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Beata Candida da Milazzo Terziaria minima

19 giugno

sec. XV


Una antichissima ed ininterrotta tradizione milazzese ci consegna la figura di Candida, venerata con il titolo di Beata, il cui corpo si conserva presso il Santuario di San Francesco da Paola in Milazzo.
Giovane milazzese vissuta nel XV secolo, sarebbe stata una delle prime discepole di San Francesco da Paola, avendo avuto il privilegio di conoscere il Santo durante il suo soggiorno a Milazzo, protrattosi tra il 1464 e il 1468.
Alla partenza del Santo dalla CittÓ Gli avrebbe chiesto un ricordo, ed il Taumaturgo Paolano avrebbe accondisceso a tale richiesta, imprimendo prodigiosamente la propria immagine sulla porta di casa di Candida. Detta tavola era venerata sull'altare maggiore del Santuario sino a quando non and˛ perduta nell'incendio del 1908.
Alla pia devota di San Francesco, spentasi in odore di santitÓ nel 1470, fu data sepoltura in una tomba isolata, ricavata nella pavimentazione della Chiesa, e, quando intorno al 1765 il Santuario fu oggetto di importanti lavori di ristrutturazione, le spoglie mortali di Candida furono ritrovate in ottime condizioni nonostante fossero trascorsi circa tre secoli dalla morte.
A seguito del ritrovamento delle venerate reliquie si ritenne opportuno ricomporre il corpo di Candida rivestendolo con gli abiti dell'epoca, con il volto ed i piedi ricoperti da una patina di cera policroma, adagiato nella posa della dormitio e riponendo accanto un piccolo vaso contenente il sangue della Beata. Nella mano destra della Beata fu posta la riproduzione di una palma, simbolo cristiano della vittoria dei Santi sulla morte, mentre il capo fu cinto da una coroncina di fiori, immagine convenzionale del candore verginale.
Le venerate spoglie furono poste quindi nell'urna in legno e vetro in cui ancor oggi si conservano, e all'urna furono apposti i sigilli del Prefetto del Sacrario Apostolico. Ad attestare l'autenticitÓ delle reliquie fu stilato il documento di autentica a firma dello stesso Prefetto Fra' Saverio Cristiani, Vescovo di Porfiria, datato 19 Giugno 1784.
Con l'elevazione di Candida allĺonore di beata l'urna fu riposta nella piccola cappella laterale che si apre vicino all'ingresso principale. A seguito dei lavori di ridimensionamento della cappelletta, attuati nella prima metÓ del Novecento, l'urna fu collocata sotto l'altare del SS. Crocifisso della medesima cappelletta, ove rimase sino al Settembre 2004.
Il nuovo Rettore del Santuario, a seguito del proprio insediamento, ritenne necessario compiere una nuova traslatio per rimuovere le reliquie dal pietoso stato in cui versavano, nascoste dai ponteggi e sommerse dai calcinacci, provvedendo a una pi¨ dignitosa collocazione in corrispondenza di un vano murario della Chiesa, nello spazio originariamente occupato da un confessionale, a sua volta ricollocato in prossimitÓ della sagrestia.
Per antica consuetudine, presso il Santuario, si fa memoria della Beata Candida il 19 Giugno di ogni anno, risalendo al 19 Giugno del 1784 l'ultimo atto ufficiale della Chiesa, con il quale si ebbe la ripresa del culto relativo alla pia devota del Santo Taumaturgo Paolano.
La pietÓ popolare milazzese riserva una venerazione particolare al corpo della Beata, nonostante l'esiguitÓ delle informazioni sulla sua esperienza terrena, ritenendo attestazione di garanzia della fedeltÓ agli insegnamenti evangelici e della sua santitÓ la vicinanza spirituale ad un campione della CaritÓ come San Francesco da Paola.

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Aggiunto il 2007-08-01

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