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Venerabile Agostino Chieppi

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Castel San Giovanni, Piacenza, 12 novembre 1830 - Parma, 7 settembre 1891

Nasce da una modesta e religiosa famiglia. Fin da fanciullo si sente chiamato a diventare prete, sogno che attraverso difficoltà realizza nel 1853. Nel 1860 va a Parma in qualità di insegnante e vice direttore del Ginnasio Comunale e nel 1865, per rispondere ai bisogni di una società povera e corrotta, con Anna Micheli fonda la Congregazione delle Piccole Figlie dei Sacri Cuori di Gesù e Maria. Oratore sacro, giornalista, predicatore, è soprattutto evangelizzatore dei poveri e umile servitore della Chiesa. Si considera 'un povero prete', figlio di Maria che pone al centro della sua spiritualità e della sua attività secondo il motto 'a Gesù per Maria'. Con lungimiranza e intuito paterno, nel 1887 accoglie in Congregazione colei che confermerà con la vita il carisma della 'piccolezza', la Beata Eugenia Picco. Servo di Dio dal 1941, Papa Giovanni Paolo II lo iscrive fra i Venerabili nel 1992.

Etimologia: Agostino = piccolo venerabile, dal latino


Agostino Chieppi nacque a Castel San Giovanni (PC) il 12 novembre 1830, primogenito di una numerosa famiglia dallo spirito profondamente cristiano e di umili mestieri: il padre Raimondo era muratore, la madre Benvenuta Maffi, casalinga. Sin da fanciullo fu studente esemplare: dopo le elementari fu manovale di giorno, in sostegno al padre, ed allievo di ginnasio la sera. Il sogno di Chieppi era il sacerdozio ma la famiglia necessitava del suo aiuto: accertata la sua chiamata, a 15 anni abbandonò la casa paterna e si ritirò a Piacenza dove frequentò con successo la V ginnasio dai Padri Gesuiti e si preparò all'esame d'ammissione in Seminario presso il prestigioso Collegio Alberoni. Superatolo nel 1847, qui si trattenne a perfezionarsi sino al 1855, dopo essere stato ordinato Sacerdote il 24 settembre 1853. Il Suo Superiore P. Francesco Gaggia scrisse di Lui:
“Giovane ardente per lo studio, nella pietà distinto, nei costumi irreprensibile, nella disciplina osservante, nel profitto assai lodevole malgrado la gracile salute, fornito di buon ingegno”.
Fu poi Professore di Retorica al Ginnasio di Borgotaro (PR), dove si dimostrò esperto sia in scienze letterarie che in dottrine ecclesiastiche e dove fu protagonista di un'intensa opera di apostolato fra la gente. Trasferitosi a Parma nel 1860, causa motivi di salute, divenne Vice-Rettore e Professore del Ginnasio comunale sino al 1863 quando venne allontanato perché si rifiutò di partecipare alla festa dello Statuto, organizzata dalle autorità civili, aderendo alle disposizioni del Vescovo di Parma Mons. Felice Cantimorri, che proibivano ai sacerdoti, per l'occasione, di celebrare riti religiosi, pena la sospensione dalle funzioni. “Questa esemplarissima condotta se lo metteva materialmente sul lastrico, lo innalzava moralmente a campione eroico di obbedienza e di attaccamento all'Autorità Ecclesiastica” (Conti B., Mons. A.C. e l'opera sua). Privato del lavoro, rimase a Parma e si impegnò come precettore dei figli della nobile famiglia Biondi. Diceva di sé: “Vedete, sono un niente io e quando mi vedete dovete dire: Ecco un povero prete…Sì, io non sono altro che un povero prete”. Contemporaneamente si occupò di predicazione, di confessione e di direzione spirituale. Il 1865 vede la luce, per opera del Venerabile Agostino Chieppi, la Congregazione delle Piccole Figlie dei Sacri Cuori di Gesù e Maria, inizialmente composta da cinque devote tra cui la cofondatrice Anna Micheli. Tale denominazione, dalle