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Venerabile Fulton John Sheen Vescovo

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El Paso, Stati Uniti d'America, 8 maggio 1895 - New York, Stati Uniti d'America, 9 dicembre 1979

Nacque a El Paso, in Illinois, l’8 maggio 1895, primo dei quattro figli di Newton Sheen e di Delia Fulton. Fu battezzato col nome di Peter John, ma fu sempre noto col cognome di sua madre da nubile come nome proprio. Nel 1905 si trasferì con la famiglia a Peoria, dove frequentò la scuola fino alle superiori. Dopo la laurea presso il St. Viator’s College a Bourbonnais, entrò nel Seminario San Paolo a Saint Paul, in Minnesota. Il 20 settembre 1919 fu ordinato sacerdote a Peoria: da allora promise che avrebbe dedicato un’ora al giorno all’Adorazione Eucaristica, restando fedele a quell’impegno per tutta la vita. Approfondì gli studi a Washington DC, a Lovanio, a Parigi e a Roma. Mentre insegnava Teologia a Washington DC, cominciò a tenere un programma radiofonico sulla NBC, «L’Ora Cattolica» («The Catholic Hour»). Nel 1935 fu nominato Prelato Domestico di Sua Santità, ottenendo il titolo di monsignore. L’11 giugno 1951 fu ordinato vescovo a Roma. Nell’autunno dello stesso anno cominciò a condurre, sull’emittente televisiva NBC, il programma «Vale la pena di vivere» («Life’s Worth Living»). Partecipò a tutte le sessioni del Concilio Vaticano II. Il 21 ottobre 1966 fu nominato vescovo della diocesi di Rochester, mantenendo l’incarico fino al 6 ottobre 1969, quando si dimise. Trascorse gli ultimi anni della sua vita dedicandosi alla predicazione e alla scrittura di libri. Morì il 9 dicembre 1979, nella cappella privata del suo appartamento di New York. Il 5 luglio 2019 papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto relativo a un miracolo ottenuto per sua intercessione. Tuttavia, il 3 dicembre 2019, la diocesi di Peoria ha annunciato che la data della beatificazione è stata rinviata su richiesta di alcuni vescovi della Conferenza Episcopale Statunitense. I resti mortali di monsignor Sheen riposano dal 27 giugno 2019 presso la cattedrale di Santa Maria dell’Immacolata Concezione a Peoria, all’altare della Madonna del Perpetuo Soccorso.



Aveva otto anni, quando un giorno, servendo la Santa Messa al Vescovo Mons. John Spalding, gli sfuggì di mano l’ampollina del vino che si schiantò con gran fracasso sul pavimento della cattedrale. In sacrestia, si aspettava un terribile rimprovero. Il Vescovo, invece, tutto amabile, gli domandò: «Giovanotto, a che scuola andrai quando sarai più grande?». Il piccolo nominò la scuola cattolica della città. Ma il Vescovo, sottolineò: «Ti ho detto: quando sarai grande!». E aggiunse, sicuro: «Di’ a tua madre che un giorno, andrai a studiare a Lovanio e poi diventerai Vescovo, come me». Il ragazzino rientrò in casa e riferì tutto alla mamma, ma presto dimenticò completamente il discorso del prelato.

Profezia: prima parte
Si chiamava Fulton Sheen, il buon chierichetto, ed era nato ad El Paso, nell’Illinois (Stati Uniti), l’8 maggio 1895, da una famiglia irlandese. Qualche anno dopo, i suoi genitori si trasferirono a Peoria, centro della diocesi, affinché i loro figli potessero frequentare le scuole superiori cattoliche. Ebbene, proprio a Peoria, Fulton, dopo le elementari, intraprese gli studi letterari e filosofici. Al centro della sua giovinezza, già c’è Gesù, che lo occupava e lo avvicinava a Sé.
Quando scoprì in modo chiaro la sua chiamata al sacerdozio, entrò in Seminario: destinazione, diventare un vero alter Christus. Nella cattedrale di Peoria, il 20 settembre 1919, a 24 anni, fu ordinato sacerdote. Il Vescovo lo mandò a proseguire gli studi all’Università Cattolica di Washington, ma Don Fulton desiderava approfondire il pensiero filosofico di San Tommaso d’Aquino: la filosofia dell’essere, la filosofia perenne, per confutare, alla luce della ragione e della fede, i gravi errori delle filosofie moderne, negatrici di Dio e della Verità, e farsi apostolo e difensore della Verità.
Così, il Vescovo, lo mandò a studiare all’Università di Lovanio, in Europa. Lì, ottenne il dottorato in filosofia, a Roma quello in teologia. Ora era davvero diventato un maestro della Verità, della Fede cattolica cogitata, nella luce radiosa di Maestro Tommaso.
Rientrato negli States, va come vice-parroco in una parrocchia di periferia. Inizia con la predicazione quaresimale: le prime sere, erano pochi ascoltatori, ma col passar dei giorni, crebbero in modo enorme a sentire il giovane predicatore. Seguì una Pasqua meravigliosa, con numerose conversioni, con il ritorno ai Sacramenti da parte di un gran numero di persone. Sì, perché Don Fulton predicava per convertire le anime a Cristo e condurle in Paradiso e per questo, affinché la sua predicazione fosse efficace, passava lungo tempo in adorazione a Gesù Eucaristico, davanti al Tabernacolo.
Celebrava il sacrificio della Messa, ogni giorno con più fervore, chiedendo a Gesù di poter conquistare a Lui più anime possibile. Un anno dopo, seppe che era desiderato all’Università Cattolica, come docente di filosofia. Per 25 anni, sarà un docente meraviglioso con allievi entusiasti di lui, soprattutto entusiasti della Verità che egli portava a scoprire e a possedere, raptus, come Sant’Agostino, amore indagandae Veritatis.
La prima parte della profezia di Mons. Spalding si era avverata. Don Fulton ora ricordava, ma non gli bastava però la cattedra: voleva raggiungere più fratelli ancora, da condurre a Gesù, l’unico Amore della sua vita.

