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Beato Tommaso Caccia e Matteo Nolli da Novara Francescani

7 agosto

† Novara, 1478

Tommaso Caccia, nato a Novara da famiglia nobile, entrò nel convento di San Nazaro di Novara. Ricevuto l’abito francescano da san Bernardino divenne suo discepolo e si sforzò di imitarne gli esempi, particolarmente umiltà, zelo per la salvezza delle anime, povertà assoluta, orazione continua e penitenze rigorose. Per tutta la vita si distinse per l’amore alla povertà, all’osservanza regolare e per lo zelo. Ebbe anche i doni di profezia e dei miracoli in favore dei malati. Morì a Novara il 7 agosto 1478 nel convento di San Nazaro fuori di Novara. Un affresco, posto nella Chiesa di San Nazaro, ritrae il beato Tommaso con un libro aperto tra le mani e con scritta la celebre preghiera mariana: “Maria, Mater gratiae, Mater misericordiae, Tu nos ab hoste protege et hora mortis suscipe” (Maria, Madre di Grazia, Madre di Misericordia, proteggici dal nemico ed accoglici nell’ora della morte).
Matteo nacque a Novara da nobile famiglia. Come il beato Tommaso Caccia, entrò nel convento di San Nazaro. Ricevette l’abito francescano da san Bernardino. Divenne un predicatore famoso. Insieme al beato Tommaso cercò in tutta la vita di imitare l’ammirato san Bernardino: austerità, zelo, devozione ai nomi di Gesù e di Maria. Morì anch'egli a Novara nel 1478.


Tutti e due di nobile famiglia, il Caccia e il Nolli entrarono e vissero nel convento di S. Nazaro in Novara, dove, egualmente celebri per virtù e miracoli, morirono nello stesso anno (1478) e furono sepolti.
Il Caccia lasciò, ancor giovane, gli agi della famiglia per ricevere il saio francescano da s. Bernardino da Siena nel convento di S. Nazaro e divenire suo fervente discepolo. Si studiò, in seguito, d'imitarlo soprattutto nell'umiltà, nella povertà e nello zelo per le anime, distinguendosi nella scrupolosa osservanza della regola, nella continua orazione e nella rigorosa pratica della penitenza e del digiuno. Il Signore lo favorì coi doni della profezia e dei miracoli, specie per l'immediata guarigione degli infermi. Spirò piamente il 7 ag, 1478. M. Manni (Memorie storico-biografiche della Provincia di San Diego in Piemonte, Varallo 1945, p. 399) ricorda che : « Entrando nella Chiesa di san Nazaro si vede sulla lesena di sinistra un affresco rappresentante il b. Tommaso, affresco ancora ben conservato. La persona è completa e dipinta al naturale, con un libro aperto tra le mani e sulle pagine si leggono queste parole : Maria Mater gratiae, Mater miserìcordiae, tu nos ab hoste protege et hora mortis suscipe. Sulla fascia superiore che racchiude il dipinto sono scritte quest'altre parole in stile romanico e lettere maiuscole : Beatus Thomas de Cacciis e il nome del pittore Thomasius de Cagnolis dictus a Corza-rius ». Poiché il pittore morì nel 1508, tutto induce a credere che il dipinto sia stato affrescato poco dopo la scomparsa del Caccia.
Anche il Nolli entrò nell'Ordine al tempo di s. Bernardino, forse contemporaneamente al Caccia, e fu molto ricercato per le sue prediche. Morì, come si è detto, nel 1478 e fu sepolto in S. Nazaro, chiesa ora affidata ai Cappuccini, presso l'altare di S. Francesco, che era il primo dal lato del Vangelo, vicino all'altare maggiore. Dall'orazione funebre detta da Matteo Buzzi nel 1699 per le esequie del cardinale Federico Caccia, arcivescovo di Milano, si apprende che presso la tomba ardevano ceri e pendevano tabelle attestanti grazie ricevute per intercessione sua e del Caccia. Il Manni informa che, per l'istanza del conte Giuseppe Trivulzio Caccia e con le debite facoltà, il 5 magg. 1849 i corpi dei beati Caccia e Nolli furono esumati e collocati provvisoriamente nell'archivio canonicale di S. Gaudenzio, e poi, l'8 giug. 1923, traslati e deposti sotto l'altare maggiore della chiesa francescana di S. Andrea in Novara. I due beati sono ricordati il 7 agosto.


Autore:
Gilla Vincenzo Gremigni


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto/modificato il 2009-05-22

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