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Servo di Dio Alfredo Dall’Oglio Martire

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Borgo Valsugana, Trento, 6 luglio 1921 - Wülheide, Germania, 31 ottobre 1944


Alfredo Dall’Oglio è una persona probabilmente sconosciuta ai più, ma il cui ricordo è stato gelosamente conservato. Solo per caso è stato toccato dalla grande storia e la sua vita è stata risucchiata nella grande tragedia del totalitarismo. Oggi è in corso l’iter di beatificazione.
Alfredo Dall’Oglio nacque a Borgo Valsugana da Antonio ed Elisa Moggio il 6 luglio 1921 nella casa in via della Gora al n° 21; e il 10 successivo ebbe il battesimo nella chiesa arcipretale della borgata. La sua famiglia, molto povera e coraggiosa ma profondamente cristiana, era segnata dagli sconvolgimenti succedutisi nei decenni a cavallo dei secoli XIX e XX e come molte intraprese la dura strada dell’emigrazione, dirigendosi verso la Francia.
Date le difficili condizioni economiche Alfredo interruppe gli studi ed entrò nel mondo del lavoro. Erano i tempi eroici del Cardinale Suhard, arcivescovo di Parigi, in una Francia allora definita “terra di missione”.  Alfredo si iscrisse alla Gioventù operaia cattolica (Joc) e portò nel movimento entusiasmo e dinamismo.
Nei primi mesi del 1943 il governo di Vichj aveva ordinato il reclutamento di mano d’opera francese da inviare a servizio del Reich tedesco. Il 5 marzo fu impiegato come manovale nella fabbrica di colori e vernici Warnecke und Böhn a Berlino-Weissensee. Dopo il suo arrivo, partecipò attivamente e all’avvio, allo sviluppo, e all’organizzazione nei settori della Azione Cattolica clandestina. Fu presto responsabile della JOC di tutto il territorio Nord-Est di Berlino. Il suo impegno si concretizzò anche nella nascita della “Giovinezza che reagisce”: un gruppo di resistenza, che trovava la propria forza nella fede e nella preghiera.
Il 6 giugno 1944 Alfredo Dall’Oglio fu uno dei primi nella fila dei responsabili dell’Apostolato Cattolico Francese a essere arrestato e gli vennero contestati i seguenti capi di accusa: attività religiosa, ricostituzione di movimenti proibiti (Joc e Scautismo), pericolosi per il regime. Fu quindi condotto alla prigione di Alexander Plaz, dove si svolgevano gli interrogatori accompagnati da brutalità e sevizie d’ogni specie. Il 9 settembre venne trasferito all’Arbeitservizienhungslager di Wulheide dove venne torturato, lo pestarono di botte rompendogli le braccia e le gambe.
Il  reverendo Voinchet, che lo seguì in quest’ultima tappa testimonia: «Tutto crollava in lui, ma in questo naufragio di forze umane, egli restava aggrappato a Dio nella pace di cui parla san Paolo. Allorquando io gli richiamavo la prospettiva dei sacrifici previsti e accettati fino dai primi giorni di prigione, egli mi rispondeva di essere sempre pronto». Ancora l’abate Voinchet ricorda: «nell’ultima notte fu in preda al delirio. Io sono venuto presso di lui per vegliarlo. Prima che potessimo farlo ammettere all’infermeria (gli infermieri non volevano alzarsi prima della loro ora), lui mi riconobbe, e ricevette l’ultima assoluzione, credo, in piena conoscenza. Nell’ora del risveglio lo potremmo trasportare all’infermeria madido per la febbre; ma noi dovemmo partire per il lavoro, come di abitudine. Rientrando la sera, ci misero al corrente della sua morte. Però, nessuno sa come sia avvenuta». Era il 31 ottobre 1944.
La figura di dall’Oglio è stata ricordata dall’Amministrazione comunale con la pubblicazione di un suo breve profilo tratteggiato da Mons. Armando Costa (disponibile presso la Biblioteca) che è stato presentato il 14 novembre 2003 alla presenza dal Sindaco, Laura Froner, dell’Assessore alla cultura, Emanuele Montibeller, del parroco, don Mario Busarello, e di Mons. Charles Molette della Curia di Parigi, presidente dell’archivio ecclesiastico, che ne sta seguendo il processo di canonizzazione.

Per approfondire:
Armando Costa, Alfredo Dall’Oglio: un martire europeo, Borgo, Comune di Borgo Valsugana, 2003;
Charles Molette, La Mission Saint-Paul traqée par la Gestapo, Parigi, Guibert, 2003.


Fonte:
BorgoNotizie

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Aggiunto il 2010-07-05

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