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Padre Jean-Pierre Medaille Sacerdote gesuita, Fondatore

Testimoni

Carcassonne, Francia, 6 ottobre 1610 Billom, Francia, 30 dicembre 1669

Entrò nel noviziato gesuita di Tolosa nel 1626 e, divenuto religioso, si dedicò alla predicazione delle missioni popolari nelle zone rurali della Francia; le poche altre notizie sulla sua vita sono desunte dalle relazioni inviate dai suoi superiori ai padri provinciali della Compagnia: Médaille viene descritto esile, cagionevole di salute, ma abile come omileta. Già nel 1646, a Saint-Flour, aveva pensato di affiancare ai predicatori missionari una pia associazione di donne dedite all'apostolato: il suo progetto prese forma nel 1650, quando istituì, a Le Puy-en-Velay, la congregazione delle Suore di San Giuseppe per l'assistenza agli ammalati e l'educazione dei fanciulli. La fraternità venne approvata dal vescovo di Le Puy Henri de Maupas nel 1651: dalla congregazione di Médaille si sono originate numerosi istituti tra di loro autonomi (tra i principali, quelli di Lione, Chambéry, Philadelphia, Carondelet e Saint Péray).



Jean-Pierre Médaille, terzogenito di otto figli,nacque il 6 ottobre 1610 in una famiglia agiata e dalla fede profonda a Carcassonne, cittadina del sud della Francia. Il padre Jean era avvocato, la madre si chiamava Phelippe d’Estevenel. Jean-Pierre entrò molto giovane nel Collegio cittadino della Compagnia di Gesù, completò poi la formazione, sempre presso i Gesuiti, a Tolosa. Non era ancora sedicenne quando fece il suo ingresso nel noviziato dell’Ordine in cui due anni dopo emise i primi voti.Fu dai primi anni apprezzato per zelo religioso, intelligenza e senso pratico.Aventisette anni fu ordinato sacerdote, trentatreenne, l’11 ottobre 1643, concluse il periodo di formazione e poté professare solennemente i quattro voti: castità, povertà, obbedienza e una speciale obbedienza al Papa. Fino al 1649 fece parte della comunità del collegio di Saint-Flour, svolgendo mansioni importanti in alcuni collegi dell’Ordine.Si distinse, in particolare, come missionario tra le popolazioni delle campagne impoverite dalle guerre, in un contesto di miseria materiale e spirituale.Tale apostolato gli permise di vivere vicino alla gente e conoscere lenecessità dei poveri. Nel 1650fu a Le Puy con l’incarico di predicatore, cittadina in cui conobbe un gruppo di donne, «giovani vedove» desiderose di consacrarsi a Dio nel servizio al prossimo. Padre Médaille ebbe l’audacia di riunirle e dare loro una regola, iniziando così, il 15 ottobre, una nuova forma di vita religiosa che chiamò “Il Piccolo Disegno”. Trovò l’ispirazione contemplando il Mistero Eucaristico e per la nascente comunità religiosa scrisse una lettera detta “Eucaristica”, tracciandone i fondamenti carismatici.
Nacquero così le Suore di San Giuseppe. Scrisse per loro le Costituzioni, i Regolamenti, il Direttorio e una raccolta di massime, in seguito elaborate pure per i laici. Dai superiori fu però giudicato “troppo innovatore” e, con sua grande pena, disapprovato. Il progetto fu però accolto dal vescovo di Le Puymons. Henri de Maupas, il 10 marzo 1651. Il prelato prese in mano le sorti della prima comunità di suore che riconobbe formalmente, tanto che da alcuni fu considerato il fondatore ufficiale. Padre Médaille, contraddistinto sempre da una grande umiltà, rimasenell’ombra, pur continuando a seguire lo sviluppo dell’opera. Scrisse, dai luoghi dove fu trasferito, alle sue suore lettere con consigli spirituali. Nonostante la debole salute continuò infatti a prodigarsi senza riserve nella predicazione, raggiungendocon i mezzi e le strade dell’epoca, poveri paesi abitati da contadini e pastori. Visse gli ultimi quindici anni della sua vita nella diocesi di Clermont, sempre incaricato delle “missioni al popolo”. Orami debilitato si ritirò nell’autunno 1669 nel collegio di Billom, dove morì il 30 dicembre, all’età di 59 anni. Oggi non conosciamo il luogo della sua sepoltura, né possediamo un suo ritratto.
Padre Médaille trasmise con i suoi scritti una spiritualità profondamente eucaristica, dando esempio d’umiltà e confidenza in Dio, operando sempre per la “maggior gloria di Dio e la salvezza del popolo”. Fu per tuta la vita uno stimato predicatore, tanto da essere soprannominato “l’apostolo”. Fu uomo di contemplazione e di azione. Visse personalmente quanto volle trasmettere alle sue religiose: né fama, né prestigio, ma intima unione con Cristo.
Da quel piccolo gruppo di donne nacque un carisma di vita consacrata dedita all'apostolato fuori della clausura, innovativo per l'epoca, origine di molte congregazioni di suore, sorte nei secoli a venire. Oggi operano nella Chiesa circa diecimila Suore di San Giuseppe, in una trentina di congregazioni autonome, raggruppate in Federazioni, presenti in tutti i continenti.La Federazione italiana è sorta nel 1966, vi sono poi la Federazione Francese, la Federazione Statunitense e quella Canadese.


Autore:
Daniele Bolognini

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Aggiunto/modificato il 2020-04-24

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