Cristo in Tv
Iniziò a tenere conferenze in patria e all’estero. I suoi discorsi erano sempre più seguiti: appassionava e conquistava. Nel 1930, fu invitato dalla NBC (la radio degli Stati Uniti), a parlare ogni domenica sera, in un programma intitolato “L’ora cattolica”. La sua voce diventò nota in tutti gli States. Si trovò sommerso da migliaia di lettere: persone che gli aprivano l’anima, alla ricerca di Dio. Rispondeva a tutti. E pregava per loro. Si vide una primavera di conversioni a Gesù, e alla Chiesa Cattolica. Anche il Papa, Pio XI seppe di lui.
Nel 1935, ad esprimergli la sua riconoscenza, lo nominò Prelato domestico, con il titolo di Monsignore. Nel 1950, all’inizio dei programmi Tv, fu chiamato dalla medesima NBC a comparire sui teleschermi. Cominciò con il programma Vale la pena di vivere, in cui partendo dalla necessità impellente per tutti di dare un senso alla vita, evidenziava che ogni uomo, lasciato solo, può soltanto dire di se stesso: Magna quaestio factus sum mihi, sono diventato un gran problema per me, e problema insolubile.
A questo problema, Mons. Sheen, offriva una risposta: Gesù Cristo, l’unica soluzione di tutti i problemi, il Cristo crocifisso e risorto (Tertulliano). Ogni settimana era seguito da 30 milioni di persone. Il suo linguaggio era limpido, comprensibile a tutti, di serietà straordinaria, eppure a volte scherzoso, sempre piacevole, anche quando poneva davanti alle più gravi responsabilità della vita.
Sempre nel 1950, venne nominato direttore nazionale della Società per la propagazione della Fede. Iniziò una lunga serie di viaggi in Asia, in Africa e in Oceania per interessarsi dell’evangelizzazione dei popoli. Un’altra mirabile possibilità di irradiare Gesù, il suo Vangelo, di far comprendere che solo in Lui ogni anima, ogni popolo trova la sua vera grandezza.
Gesù nella parrocchia, Gesù sulla cattedra universitaria, Gesù alla radio e in Tv, Gesù per le strade del mondo. Perché solo Gesù è il Salvatore del mondo, il Figlio di Dio incarnato e crocifisso, il Vivente!

