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Beato Luigi Magana Servin Laico e martire

9 febbraio

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Arandas, Messico, 24 agosto 1902 – 9 febbraio 1928

Luis Magaña Servin nacque a Arandas, in Messico, il 24 agosto 1902. Vero cristiano non rinnegò mai le sue convinzioni. Fu membro attivo dell'Associazione cattolica della gioventù messicana e dal matrimonio con Elvira Camarena Méndez nacquero Gilberto e Maria Luisa, nata dopo la sua morte. Il 9 febbraio 1928, in piena persecuzione religiosa, un gruppo di soldati dell'esercito federale occupò il paese e ordinò che fossero arrestati i cattolici che simpatizzavano con la resistenza contro il Governo, fra i quali vi era proprio Luis Magaña Servin. Quando giunsero a casa sua, non lo trovarono ed allora catturarono il fratello più piccolo. Venutolo a sapere, Luis si sostituì al fratello venendo condannato a morte. Poco prima dell'esecuzione, esclamò: «Plotone che mi devi uccidere: desidero dirvi che da questo momento vi perdono e vi prometto che appena sarò alla presenza di Dio sarete i primi per i quali intercederò». È stato beatificato il 20 novembre 2005 da Benedetto XVI. (Avvenire)


Luis Magaña Servin nacque a Arandas il 24 agosto 1902. Fu un cristiano integro, sposo responsabile e sollecito. Mai rinnegò le sue convinzioni cristiane, anche nei momenti di prova e di persecuzione. Fu membro attivo dell’Associazione Cattolica della Gioventù Messicana (ACJM) e della arciconfraternita dell’Adorazione Notturna del Santissimo Sacramento, nella parrocchia di Arandas. Dal matrimonio con Elvira Camarena Méndez, celebrato il 6 gennaio 1926, nacquero il primogenito maschio Gilberto ed una figlia, Maria Luisa, nata dopo la morte del padre.
Il 9 febbraio 1928, in piena persecuzione religiosa, un gruppo di soldati dell’esercito federale occupò il paese di Arandas. Ordinò che fossero immediatamente arrestati i cattolici che simpatizzavano con la resistenza attiva contro il Governo, frai quali vi era appunto Luis Magaña Servin. Quando giunsero a casa sua, non lo trovarono poiché si era rifugiato assai bene ed allora catturarono in cambio il fratello più piccolo. Venutolo a sapere, Luis si presentò dinanzi al generale chiedendo di potersi sostituire al fratello.
Affermò: “Io non sono mai stato un ribelle cristero come voi credete, ma se mi si accusa di essere cristiano, allora sì, lo sono, e se per questo devo essere ucciso, ben venga. Viva Cristo Re e Santa Maria di Guadalupe!”. Senza indugi il militare decretò la sua morte. Poco prima dell’esecuzione, nell’atrio della chiesa parrocchiale, Luis chiese la parola e disse: “Plotone che mi devi uccidere: desidero dirvi che da questo momento vi perdono e vi prometto che appena sarò alla presenza di Dio sarete i primi per i quali intercederò. Viva Cristo Re e Santa Maria di Guadalupe!”. Erano le ore 15 del 9 febbraio 1928.
Luis Magaña Servin è stato beatificato il 20 novembre 2005, sotto il pontificato di Benedetto XVI, insieme con altre vittime della medesima persecuzione.


Autore:
Fabio Arduino

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Aggiunto/modificato il 2006-11-12

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