti i resti del santo vescovo e dei martiri san Gervaso e san Protaso, deposti con Ambrogio nella medesima urna.

L’incontro con Marina Videmari
Chiamato a predicare un corso di Esercizi spirituali presso la canonica della basilica di Sant’Ambrogio, probabilmente nell’autunno 1837, monsignor Biraghi vi conobbe una ragazza, Marina Videmari, che aveva pensato di farsi religiosa claustrale, ma che ne era stata impedita da una seria malattia e dal rifiuto dei parenti.
Il Biraghi, comprendendo il suo vivo desiderio di consacrazione al Signore, l’invitò a restare presso la canonica per altri quindici giorni, nel corso dei quali ebbe modo di conoscere meglio l’animo di Marina, più portata, per vivacità e intraprendenza di carattere, ad una vita attiva di apostolato. La Videmari, molto restia a rinunciare al suo progetto di vita claustrale presso le suore Visitandine, alla fine chiese di fare una novena di preghiera per aver luce da Dio, e si rivolse all'intercessione di s. Ambrogio e di s. Marcellina, venerati nella basilica presso la quale era in ritiro. Ottenuta la luce desiderata, assicurò il direttore Biraghi di essere «con la grazia di Dio, disposta a tutto» e accettò senza discussione di riprendere gli studi in un convitto privato a Monza, al fine prepararsi alla sua missione educativa.
Mentre Marina si dedicava agli studi presso le sorelle Bianchi, Don Luigi Biraghi cercava di portare a compimento il suo meditato progetto; ciò non fu senza difficoltà e molte ritrosie interiori. Nell’ottobre 1837, infine, mentre pregava di fronte alla statua dell’Addolorata, venerata nella chiesa di Santa Maria a Cernusco sul Naviglio, si sentì animato dalla Vergine a intraprendere con coraggio la fondazione del nuovo Istituto.

La data di nascita delle Suore di Santa Marcellina
Il 22 settembre 1838 Marina Videmari e le sue prime due compagne si stabilirono a Cernusco sul Naviglio in Casa Vittadini, una casa presa in affitto, in attesa che la costruzione del futuro collegio fosse portata a termine.
Missione specifica della congregazione nascente fu l’educazione umana, morale e culturale della gioventù femminile di condizione “civile” (borghese), con l’impegno, tuttavia, di prendersi cura gratuitamente anche dell’educazione delle fanciulle indigenti.
 Il buon andamento del primo collegio, a Cernusco sul Naviglio, e l’ottima riputazione che esso già godeva, l’interessamento dell’amico conte Giacomo Mellerio indussero il Biraghi ad aprire un’altra casa a Vimercate nel 1841. In quello stesso anno, oltre ad occuparsi dell’attività scolastica e religiosa delle due comunità, egli avviò le trattative per l’erezione canonica dell’Istituto, ottenuta solo nel 1852 dall’imperatore Francesco Giuseppe, e con molta difficoltà per essere stato imputato dal governo austriaco nei fatti rivoluzionari delle cinque giornate di Milano.  
Il 13 settembre 1852, data della bolla canonica di erezione, le prime ventiquattro suore Marcelline, compresa madre Marina Videmari, fecero solennemente la loro professione religiosa alla presenza dell’arcivescovo di Milano, Carlo Bartolomeo Romilli. La celebrazione si svolse a Vimercate, nell'antico santuario della B. Vergine, tra grande concorso di popolo, presenti autorità ecclesiastiche e civili.
Seguirono poi a Vimercate, altre fondazioni: Milano-Quadronno(1854), Genova-Albaro (1868) e Chambéry-Savoia (1876).

I frutti del suo operato
Libero da impegni pastorali diretti, monsignor Biraghi consacrò tutte le sue energie, fino all’ultimo, alla formazione spirituale delle sue suore e all’organizzazione del nuovo Istituto. Inoltre accompagnò molti fedeli, sacerdoti e laici, all’incontro personale col Signore nella preghiera e nei sacramenti.
Tra i frutti principali del suo operato ci sono anche alcuni personaggi che sono stati riconosciuti per la loro esemplarità o sono in cammino verso gli altari: il Beato Giovanni Mazzucconi, martire in Oceania; la Beata Maria Anna Sala, una delle prime Marcelline ad emettere la professione perpetua; il servo di Dio Carlo Salerio, prima missionario con Mazzucconi, poi fondatore delle Suore della Riparazione; il servo di Dio Biagio Verri, ideatore dell’Opera per il riscatto delle morette.