Profezia: seconda parte
L’11 giugno 1951, a Roma, per volontà di Papa Pio XII, Mons. Fulton Sheen è consacrato Vescovo. Si avvera così, in pieno, la profezia di Mons. Spalding di 50 anni prima. Nella sua autobiografia, scriverà: «L’investitura episcopale può dare un senso di euforia, ma non necessariamente la stima che la gente ti dimostra, corrisponde a quella che il Signore ha di te». Per questo, la sua autobiografia, s’intitola: Un tesoro d’argilla, a dire il contrasto tra l’immenso valore del sacerdozio e la fragilità della persona cui è conferito. Tuttavia, il sacerdote, e ancor più il Vescovo, è chiamato ad agire in persona Christi, a essere un Cristo vero, in mezzo al mondo, per la gloria di Dio e la salvezza delle anime.
È mandato Vescovo ausiliare a New York, ma continua a parlare in Tv e a scrivere libri, uno più bello dell’altro, che hanno un grande successo, una mirabile fecondità di bene. Ne citiamo alcuni: “La pace dell’anima”, “La felicità del cuore”, ”Il primo amore del mondo”, quest’ultimo sulla Madonna, nel quale la dottrina si associa sovente alla poesia, sempre in uno stile denso di luce.
Per lo scrivente, il più bello è “La filosofia della religione”, in cui mostra come ai nostri giorni, la filosofia abbia raggiunto il livello più basso di irrazionalismo con cui guarda con disprezzo assoluto a Dio e alle Verità eterne... e poi, l’autore indica il cammino della sana ragione, illuminata dalla fede, alla ricerca e al possesso di Dio, in Cristo, unica Via, unica Verità, unica Vita. È la filosofia di San Tommaso, che sola ci è di guida per la comprensione dell’uomo, del mondo e di Dio. È la più vera apologetica che conduce alla Verità eterna.
Mons. Fulton Sheen, nel 1966 è nominato Vescovo di Rochester e sperimenta sulla sua pelle la contestazione che ormai dilaga nella Chiesa nel post Concilio. La febbre dell’impegno nel mondo sembra impadronirsi di preti e suore, a scapito della preghiera e del rapporto con Dio. Il catechismo e i Sacramenti diventano secondari, o inutili, davanti alle cosiddette “urgenze” del tempo. È un vento infido che soffia e squassa tutto cosicché Papa Paolo VI parla di “autodemolizione della Chiesa”.
Il Vescovo brillante dei teleschermi, noto al mondo intero, alza la voce per dire a preti e seminaristi che: «innanzitutto il sacerdote è chiamato ad essere con-vittima e con-redentore con Gesù offerto sulla croce e sull’altare. Non basta alleviare le necessità materiali dei fratelli, occorre annunciare Gesù, farlo conoscere e amare. Convertire le anime a Lui e questo è frutto di santità, di unione con Dio».

«Cerca la Chiesa più odiata»
Diventato Vescovo emerito a 75 anni, nel 1969, continua a tenere conferenze e a scrivere articoli e libri. Sono ormai più di sessanta, tra cui la sua famosa “Vita di Cristo”. Le sue conversazioni televisive sono raccolte in volumi, diffusi in tutto il mondo. Solo Dio sa quante persone egli abbia convertito: si tratta di cattolici da anni lontani dai Sacramenti, di non cattolici che grazie a lui hanno trovato la vera Chiesa di Cristo, di peccatori con gravissime colpe.
Il 20 settembre 1979, Mons. Sheen celebra la Santa Messa per il suo 60° di sacerdozio, ricordando all’omelia: «Non è che io non ami la vita, ma ora voglio vedere il Signore. Ho passato tante ore davanti a Lui nel Santissimo Sacramento, ho parlato a Lui nella preghiera e di Lui con chiunque mi volesse ascoltare. Ora voglio vederlo faccia a faccia».
Due mesi dopo, il suo desiderio si compie: il 9 dicembre 1979, va a vedere Dio faccia a faccia, nella gioia. Impressiona ancora oggi quando egli ci insegna che cosa dobbiamo fare nella confusione dilagante del nostro tempo:
«Se io non fossi cattolico, diceva nel 1957, e volessi trovare quale sia oggi, nel mondo, la vera Chiesa, andrei in cerca dell’unica Chiesa che non va d’accordo col mondo. Andrei in cerca della Chiesa che è odiata dal mondo... Cerca quella Chiesa che i mondani vogliono distruggere in nome di Dio, come crocifissero Gesù. Cerca quella Chiesa che il mondo rifiuta, come gli uomini rifiutarono di accogliere Cristo».
Lui, da parte sua, il suo compito l’aveva avuto chiaro davanti, ed è pure il nostro: «Ero uscito di casa per saziarmi di sole. Trovai un Uomo – Gesù – che si dibatteva nel dolore della crocifissione. Mi fermai e gli dissi: “Permetti che ti stacchi dalla croce”. Lui rispose: “Lasciami dove sono, fino a quando avrò un fratello da salvare”. Gli dissi: “Cosa vuoi che io faccia per Te?”. Mi rispose: “Va’ per il mondo e di’ a coloro che incontrerai che c’è un Uomo inchiodato alla croce”».

