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Servo di Dio Andrea Prevot Sacerdote Dehoniano

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Le Teil (Viviers, Francia), 9 novembre 1840 - Brugelette (Belgio), 26 novembre 1913


Settimo dei sedici figli di Simone Prévot e Anna Fiorentina Descoux Villard, Leone Prévot, questo il suo nome di battesimo, nacque il 9 novembre del 1840 a Le Teil (Viviers) in Linguadoca, Francia.
La famiglia, numerosa come erano allora le famiglie, si sosteneva con l’occupazione del padre trasportatore di merci sul fiume Rodano, con barconi trainati da cavalli lungo la sponda.
La sua infanzia trascorse serena nel clima cristiano e devoto della famiglia, con la Messa al mattino, il rosario alla sera, lettura di libri di vite dei santi.
Verso i dieci anni fece la Prima Comunione e il 1° aprile 1850 ricevé la Cresima dal vescovo di Viviers, mons. Guibert futuro cardinale e arcivescovo di Parigi.
Il suo parroco don Olivier intuì in quel raccolto ragazzo, il germe della vocazione sacerdotale; quindi terminate le scuole primarie, si parlò di farlo continuare negli studi.
Intanto la famiglia cadde improvvisamente nella precarietà, un giorno il fiume ingrossato dalle piogge abbondanti cadute a monte, nel giro di pochi minuti fece affondare il barcone carico di merci, tirando nella corrente delle acque vorticose anche i cavalli, che Simone Prévot non era riuscito a sganciare dal tiro, salvandosi lui solo per miracolo.
Con l’aiuto del fratello maggiore Stanislao, che con il suo lavoro di ingegnere nelle ferrovie prese a sostenere i numerosi fratelli, Leone Prévot andò a studiare ad Aubenas nel Collegio dei padri Basiliani; con il suo profitto e impegno nello studio, guadagnò molti primi premi e le borse di studio di allora.
A 15 anni, il 17 ottobre 1855, Leone entrò nel Seminario di Viviers la sua diocesi, sostenuto nelle spese da sua zia suor Maria del Sacro Cuore, il padre era morto dopo aver saldato tutti i debiti derivati dal disastro.
Gli anni trascorsero veloci e con soddisfazione, raggiungendo prima del previsto gli Ordini Minori; nel 1859 attratto dalla spiritualità della Compagnia di Gesù, specie riguardo la devozione al Sacro Cuore di Gesù di cui Leone era un innamorato, interruppe gli studi di teologia e andò ad Aix in Provenza a chiedere di essere ammesso nel Noviziato della Compagnia, da qualche decennio restaurata da papa Pio VII.
Ma dopo un anno, fu rimandato a casa per curarsi, con il giudizio dei superiori che lo ritenevano più adatto ad una vita contemplativa che a quella d’azione, tipica dell’Ordine di s. Ignazio di Loyola.
A casa ritrovò la povertà, aveva 20 anni e non poteva ritornare in Seminario, la zia suora non c’era più, né poteva rimanere a casa di peso alla famiglia; alcune buone persone gli proposero l’insegnamento in case di famiglie facoltose e lui con il permesso del vescovo di Aix dove risiedevano, accettò non deludendo nessuno per la sua indiscussa capacità ed erudizione.
Questi anni fervorosi trascorsi come precettore, lo prepararono a completare il raggiungimento della meta, il sacerdozio; fu ordinato il 10 giugno 1865; continuò nella sua opera d’insegnante, integrandola con un dedicarsi ai bisognosi, povertà che lui conosceva bene, fu visto trasportare sulle spalle un materasso dalla casa signorile al misero alloggio di un povero.
Questo ed altri gesti simili, gli attirarono i rimproveri dei signori cui serviva, ma anche gli elogi della gente di Aix, che vedeva in lui un santo prete.
Il vescovo lo nominò cappellano delle Orsoline di Aix e in questa funzione la sua opera caritatevole si moltiplicò, tutto ciò che gli veniva dato dalle suore finiva ai poveri.
