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> Home > Sezione Servi di Dio > Serva di Dio Teresa (Battistina) Vallerga Condividi su Facebook Twitter

Serva di Dio Teresa (Battistina) Vallerga Fondatrice

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Varazze, Savona, 14 novembre 1831 - Albissola Marina, Savona, 23 febbraio 1880

Battistina Vallerga nacque in una modesta famiglia di Varazze il 14 novembre 1831. Insieme ai quattro fratelli ricevette un’ottima educazione e acquisì presto una certa responsabilità. Aveva una grande devozione per l’Immacolata, pensava sovente alla grandezza e all’umiltà della Madonna. La tranquilla vita familiare fu sconvolta dalla morte della mamma che lasciò i familiari nel dolore e nella necessità. Battistina, che aveva solo sedici anni, dovette assumersi la responsabilità della casa. Era buona e pia e godeva dell’ammirazione di tutto il paese. C’erano diversi pretendenti che la volevano per moglie ed erano opportunità importanti per il suo futuro, ma la sua volontà era un’atra. Le attrattive del mondo non la interessavano. La Provvidenza mise sui suoi passi padre Francesco Piccone, probabilmente tramite lo zio di Battistina, padre Nicola Baglietto, che conosceva la vocazione della nipote di servire il Signore nei poveri. Don Francesco ad Albissola aveva già dato vita ad una scuola popolare per ragazzi impiegandovi tutti i suoi beni. Vide nella Vallerga la persona più adatta per portare avanti l’opera mediante la fondazione di una congregazione religiosa. Nacquero così le Figlie di Maria Vergine Immacolata. Madre Teresa Vallerga, diretta e guidata da don Francesco, trasmise loro tutto il suo amore per il prossimo. La serva di Dio morì il 23 febbraio 1880 ad Albissola Marina. Per Madre Vallerga e Don Piccone in data 4 settembre 2007 la Congregazione per le Cause dei Santi ha concesso il Nulla Osta per la causa di beatificazione, già avviata il 21 giugno 2006 dal card. Tarcisio Bertone, arcivescovo di Genova.