La morte
Durante l’inverno del 1879, monsignor Biraghi iniziò ad avere gravi problemi di salute. I padri Barnabiti della chiesa di Sant’Alessandro, presso i quali risiedeva, pensarono di avvertire le Marcelline, che lo convinsero a trasferirsi nella foresteria del collegio di via Quadronno a Milano, da lui fondato nel 1854.
Dal canto suo, l’ammalato continuava le sue abituali attività e, per ristabilirsi, decise di trascorrere l’estate nell’aria salubre della Savoia, a Chambéry, ma dopo qualche giorno dal suo rientro a Milano, la sua malferma salute lo costrinse a letto. Il verdetto dei medici fu infausto: le funzioni del cuore erano diventate sempre più irregolari. Trascorreva il suo tempo pregando e ricevendo visite. L’11 agosto 1879 sopraggiunse una crisi più intensa: il cappellano della casa, monsignor Francesco Biraghi, gli amministrò l’olio degli infermi e recitò le preghiere di commiato. Di lì a poco, alle 7.45, l’anima del fondatore delle Marcelline lasciò questo mondo.
I funerali si tennero nella basilica di Sant’Ambrogio, alla presenza delle maggiori istituzioni della diocesi. La salma, dopo una breve sosta al Cimitero Monumentale, venne deposta nel cimitero di Cernusco sul Naviglio.
Il 26 marzo 1951 le sue spoglie sono state traslate, insieme a quelle di madre Marina Videmari, nella cappella della prima casa di Cernusco, dove dal 2 maggio 1940 si trovavano anche quelle della Beata Maria Anna Sala.

Il processo di beatificazione
Il 1° febbraio 1966 il cardinal Giovanni Colombo, arcivescovo di Milano, accolse la richiesta delle Marcelline e diede inizio al processo di beatificazione e canonizzazione: si trattava di una causa di natura storica, per l’assenza di testimoni oculari.
Il 27 ottobre 1971 fu insediato il tribunale ecclesiastico, che lavorò ai processi sul non culto e sulla fama di santità. Gli atti dei processi furono convalidati il 9 settembre 1992. La “Positio super virtutibus”, invece, venne trasmessa alla Congregazione delle Cause dei Santi nel 1995.
I consultori storici diedero parere positivo il 31 ottobre 1995, mentre i consultori teologi si pronunciarono favorevolmente il 6 maggio 2003. L’approvazione dei cardinali e vescovi della Congregazione delle Cause dei Santi giunse invece il 7 ottobre 2003. Infine, il 20 dicembre 2003, ilPapa san Giovanni Paolo II autorizzò la promulgazione del decreto con cui monsignor Luigi Biraghi veniva dichiarato Venerabile.

Il miracolo per la beatificazione
Come miracolo per ottenere la sua beatificazione, venne preso in esame il caso di suor Pasqualina (Lina) Calvi, delle Marcelline, colpita nell’ottobre 1993 da una paralisi totale della parte inferiore del corpo e per questo ricoverata nella casa di riposo delle suore, a Cernusco sul Naviglio. I medici curanti avevano fatto tutto quello che era possibile, ma la situazione era irreversibile.
Suor Angelina Giorgione, allora Responsabile della Comunità di Cernusco, attestò di aver messo sotto il cuscino di suor Lina una calza del Fondatore e di aver promosso l’invocazione e la preghiera affinché, per sua intercessione si potesse ottenere la guarigione di questa sorella.
La mattina dell’8 gennaio 1994 suor Pasqualina riprese le sue normali funzioni fisiche e, gradualmente, recuperò anche l’uso delle gambe. In seguito,riprendendo la sua vita ordinaria, chiese di essere destinata alla Casa generalizia come responsabile del guardaroba.
La Consulta medica della Congregazione delle Cause dei Santi dichiarò inspiegabile la guarigione della suora il 4 dicembre 2003, pochi giorni prima del riconoscimento delle virtù eroiche del Fondatore. Nella primavera seguente, sia i consultori teologi che i cardinali e i vescovi della Congregazione affermarono che il fatto era da attribuire all’intercessione del Venerabile Luigi Biraghi. Infine, san Giovanni Paolo II, il 20 dicembre 2004, autorizzò la promulgazione del decreto sul miracolo.

La beatificazione
La beatificazione avrebbe dovuto svolgersi nella primavera del 2005, ma il Papa morì.Durante il pontificato di Benedetto XVI, suo successore, furono stabilite delle nuove normein base alle quali il rito di beatificazione si sarebbe dovuto svolgere nella diocesi che aveva promosso la causa di beatificazione o in altra località idonea.
La celebrazione si svolse, quindi, il 30 aprile 2006, in piazza del Duomo a Milano; nella stessa circostanza fu beatificato anche don Luigi Monza, fondatore delle Piccole Apostole della Carità.
La memoria liturgica del Beato Luigi Biraghi, per la diocesi di Milano e le Suore Marcelline, è stata fissata il 28 maggio, giorno anniversario della sua ordinazione sacerdotale.

Le Suore Marcelline oggi
L’Istituto delle Suore Marcelline ottenne il Pontificio Riconoscimento dalla Santa Sede il 25 luglio 1899, ma le sue regole furono definitivamente approvate nel 1910 dal Papa S. Pio X.
Le suore proseguono il compito educativo consegnato dai loro fondatori non solo in Italia, ma anche oltre i confini nazionali: contano case in Brasile, Canada, Messico e Benin. In Europa hanno presenze in Inghilterra, Svizzera e Albania. La Casa generalizia è a Milano, in piazza Cardinal Andrea Ferrari 5.


Autore:
Antonio Borrelli ed Emilia Flocchini

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Aggiunto il 2017-01-28

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