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Sebastiano Rossi Laico

Testimoni

Alatri, Frosinone, 14 dicembre 1950 - 1 maggio 2004


Nato ad Alatri (FR) il 14-12-1950, sposato e padre di tre figli (Cristina,Emanuele e Giulia).
Uomo di vera fede, fede sincera, autentica, coraggiosa, sfrontata, arricchita da un genuino e combattivo spirito sportivo. Era davvero un “soldato di Cristo”! In tutte le innumerevoli attività che svolgeva in parrocchia e soprattutto fuori (era ministro straordinario della Comunione Eucaristica, Presidente parrocchiale dell’Azione Cattolica, educatore di giovanissimi di AC, lavorava come segretario nella Scuola Cattolica e nel Seminario minore di Anagni, partecipava alla sua cara partita a calcetto tra amici) emergeva la sua semplice, immediata, onnipresente cristianità. Ricordo come si batteva per testimoniare Gesù e l’importanza dell’Eucaristia o persone che lo consideravano solo un’ultima spiaggia, un venditore di grazie e aiuti, un citofono al quale suonare solo al momento del bisogno, o a persone ipocrite che si ricordavano di Dio solo quando c’era qualcosa da guadagnare, o meriti da prendere. E siano esse state persone adulte, giovani, anziane, parenti, conoscenti a lui non importava. La sua fede sfondava qualsiasi barriera!
Anche quello del dolore e della sofferenza della sua malattia…
Lui ha combattuto la sua guerra con una sola arma: la fede, sorretto da un grande amore per Dio. In silenzio sopportava con dignità tutta la sua passione. Le persone che soffrono sono piccoli pezzettini della luce del volto di Cristo sparsi sullo terra. Nel suo cuore questo lo aveva capito, perché non ha mai incolpato Dio per le sue sofferenze, o assillato con umani ‘perché’! Un giorno in preda ai soliti dolori lancinanti ha detto: “non perdere mai la fede, perché la fede è l’unica cosa che ti permette di affrontare i problemi della vita e la vita stessa!” poco dopo ha aggiunto: “se un giorno guarirò voglio diventare diacono” Parole come queste danno forza e speranza, per continuare la nostra marcia, anche se tante battaglie sembrano perse.
“Vi dovete voler bene e dovete stare uniti tra di voi!” era solito anche dire con quella sua voce cosi debole e sofferente ma allo stesso tempo determinata e forte. Un messaggio non molto differente da quello che ci ha lasciato Gesù nell’ultima cena. Una tale fede gli ha permesso di dire due giorni prima della sua morte, con il sorriso sulle labbra “io comincio ad andare da Gesù… “sapeva che ci lasciava in un mondo brutto, fatto di sofferenze, di orrori, di ingiustizie, ma sapeva di averci dato la sua arma migliore per vivere in questo mondo: l’amore in Dio! Quando Dio lo ha chiamato a se il 1° maggio 2004, ha lasciato scritte queste parole: “io prendo possesso del posto che Gesù ha preparato per ognuno di noi, da li pregherò per voi. Fate lo stesso e resteremo sempre uniti nella comunione de! Santi in attesa di rivederci di nuovo!”


Fonte:
www.azionecattolica.it

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Aggiunto/modificato il 2010-03-20

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