Don Francesco Piccone, a 23 anni voleva fondare a Varazze, con i propri mezzi, una scuola perfetta in ogni suo ordine e grado, ma gli venne mancare l’appoggio didattico e pedagogico per un esperienza educativa completa. Nel 1831 cedette l’ultimo dei suoi beni al fratello Gio Batta, restando così privo di ogni sicurezza materiale.
A Varazze, da una famiglia povera, nacque proprio nel 1831, il 14 novembre, Battistina Vallerga che, fin da piccola accettò ogni sacrificio per andare incontro ai bisogni della famiglia e ben presto estese anche fuori dell’ambiente familiare la sua capacità di donazione, in particolare verso i poveri. Adolescente, radunava le sua amiche ed insegnava loro il catechismo, condivideva nel poco tempo libero, il gioco e non trascurava la preghiera. Sentiva il desiderio di consacrarsi al Signore, per dedicare interamente la sua vita al servizio dei poveri, ma il senso di responsabilità verso la sua famiglia la induceva a mettersi a servizio in casa dei ricchi, attendendo con fiducia il momento di Dio. Rifiutò la proposta di matrimonio offertale dal figlio del procuratore del re di Sardegna, perché volva essere ad ogni costo sposa di Cristo, restando povera, pura e sacrificata. Ottenne dai padre il permesso di recarsi a servizio del canonico Piccone in Savona e da lui diretta e guidata Battistina maturò il bel progetto di “educare e beneficare le giovani, attirarle al bene e all’ amore di Gesù”.  Battistina si formò alla scuola, intessuta di santità semplice e immediata del Canonico Piccone e gli palesò l’intimo desiderio di consacrarsi al Signore per servirlo nei poveri. Don Francesco intuì che era giunta l’ora di Dio. Benedisse la giovane Battistina dicendole: ”Tu d’ora in poi non sarai più la mia domestica, ma la prima pietra di un edificio, che diventerà grande nel Signore.” L’ anziano sacerdote vide in Battistina la persona posta sui suoi passi dalla Provvidenza, la creatura attesa da tanto tempo, ma totalmente diversa da quella che lui pensava. Lui a 23 anni voleva fondare una scuola a Varazze; ora si trovava di fronte Battistina Vallerga ventitreenne, povera, vissuta tra i poveri, senza alcuna esperienza in campo educativo, che proprio da Varazze veniva a bussare alla sua porta, per manifestargli tutta la sua disponibilità per servire i poveri, non avendo altro da offrire che la sua vita.
Queste coincidenze devono aver fatto riflettere molto il santo sacerdote, che si dedicò con tutte le sue energie per preparare la giovane Battistina al sua futuro compito.
Il 1° marzo 1854 ad Albisola Marina, in una casa messa a disposizione da Don Piccone, Battistina assieme alla sorella Maria, realizzava il grande desiderio del Fondatore ed il sogno da lei tanto accarezzato.
La nuova Fondazione non fu soltanto una scuola, ma il piccolo seme di una Congregazione religiosa: le Figlie di Maria Vergine Immacolata. Don Francesco e Battistina, che alla Professione religiosa assunse il nome di Suor Teresa, diedero alla nascente Comunità le linee fondamentali per un cammino spirituale, secondo gli intenti che dovevano caratterizzare lo spirito di Figlie di M. V. Immacolata, Serve di poveri.
Madre Teresa Vallerga, nella sua umiltà e semplicità di vita ha cercato di imitare la Vergine Santa, realizzando nella sua vita la volontà di Dio, il sacrificio quotidiano era il suo cibo e per nulla temendo la sofferenza cercava di portare le anime al Signore con il buon esempio e la preghiera.  Sapeva trasformare l’umile lavoro, come la Vergine nella sua casa di Nazaret, nella più bella lode al Signore.
Era sempre la prima al lavoro, riservava per sé i servizi più umili ed incoraggiava le sue suore dicendo loro: “Se il mondo ci deride e ci disprezza, tanto meglio, non è l’abito che fa il monaco: la vera grandezza dell’Istituto è la sua piccolezza.” “I poveri siano i vostri prediletti: beneficateli sempre”.
Infatti la volontà di Dio, la sua gloria, l’amore al suo diletto crocefisso Gesù e alla Vergine Immacolata, sono state le sue caratteristiche; i poveri i suoi prediletti.
La spiritualità di Madre Teresa è tutta impregnata degli atteggiamenti mariani: la Madonna è la donna dell’ attesa e Madre Teresa ha incarnato questo atteggiamento in tutta la sua esistenza: ha atteso che la volontà di Dio si manifestasse nella sua vita per conoscere la sua vocazione, e, quando l’incontro con Don Francesco Piccone le ha fatto comprendere quello che il Signore voleva da lei ha atteso con pazienza che si concretizzasse il disegno della Provvidenza, ben sapendo che i mezzi umani erano talmente poveri da rendere precario l’inizio della nascente Comunità. Ha atteso lungo tempo, insieme alla sorella Maria, prima che si presentassero nuove vocazioni, mentre continuava a servire i poveri e ad approfondire la sua fiducia nel Signore.
Madre Teresa è donna di fede: la sua è una fede forte ed umile, intrepida, che fonda la propria vita sulla roccia di Dio, certa che il suo aiuto non viene meno al povero che lo invoca: per questo ha posto come fondamento alla sua Famiglia religiosa l’umiltà e la semplicità di vita, perché solo chi è semplice ed umile si lascia guidare dalla Provvidenza.
La Fondatrice è “Madre”, nel senso più profondo, perché ha dato la sua vita giorno dopo giorno, sia nella salute che nella malattia per le sue Suore, per i poveri, per i bambini. Madre, perché ha saputo realizzare nella propria esistenza il dono di carità, che è divenuto in lei capacità di sacrificio, di dedizione, di abnegazione: con verità poteva esclamare negli ultimi istanti della sua esistenza:” Come sono contenta di morire consunta per amore del mio diletto crocifisso Gesù”.
La Vergine Immacolata è stata sempre la sua guida, una guida che lei ha tanto amato imitandola e che ha lasciato in dono alla sua Comunità. “La Madonna…quanto io l’amo!” sono state le sue ultime parole, e “Figlie mie glorificate Dio e salvate molte anime”: è la consegna lasciata a ciascuna sorella il mattino del 23 febbraio nel momento della sua nascita al cielo, mentre la Santa Messa, celebrata nella cappella accanto alla sua camera era al momento dell’Offertorio.
La causa di beatificazione venne introdotta a Genova dal Cardinale Bertone il 21 giugno 2006, ed è tuttora in corso.


Autore:
Suor Maria Angelica Gerbino

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Aggiunto/modificato il 2019-10-04

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