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Sant' Ina (Im, Ine) Re del Wessex

6 febbraio

VII-VIII secolo


Quan­do nel 688 Caedwalla, re del Wessex, andò a Roma (dove morì cristiano il 20 apr. 689), gli successe un lontano parente, Ina figlio di Cenred (che viveva ancora durante il regno di suo figlio) e fratello delle ss. Cineburga e Cutburga. Proba­bilmente Ina dovette questa successione al suo valore militare. In seguito, un buon numero di vittorie lo misero in grado di estendere il suo dominio verso Est fino al Kent e all'Essex. Prima del 694 anche Londra gli fu soggetta; riuscì ad annettersi, inoltre, i territori del Somerset occidentale e del Devon dove insediò dei coloni e costruì villaggi fortificati. Più tardi respinse un attacco dei Merci e nel 725 sconfisse i Sassoni meridionali.
Ina si interessò profondamente del benessere sia spirituale, sia temporale dei suoi sudditi. Tra il 688 e il 694 pubblicò un codice di leggi (edito integralmente in English Historical Documenti, I, [app. 500-1042], ed. D. Wkitelock, Londra 1955, pp. 364-72), il più ricco e antico codice che ci rimanga. Il prologo inizia cosi: « Io, Ina per grazia di Dio re dei Sassoni Occidentali, con il parere e le istruzioni di mio padre Cenred e del mio vescovo Haedde (di Winchester) e... Eorcenwold (di Londra), con tutti i miei anziani, i consi­glieri capi del mio popolo e una grande assemblea di servi di Dio, sono stato richiesto, per la salvezza delle nostre anime e la sicurezza del nostro regno, di stabilire e rafforzare vere leggi e veri statuti per tutto il nostro popolo... ».
Le leggi riguardano ampiamente le pene e i compensi per danni e offese. Altri decreti sono di carattere ecclesiastico: il Battesimo deve essere amministrato entro trenta giorni dalla nascita; la domenica si deve osservare il riposo, ecc.
Ina dava molto ascolto ai consigli di Aldhelm che nominò primo vescovo della nuova sede di Sherborne, dove fondò anche una grande scuola. Concesse molti benefici a Glastonbury costruen­dovi una chiesa nel tentativo forse di tenere uniti nel suo regno elementi celtici e sassoni.
Sebbene Beda (Hist. Eccl., IV, 15; V, 7, ed. C. Plummer, I, Oxford 1896, pp. 236, 294) non gli dedichi molto spazio, Ina fu in realtà uno dei più notevoli predecessori di Alfredo.
Nel 726, abdicò, e con sua moglie Ethelburga fece un pellegrinaggio a Roma, dove morì. Non vi sono prove che Ina e sua moglie abbiano ricevuto un culto liturgico come santi e che lo stesso Ina abbia fondato una scuola o un ospizio anglo-sassone a Roma, per il cui mantenimento si crede avesse istituito un Romescot (= Obolo di s. Pietro). Tuttavia è commemorato al 6 febb. in tardivi martirologi inglesi e dell'Ordine Benedettino (v. Zimmermann, I, p. 179).


Autore:
Leonard Boyle


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto il 2009-06-01

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