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Santa Noiala Vergine e martire in Bretagna

6 luglio

Ragazza britannica decapitata a Beignan in Bretagna. Secondo una leggenda camminò fino a Pontivy con la propria testa nelle mani. E' molto venerata in Bretagna.



Il centro del culto di Santa Noiala (fr. Noyale) è Noyal-Pontivy (Nuial plebs nel 1082), la parrocchia più estesa della diocesi di Vannes fino alla Rivoluzione e una delle più importanti, poiché fu il centro della potente signoria dei Rohan, che costruì sul suo territorio il castello intorno al quale si è formata la città di Pontivy. La chiesa parrocchiale di Noyal-Pontivy, imponente costruzione gotica, iniziata nel 1420 sul luogo di una cappella romana, è dedicata a Noiala. Nello stesso borgo, le è anche dedicata una cappella datante dal 1708 e chiamata Petite-Sainte-Noyale.
Alcuni chilometri più lontano vi è una terza cappella, succeduta anch’essa a una costruzione romana, di cui rimangono alcune tracce e che era, ancora nel XIV secolo, la primitiva chiesa della parrocchia. Iniziata nel 1423, restaurata nel 1719, essa ha accanto un’altra piccolissima cappella in onore di san Giovanni Battista. Poco lontano, si scopre, nascosta in una vallata, una triplice fontana monumentale, ornata di nicchie e di guglie, dedicata anch’essa a Noiala e a san Giovanni. Di lato, si vedono due rocce che la leggenda popolare indica come il letto e l’inginocchiatoio della santa.
Questi diversi luoghi di culto, una tradizione popolare multicentenaria, un vecchio ambone della chiesa, i cui affreschi narravano la vita della santa e che fu distrutto nel 1684, un cantico brettone del XVI secolo: ecco le sole fonti della vita di Noiala. Ma sulla santa è nata una fantasiosa leggenda.
Nella notte dei tempi, quando i Brettoni fuggivano dalla loro isola per stabilirsi nell’Armorica, la figlia del re di Mussic, dice il cantico senza precisare geograficamente il luogo, volendo consacrarsi a Dio, lascia di nascosto il palazzo reale con la sua nutrice e si dirige verso il mare. Nessuno le ha viste, salvo il pagano Merdea Faus-Kreden, che avvisa il re. Troppo tardi: quando i servi giungono sulla riva, scorgono soltanto la santa e la sua compagna che hanno raggiunto l’alto mare, sedute su un ramo di quercia.
Il vento le conduce verso il paese di Vannes, l’amore per la solitudine le fa inoltrare nelle profondità della foresta centrale. Eccole a Bignan (Morbihan) dove non restano in pace per molto tempo perché il tiranno locale, Nizan o Nizon, viene a vederle. Sedotto dalla regale bellezza di Noiala, ma irritato dal suo rifiuto a seguirlo e sposarlo, le taglia la testa. Per concessione di Dio, che non poteva lasciare il corpo di una santa in un paese tanto cattivo, la giovane martire prende la propria testa fra le mani e, sempre accompagnata dalla nutrice, cammina tre giorni verso il Nord, attraversa Naizin senza fermarsi perché vede della gente che litiga, attraversa anche il borgo di Noyal.
La fatica, alla fine, la ferma in una vallata, ai piedi di una collina. Tre gocce di sangue colano dal suo collo sul terreno e ivi scaturiscono tre fonti d’acqua limpida. Colui che è puro da ogni peccato può vedere le gocce di sangue sul fondo dell’acqua, ma fino ad oggi non si è mai sentito dire che qualcuno le abbia viste.
La nutrice pianta in terra il suo bastone e la sua rocca, che diventano i begli alberi che circondano la fontana. Noiala prega su di una roccia prima di riprendere il cammino lungo uno stretto sentiero che fu poi chiamato «la strada santa » e raggiunge infine un luogo deserto e paludoso dove rende la sua anima a Dio.
Questa è la leggenda, intessuta di trame riconoscibili: stirpe reale, origine insulare, sbarco in Armorica, tiranno, decapitazione, santa cefalofora, cristallizzazione della leggenda intorno ai luoghi del culto.
Ma tutto ciò non è sufficiente a identificare la santa, tanto più che il suo nome è quello della parrocchia ed è la parrocchia ad averglielo dato, e non l’inverso, come accade spesso. Noyal è un nome gallo-romano di località ben noto in Bretagna, derivante da novalia, terre dissodate di fresco: esempi ne sono Noval-Muzillac, Noyalo, Lann-Noyal nel Herfourn (Morbihan), Noyal (Còtes-du-Nord), Noyal-sous-Bazouges, Noyal-sur-Brutz, Noyal-sur-Seiche, Noyal-sur-Vilaine, ma non si trova traccia di culto di Noiala fuori di Noyal-Pontivy.
Il nome brettone di Noiala è Noluèn, un tempo Noaluèn, deformazione di Noyal-Guen, attestato nel 1387, dove Guett significa spesso «santo» in antico brettone. Si tratterebbe quindi di un’anonima santa di Noyal, che la pietà dei secoli, l’importanza della parrocchia, la potenza dei Rohan che tenevano la loro corte di giustizia nei giorni prossimi alla sua festa, la popolarità della grande fiera di Noyal alla stessa data (durava quindici giorni, vi si radunavano tremila cavalli era franca di ogni diritto), hanno contribuito a salvare dall’oblio.
È interessante vedere il legame costante del culto della santa con quello di san Giovanni Battista, il patrono dei decapitati. Nel 1719 il rettore di Pontivy dichiarava che la città stessa la considerava come sua patrona e che dai paesi circostanti si accorreva in folla alla sua cappella, soprattutto durante la Quaresima.
Almeno dal XV secolo il Proprio di Vannes le consacrava una memoria al 6 luglio. Ancora oggi, il suo culto è molto vivo a Noyal-Pontivy: la santa è festeggiata solennemente il 24 giugno e il 4 luglio, e molte ragazze ricevono il suo nome al fonte battesimale.
 


Autore:
Jean Evenou


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto/modificato il 2018-10-08

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