La sua devozione al Sacro Cuore di Gesù, poté effondersi ad Aix in modo mirabile, nel 1873 fu predicatore del mese di giugno dedicato al Sacro Cuore nella Cappella delle Orsoline, con la partecipazione attenta di sacerdoti e fedeli accorsi.
E nel 1874 il vescovo volle che lo predicasse nella più ampia Chiesa dei Gesuiti; si recò anche in pellegrinaggio a Paray-le-Moniale, dove il Sacro Cuore era apparso più volte a s. Margherita Maria Alacoque.
Ad Aix venne poi un nuovo vescovo, con idee e programmi diversi, fra l’altro fece cessare l’attività di padre Leone Prévot dalle suore e lo mandò in un povero borgo di pescatori sul Rodano, Port-de-Bouc.
Povero tra poveri, padre Leone non potendo restaurare la misera chiesetta per mancanza di aiuti finanziari, prese a risollevare la spiritualità di quelle povere famiglie, prima continuando a dare quel poco che riceveva, poi riorganizzò la Conferenza di s. Vincenzo de’ Paoli, la Lega di perseveranza, l’Apostolato della Preghiera, l’adorazione perpetua, con lui sempre davanti a tutti.
Ma il suo desiderio nascosto, che il vescovo comunque conosceva, era sempre quello di essere un religioso del Sacro Cuore, così avendo incontrato in un pellegrinaggio a Roma padre Gervais, suo compagno di studi, questi gli parlò dei progetti di Madre Veronica (Carolina Lioger, 1825-1883) fondatrice delle ‘Vittime del Sacro Cuore’ e di padre Emile Roux, loro antico insegnante, di fondare anche dei Sacerdoti Oblati.
Con il permesso del vescovo lasciò Port-de-Bouc e si avvicinò a madre Veronica che lo mandò a Roma per far approvare lo statuto degli Oblati e nel contempo laurearsi alla ‘Gregoriana’ in Teologia.
Ottenute ambedue le cose, padre Leone ritornò in Francia e nel 1881-82 fu impegnato nella direzione di un orfanotrofio, mentre sugli Oblati calava il silenzio; poi come cappellano a Villeneuve d’Avignon, qui l’8 giugno 1883 assisté madre Veronica morente, oggi Serva di Dio.
Itinerante per i molteplici incarichi ricevuti dai vescovi e ormai non più giovane, aveva 45 anni, la sera del 17 maggio 1885 ricevé a Nimes dov’era cappellano, una lettera che lo invitava a S. Quintino da padre Leone Dehon (1843-1925), che così inaspettatamente entrava nella sua vita.
Padre Dehon aveva fondato il 28 giugno 1878 a S. Quintino, gli Oblati del Sacro Cuore, che in seguito varie vicende portarono prima allo scioglimento dell’Istituzione e poi alla restaurazione e approvazione pontificia con il nuovo nome di Sacerdoti del Sacro Cuore (nov. 1883 - marzo 1884).
L’Istituzione realizzava il sogno di madre Veronica di un Istituto maschile parallelo al suo; per quanti avevano espresso il desiderio di far parte degli Oblati, furono avviati da padre Dehon e fra questi anche padre Prévot, che si riteneva figlio spirituale di madre Veronica; fra i due degni sacerdoti erano poi intercorsi contatti epistolari, fino all’invito del 1885 sopra detto.
Accolto fra i Sacerdoti del Sacro Cuore, che in seguito saranno conosciuti anche come “Dehoniani”, cambiò il nome in Andrea e andò in Olanda per il noviziato, emise i primi voti il 22 settembre 1885.
A Watersleyde in Olanda dopo il noviziato, divenne lui a 46 anni maestro dei novizi e Superiore della Casa; nel suo carisma di formatore di nuovi sacerdoti del Sacro Cuore, insegnò la dottrina dell’amare, riparare, consolare; fulcro della dottrina della riparazione di cui parlerà durante l’anno e per ogni anno ai suoi allievi.