parole del Padre Fondatore, era sintesi della linea spirituale da seguire; era solito dire loro infatti: “Ricordatevi di essere le più piccole e la Congregazione l'ultima della Chiesa di Dio, come suona il nome che avete ricevuto…la vostra vita deve essere senza chiasso, amante del più santo nascondimento…dovete accontentarvi di fare del bene dove la Provvidenza vi chiamerà…amando tutto ciò che sa di povero, di piccolo, di nascosto, come sono i poveri, le povere case, gli umili impieghi” (Piccole Figlie, Al cenno di Dio). Il loro obiettivo è “di diffondere l'amore di Gesù per mezzo di Maria, di catechizzare fanciulle e fanciulli del popolo e assistere gli infermi negli ospedali e a domicilio” (Congregatio Pro Causis Sanctorum, Decreto sulla eroicità delle virtù del Sac. A.C.). Di chiaro spirito cristocentrico-mariano, la Congregazione si esprime secondo il motto “A Gesù per Maria”. Notevoli le parole di solenne apprezzamento e gli scritti ad elogio dell'Oratore Sacro, Predicatore di Esercizi, Quaresimalista, Insegnante, Evangelizzatore dei più poveri, Uomo di cultura e di carità, Difensore della fede e della Chiesa, Agostino Chieppi. Il Beato Guido Maria Conforti, Vescovo di Parma, così scrive nel 1923 alla Congregazione: “Negli anni più belli della mia vita ebbi la sorte di conoscere e di avvicinare in più incontri Mons. Agostino Chieppi ammirandone sempre la pietà, la modestia, l'operosità indefessa e la dottrina non comune, per cui la sua figura è rimasta scolpita profondamente nella mia mente, come la figura di un uomo superiore e di un'anima santa” [n.b.: nel testo manoscritto, il Beato scrive "di un santo"]; il Maestro Giuseppe Verdi lo chiamava “con somma stima…per tutto l'insieme delle sue doti e principalmente per la sua carità, Uomo grande”(cfr. Lentini, A.C.: portatore di Cristo).
Fu Residente della Chiesa di San Vitale, Economo Spirituale di San Bendetto, Canonico Teologo e Protonotario apostolico della Cattedrale di Parma (1877) e conseguì la Laurea in Sacra Teologia nel 1879 presso l'Almo Collegio Teologico di Firenze. Entra nel 1883 nel numero dei sessanta Dottori Collegiali dell'Università di Firenze e nel 1884 viene aggregato anche all'Almo Collegio Teologico di Parma. Il Venerabile Agostino Chieppi fu anche giornalista: collabora ai giornali locali Il Veridico, Il Mentore delle Famiglie, e fu direttore de La Sveglia. Nel 1887 accoglie in Congregazione la Beata Eugenia Picco, figura di spicco dell'intera storia delle Piccole Figlie.
Uno fra gli incarichi più importanti, l'ebbe nel 1890 quando il Vescovo Mons. Andrea Miotti lo invitò a rappresentarlo all'ottavo Congresso Cattolico Italiano che si tenne a Lodi; S.E. così scrisse alla Presidenza del Congresso: “Essendo io intento alla Visita Pastorale, invio a rappresentarmi uno dei più colti ed eminenti ecclesiastici della mia diocesi”. Agostino Chieppi muore a Parma, in fama di santità, il 7 settembre 1891, nell'attuale Casa Madre della sua Congregazione, dove riposano anche i suoi Venerati resti mortali. Nel 1941 ha inizio la Causa di Canonizzazione con la celebrazione del Processo Ordinario Informativo e, dopo aver percorso l'iter previsto dalla legislazione per le cause dei santi, nel 1992 il Pontefice Giovanni Paolo II diede mandato di redigere il Decreto sulle virtù eroiche del Servo di Dio. Dispose così che tale Decreto riguardante il Venerabile Agostino Chieppi, fosse pubblicato e riportato negli Atti della Congregazione per le Cause dei Santi.


Autore:
Michele Chieppi

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Aggiunto il 2006-02-19

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