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Venerabile Anita Cantieri Terziaria carmelitana

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Lucca, 30 marzo 1910 - 24 agosto 1942


Nacque a Lucca il 30 marzo 1910. I suoi genitori, Davino ed Annunziata, erano contadini di modesta condizione; ebbero 12 figli. Il 3 aprile fu battezzata; ricevette il sacramento della cresima il 3 ottobre 1915 e il 7 maggio 1916 la Prima Comunione. All'età di dodici anni decise di donarsi completamente a Dio, sentendo la chiamata alla vocazione religiosa. Il 24 maggio 1930 entrò come probanda dalle Suore Carmelitane di S.Teresa di Campi Bisenzio (Firenze).
Entrata in convento, vi restò per 14 mesi, ma fu dimessa nell'agosto del 1931 poiché soffriva di disturbi fisici di natura non ben precisata. Alcuni anni dopo fu accolta nel Terz'Ordine secolare carmelitano, nel quale prese il nome di Teresa di Gesù Bambino. Umile, silenziosa, sorridente, cercò di vivere il motto-programma: "Amare, patire, tacere: tutta qui è sintetizzata la mia vita". Nell'ultimo periodo della sua vita, anche se ridotta all'immobilità del letto dalla sua malattia, Anita si fece promotrice ed animatrice di numerose iniziative parrocchiali ed apostoliche. Morì il 24 agosto 1942.
Nel 1954 iniziò il processo informativo diocesano, che si concluse nel 1856. Nel 1977 si ebbe il decreto di introduzione del processo apostolico per la beatificazione e il 21 dicembre 1991 fu approvato il decreto sulle virtù eroiche.
Anita visse di abbandono assoluto alla volontà di Dio, caratteristica della sua santità e fonte di gioia perenne anche nelle ore di maggiore sofferenza fisica e morale, poiché ebbe ad attraversare anche una "notte oscura" molto dolorosa, che passò nella fede e nell'amore, lasciandosi guidare dall'obbedienza. Avrebbe voluto salvare tutto il mondo, essere missionaria dovunque, confortare ogni dolore e sofferenza, tutti portando a Gesù, a tutti donando Gesù. Per questo pregava e viveva la sua immolazione generosamente: "Vorrei slanciarmi in mezzo alle anime - scriveva - per portare loro la conoscenza di Gesù; vorrei gridare senza posa affinché tutti udissero quanto egli sia buono e vorrei dargli in ricambio l'amore di tutti i nostri deboli cuori".


Fonte:
Carmelitani Scalzi - Toscana

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Aggiunto il 2006-01-13

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