La causa di beatificazione e canonizzazione fino al riconoscimento delle virtù eroiche
La fama di santità di monsignor Sheen, diffusa sin durante la sua vita e mai venuta meno dopo la sua morte, ha condotto la «Fondazione Arcivescovo Fulton J. Sheen» della diocesi di Peoria a costituirsi parte attrice della sua causa di beatificazione e canonizzazione, per l’accertamento dell’eroicità delle sue virtù cristiane.
Il 14 settembre 2002 fu ottenuto il trasferimento di competenza dalla diocesi di New York, nel cui territorio il vescovo era morto. Il 23 gennaio 2003 la Santa Sede ha concesso il nulla osta per l’avvio della causa. L’inchiesta diocesana si è quindi svolta a Peoria dal 29 settembre 2003 al 3 febbraio 2008. Il decreto di convalida giuridica degli atti dell’inchiesta è invece datato 17 ottobre 2008.
La “Positio super virtutibus”, consegnata nel 2011, è stata esaminata il 28 ottobre 2011 dai Consultori teologi della Congregazione delle Cause dei Santi, con esito positivo. Il 15 maggio 2012, anche i cardinali e i vescovi membri della stessa Congregazione si sono pronunciati a favore dell’eroicità delle virtù del Servo di Dio.
Il 28 giugno 2012, ricevendo in udienza il cardinal Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, papa Benedetto XVI autorizzò la promulgazione del decreto con cui monsignor Fulton John Sheen veniva dichiarato Venerabile. Peraltro, il Papa emerito l’aveva conosciuto personalmente, negli anni del Concilio Vaticano II.

La traslazione dei resti mortali
Tuttavia, il 3 settembre 2014, la diocesi di Peoria aveva annunciato la sospensione a tempo indeterminato della causa. La ragione risiedeva nel mancato accordo tra la diocesi di New York, nella cui cattedrale di San Patrizio il vescovo era stato sepolto, e quella di Peoria, circa la ricognizione canonica e la traslazione dei resti mortali.
Dopo tre anni di battaglia legale, il 7 giugno 2019 la Corte d’Appello dello Stato di New York ha rigettato l’ultima richiesta presentata dalla diocesi di New York, contraria alla traslazione a Peoria, sostenuta invece dalla nipote del Venerabile, Joan Sheen Cunningham. In seguito alla sentenza, le due diocesi si sono accordate per compiere la ricognizione e la successiva traslazione secondo quanto indicano il diritto canonico e quello civile.
Il 27 giugno 2019, infine, i resti di monsignor Sheen sono stati collocati nel nuovo sepolcro predisposto nella cattedrale di Santa Maria dell’Immacolata Concezione a Peoria, precisamente nella cappella della Madonna del Perpetuo Soccorso. In quella stessa chiesa lui aveva ricevuto la Prima Comunione, la Cresima, l’Ordine Sacro e aveva celebrato la sua Prima Messa.

Il miracolo per la beatificazione
Tra le numerose grazie singolari segnalate per sua intercessione è stato esaminato, secondo quanto afferma la diocesi di Peoria in un comunicato stampa, il caso di un bambino nato morto nel 2010. I familiari del neonato cominciarono subito a rivolgersi nella preghiera a monsignor Sheen, mentre il piccolo veniva trasferito all’OSF Medical Center, a pochi isolati di distanza dalla cattedrale di Peoria.
Nonostante avesse ricevuto i trattamenti medici più avanzati, il neonato continuava a non manifestare segni di vita. Dopo sessanta minuti, sarebbe stato dichiarato clinicamente morto. Il medico attese ancora un minuto, ma proprio mentre stava per annunciare il decesso, il cuore del neonato cominciò a battere e la sua respirazione divenne normale. Dopo qualche settimana, il bambino fu dimesso: da allora gode di buona salute.
Nel 2011 la diocesi di Peoria ha istruito l’inchiesta sul presunto miracolo, i cui risultati sono stati consegnati, nel dicembre dello stesso anno, alla Congregazione delle Cause dei Santi. La Consulta Medica, il 6 marzo 2014, si è pronunciata a favore dell’impossibilità di spiegare l’accaduto secondo le attuali conoscenze mediche. Il 17 giugno 2014, invece, i Consultori teologi si sono pronunciati a favore del legame tra l’avvenuta guarigione e l’intercessione di monsignor Sheen.
Il 5 luglio 2019, ricevendo in udienza il cardinal Giovanni Angelo Becciu, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto con cui l’accaduto era riconosciuto come miracolo ottenuto per intercessione del Venerabile Fulton Sheen.

Il rinvio della beatificazione
La beatificazione era inizialmente prevista per il 21 dicembre 2019, presso la cattedrale di Santa Maria dell’Immacolata Concezione a Peoria. Il 3 dicembre 2019, in un comunicato stampa, la diocesi di Peoria ha annunciato che la Santa Sede ha deciso di posticiparla, su richiesta di alcuni vescovi della Conferenza Episcopale Statunitense.


Autore:
Paolo Risso ed Emilia Flocchini

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Aggiunto/modificato il 2019-12-06

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