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Ettore Rege Moretto Laico

Testimoni

Sant'Antonino di Susa, TOrino, 3 marzo 1904 - 30 maggio 1957


Nacque  a S.Antonino di Susa  (TO) il 3 marzo 1904 e vi morì il 30 maggio 1957.
I giovani di 50 anni fa così lo descrivevano all’indomani della sua morte:
“Lo ricordiamo pioniere dell’Azione Cattolica Valsusina, nei nostri rumorosi raduni. Cappello a larga tesa, giacca sbottonata,. .una mano alzata nel saluto vivace: -  Salve! – ci gridava da lontano e in quel saluto era tutto lui, la sua cordialità, la sua semplicità. Nel saluto aveva qualcosa che attraeva e quel costante sorriso, fatto di bontà, ci comunicava la sua fedeltà al Signore, fedeltà dall’aurora al tramonto della sua vita.  Ci diceva la sua fortezza nella bontà, la dolcezza nella fermezza, la nobiltà dei suoi affetti.”
Il suo curriculum vitae dice la somma delle attività svolte e la somma dei meriti.
Per trent’anni,  con un’ascesa continua, fu a capo dell’Azione Cattolica: Presidente diocesano dei Giovani; Presidente diocesano degli Adulti e Presidente diocesano di Giunta.
Fu Capo reparto apprezzatissimo nelle Officine Moncenisio di Condove e per sei anni, ricoprì la carica di Sindaco chiamato dalla fiducia dei suoi concittadini.
Tutti coloro che hanno incontrato Ettore Rege Moretto hanno la certezza di aver incontrato un Apostolo, un Maestro e una Guida che aveva ricevuto dal Signore molti doni per avvicinare, entusiasmare, arricchire in particolare i giovani.
Era innamorato del creato e profondo amatore delle conoscenze umane; parlava diverse lingue; era profondo conoscitore di astronomia, di musica, di matematica, di tecnologia, di fisica… con tutte queste conoscenze, approfondite da autodidatta,  destava curiosità nei giovani con i quali, la sera,  trascorreva ore e  ore a parlare.
La Scuola Media Statale di S. Antonino, da lui proposta ed istituita mentre era sindaco,  fu poi intitolata al suo nome e in parrocchia sorse , a suo ricordo, il Circolo Rege Moretto per svolgere attività di filodrammatica , di sport e di incontri comunitari.
Nei tempi difficili della guerra, con altri generosi, si offrì come ostaggio volontario per salvare il paese e al popolazione dalla rappresaglia nazifascista.
Egli era anche il sostegno a chi era lontano, in altre terre, con lettere che, per via mare o per via aerea, portavano l’abbraccio affettuoso di un caro amico. Era il “filo magico” che univa le famiglie ai propri figli prigionieri in terre straniere.
Ebbe particolare attenzione per i   poveri, ai quali si accostava e faceva pervenire il suo aiuto come se si fosse  accostato  a Cristo e a Lui avesse dato il suo soccorso.
Qual  era la fonte a cui attingeva queste risorse preziose per poi comunicarle agli altri?   Egli amava e ammirava il creato e ogni giorno parlava con Dio per ringraziarlo… tutti possono assicurare: la sua “fonte”  era l’Eucarestia.


Fonte:
www.azionecattolica.it

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Aggiunto/modificato il 2010-01-10

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