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Servo di Dio Ignacy Dobiasz Sacerdote e martire

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Don Ignacy è nato nel 1880 in Ciochowice. Dal 1894 frequenta il Collegio salesiano a Torino, finché nel 1898 entra nella Congregazione salesiana. Emette la prima professione nel 1900 e nel 1908 viene ordinato sacerdote a Foglizzo. Dopo il suo ritorno in patria lavora a Oswiecim, Przemysl, Warszawa e Kraków. Venne arrestato il 23 maggio 1941 e dopo un mese di prigionia fu trasportato nel campo di Auschwitz. Lì fu ucciso il 27 giugno 1941 nelle cave di ghiaia.


Nato a Ciechowice (Alta Slesia) il 24 gennaio 1880 da Ignazio e Giovanna Jaroszek, fu anche lui martoriato nel campo di concentramento di O_wi_cim il 27 giugno 1941, a 61 anni d'etá, 40 di professione e 32 di sacerdozio.
Finito il corso elementare nel maggio 1894, venne in Italia a Valsalice. Fece il ginnasio nel 1898 ed entrò nel noviziato ad Ivrea.
Fece gli studi di filosofia e di teologia a San Benigno Canavese e a Foglizzo, dove il 28 giugno 1908 veniva ordinato sacerdote da S. Ecc. Mons. Matteo Filipello.
Novello sacerdote tornò in Polonia, ove svolse con amore e competenza la sua attività pedagogica e sacerdotale a favore della gioventù e della popolazione, ad O_wi_cim, Przemy_l e Cracovia, quale insegnante e confessore. Insegnava più con la sua vita che con la parola. Non fu dotato di doni speciali d'eloquenza, sebbene predicasse anche sovente. Il confessionale fu il campo del suo maggior lavoro: in esso passava lunghe e lunghe ore, nelle quali la sua bontà, mitezza, pazienza e longanimità, accompagnate dalla profonda conoscenza dell'anima umana, lo fecero apprezzare come uno dei migliori confessori.
Arrestato con gli altri confratelli di Cracovia, in quel tragico e memorabile 23 maggio 1941, dopo un breve soggiorno nella prigione di Cracovia venne trasportato nel campo di concentramento ad O_wi_cim, dove venne trucidato dal micidiale lavoro e dagli indicibili maltrattamenti, come seconda vittima di quell'infausto 27 giugno 1941.
Ecco la laconica relazione di un testimonio oculare.
La seconda vittima di quel giorno fu Don Ignazio Dobiasz. Già piuttoso anziano di età ed esaurito dal continuo lavoro sacerdotale, non potè sostenere il lavoro che era troppo superiore alle sue forze. Questa fu la causa per cui il “Capo" del lavoro, dopo Don _wierc, lo prese di mira. “Anche a te non piace lavorare - cominciò a gridare -. Si capisce, è molto piú facile instupidire la gente, rubare, che mettersi al lavoro! Aspetta, ti aiuterò subito! Orsu, carica le pietre e corri presto nella fossa!". Con uno sforzo erculeo tenta di eseguire il comando del “Capo”, però le forze non gli permettono di menar la carriola. Allora il sanguinoso “Franz” incominciò a batterlo col bastone. Ancora uno sforzo e Don Ignazio trascina il suo carretto sul margine della fossa, ma invano tentò di rovesciarlo. “Franz” gli diede un così forte spintone, che il povero sacerdote cadde nella fossa. Vi salta giù anche l'aguzzino e comincia a bastonarlo e maltrattarlo in tutti i modi, finché la povera vittima spira. Dalle nostre labbra uscì un flebile gemito di preghiera per la pace dell'anima sua.


Fonte:
www.sdb.org

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Aggiunto/modificato il 2005-10-31

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