Era buono e socievole, padrone di sé, paterno anche quando doveva prendere una drastica decisione; molti novizi di allora hanno ammesso che si veniva soggiogati dalla sua personalità, ispirante anche un certo timore riverenziale, ma ben presto dopo il primo incontro, il suo abituale sorriso riportava serenità e fiducia.
Nel noviziato, spostato per ampliarlo a Sittard, il “buon padre Andrea” diventò il maestro e plasmatore di tanti Sacerdoti, che allora erano i primi della nuova Istituzione, diventati poi vescovi, missionari, superiori di case, direttori, anime apostoliche e zelanti.
All’inizio del 1900 si ammalò di polmonite doppia, che lo portò quasi alla morte; l’incontro desiderato con padre Dehon, accorso da Roma al suo capezzale, lo risollevò e il superiore gli disse: “Chiedete alla Madonna di farvi vivere altri dieci anni, invece di morire” e la richiesta affettuosa fu effettivamente esaudita, padre Andrea guarì subito.
Padre Leone Dehon lo definiva “il nostro santo”, continuò andando in missione anche in altre Case, fu il tessitore della spiritualità della Congregazione; amante del Cuore di Maria, gli interessava inculcare nei suoi allievi il principio che bisogna ricorrere alla Madonna per tutto, assolutamente tutto.
Per maggiore conoscenza del suo stile di vita, dell’importanza che ebbe nella nuova Congregazione, della sua spiritualità, si rimanda alla bella biografia “Carta bianca” di padre Paolo Tanzella, Edizioni Dehoniane.
Il 24 settembre 1907 dopo 21 anni da maestro dei novizi trascorsi nelle due Case in Olanda, padre Prévot partì per Manage in Belgio, dove per un anno continuò l’opera di maestro dei novizi di lingua francese, mentre a Sittard si aggregarono quelli di lingua tedesca e olandese.
Nel luglio 1908 fu deciso di dividere la Congregazione in due province, l’Orientale comprendente la Germania, Svizzera, Austria e Brasile e l’Occidentale comprendente Belgio, Olanda, Francia, Lussemburgo e Italia.
La provincia Occidentale ebbe come Superiore padre Andrea Prévot, che lasciò l’ufficio di maestro dei novizi; ogni anno visitava tutte le Case di sua competenza pur soffrendo il mal di treno, che al termine di ogni viaggio lo rendeva come uno straccio; eccellente e profondo predicatore degli Esercizi Spirituali, veniva invitato anche da altre Congregazioni a tenere i corsi di ritiri.
Nonostante il riacutizzarsi della prostrazione fisica che cercava di tenere nascosta, fu ancora in giro per l’Europa per il suo ministero di Provinciale e nella fase finale come Assistente Generale dell’Ordine fino ad agosto 1913.
Domenica 23 novembre 1913 un malessere diffuso lo costrinse a letto nella Casa di Brugelette (Belgio), i polmoni ormai erano infiammatissimi, le condizioni fisiche peggiorarono progressivamente e dopo aver ricevuto tutti i conforti religiosi, lucido fino alla fine, mentre cercava di recarsi in cappella, si addormentò nel Signore il 26 novembre 1913.
Padre Dehon giunse dal suo fidato collaboratore qualche ora dopo il decesso, i funerali si fecero tre giorni dopo, con la partecipazione dei rappresentanti di tutte le Case della Congregazione e dello stesso fondatore.
Fu tumulato nel locale cimitero di Brugelette fino al 1936, quando la sua salma fu traslata a Sittard nel suo noviziato e deposto nella Cappella.
Il 4 marzo 1965 si ebbe un primo decreto riguardante la causa per la sua beatificazione e dal 13 aprile 1978, gli atti furono spostati a Roma presso la competente Congregazione.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto il 2005-02-22

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