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Padre Adolphe Roulland

Testimoni

13 ottobre 1870 - 2 giugno 1934


Stava per essere ordinato sacerdote, Adolphe Roulland, in quel fine d’anno scolastico 1895/96, nell’Istituto delle Missioni Estere di Parigi. Era un giovane colto e generosissimo, amantissimo di Gesù, pronto a vivere santamente la sua missione ad gentes, per portare un grandissimo numero di anime al divino Redentore.

Una lettera al Carmelo

Così scrisse a Madre Maria di Gonzaga, priora del Carmelo di Lisieux, per chiederle che gli fosse assegnata una monaca che pregasse per la fecondità del suo futuro ministero, soprattutto quando – presto – sarebbe partito per le missioni. La priora rispose che gli affidava volentieri suor Teresa di Gesù Bambino, "la più adatta" a pregare e ad ottenere da Dio tante grazie.
Il 20 giugno 1896 il giovane diacono ringraziò con una lettera piena di gratitudine: "Sono stato assai felice che mi avete affidato un angelo custode nella persona di suor Teresina, che pregherà per il buon andamento della mia attività apostolica. Grazie alle preghiere che si faranno in questo Carmelo, porterò certamente qualche anima a Dio. Mi piacerebbe darvi qualche spiegazione sulla mia futura missione, ma ancora non la conosco. Infatti la scelta non è fatta da noi, ma dai nostri superiori, che ci inviano dove pensano che potremo fare del nostro meglio per la gloria di Dio e per la salvezza delle anime. Saprò la mia destinazione il giorno dell’ordinazione sacerdotale, che avrà luogo domenica 28 giugno. In quel giorno, pregherò per voi".
Il 28 giugno 1896, Adolphe Rouland era ordinato sacerdote, a Parigi. Nella medesima lettera, egli continuava a scrivere: "Dopo tale data, andrò in Normandia e passerò a Lisieux: se sarà possibile, vorrei fermarmi per celebrare la S. Messa nella vostra cappella che conosco bene. Mi piacerebbe anche poter dare la S. Comunione a suor Teresa di Gesù Bambino.

Teresa "per sorella"

La lettera del P. Adolphe fu passata alla suora, che subito rispose: "Sono veramente contenta di poter lavorare con voi per la salvezza delle anime. Mi sono fatta carmelitana per questo: non potendo essere missionaria nel vero senso della parola, voglio esserlo con l’amore e con la penitenza, come la mia serafica madre S. Teresa d’Avila. Vi supplico, reverendo Padre: il giorno in cui il Signore scenderà la prima volta dal Cielo sull’altare per la vostra parola, chiedetegli di infiammarmi con il fuoco del suo amore, perché possa aiutarvi ad accenderlo nei cuori".
La sorella della Santa, suor Céline, dirà che "la vita religiosa appariva a suor Teresa soprattutto come mezzo per salvare le anime e santificare i sacerdoti". La stessa cosa testimonia Teresa nella sua autobiografia "Storia di un’anima".
Il motivo per cui P. Adolphe aveva chiesto di essere aiutato dalle preghiere di una suora lo apprendiamo da una lettera che, qualche tempo prima, gli aveva scritto la stessa suora e di cui non aveva parlato con nessuno.
"Permettetemi di confidarvi un segreto che ho scoperto leggendo le date più importanti della vostra vita – le aveva già scritto la giovanissima suora di Lisieux. L’8 settembre 1890 la vostra vocazione missionaria fu salvata da un intervento diretto della Madonna: in quel giorno una piccola carmelitana divenne la sposa di Gesù, il Re dei cieli. Dando addio definitivamente al mondo, l’unico scopo della sua vita era ormai quello di farsi santa e di salvare le anime, soprattutto quelle degli apostoli di Gesù. Quel giorno ella chiese a Gesù di darle un’anima apostolica: non potendo essere sacerdote, che un sacerdote avesse le stesse grazie, le stesse aspirazioni e gli stessi desideri che avrebbe avuto lei. Fratello mio, voi conoscete ora l’indegna carmelitana che fece questa preghiera. Non pensate anche voi che la nostra collaborazione confermata il giorno della vostra ordinazione sacerdotale, cominciò quell’8 settembre?"

Chi era P. Adolphe?

Tutto vero. P. Adolphe Roulland era nato il 13 ottobre 1870, poco più di due anni prima di suor Teresa, a Cahagnolles (Calvados). Era entrato nel seminario di Villiers-Le Sec nella primavera del 1885. Al termine degli studi classici, aveva avuto una crisi vocazionale, che superò abbastanza facilmente, e di cui aveva parlato solo con i suoi superiori. Per questo era rimasto profondamente impressionato dalle parole di suor Teresa anch’essa passata attraverso molte prove.
Chi aveva potuto rivelarle un segreto noto a lui solo? Per questo, volendo sapere qualcosa di più su di lei, decise di fermarsi nel Carmelo in cui Teresa era entrata il 9 aprile 1888, conquistandolo "sulla punta della spada". Non poté vederla, ma l’autoritaria Madre Gonzaga gli indicò il posto che ella occupava in cappella durante la Messa, per cui l’indomani egli non solo poté darle la S. Comunione, ma riuscì anche a vederla.
P. Adolphe fu destinato nel Sichuam sud-ovest della Cina e il 3 luglio, andando a salutare la famiglia, passò una seconda volta per Lisieux, celebrò la Messa al Carmelo e parlò con suor Teresina attraverso la grata del parlatorio. Rientrò a Parigi con la foto avuta dalla stessa suora (la nota foto che la ritrae in ginocchio accanto al Crocifisso, con il Rosario in mano e una siepe alle spalle). Le scrisse raccontandole l’addio alla famiglia e manifestandole i sentimenti provati lasciando la casa paterna.
Il 29 luglio partirà per la sua missione: "Parto contento – scrisse a suor Teresa – perché so che il nostro apostolato, il mio ed il vostro, sarà benedetto da Dio: sulla montagna del Carmelo un’anima pregherà per il successo delle armi di chi combatte nella pianura… Tutti i giorni ricorderò nel S. Sacrificio della Messa il nome di suor Teresa; e se è vero, come voi sperate, che andrete in cielo prima di me, continuerò a pregare per voi".
Teresina gli rispose chiedendogli il permesso di poterlo chiamare "fratello", "visto che Gesù si è degnato di unirci nell’apostolato e che mi ha creato per essere vostra sorella… Addio, fratello mio, se andrò in cielo presto, chiederò a Gesù di poter venire a trovarvi nel Sichuan, così continueremo insieme il nostro apostolato".

Il missionario di S. Teresa

In Cina, P. Rouland prese la malaria e dovette fermarsi a Koui-fou, mentre i suoi confratelli risalirono il Fiume Azzurro. Un medico, piuttosto esperto, con una forte dose di chinino, riuscì a guarirlo: "Debbo alle preghiere di persone che mi sono vicine e soprattutto alle vostre – scrisse a suor Teresa – se non ho intonato il Nunc dimittis. Sorella mia, devo chiedere a Dio di saper soffrire".
In una lettera successiva le parlò di situazioni pericolose, verificatesi nella zona della missione e dei rischi cui si esponeva la sua vita: " Se non sarò degno di entrare subito in Paradiso, voi mi tirerete fuori dal Purgatorio con le vostre preghiere e così vi aspetterò in Cielo".
La piccola carmelitana gli rispose: "Da quando la Croce di Gesù è stata innalzata sul mondo, dobbiamo combattere alla sua ombra", ricordando che anche a lei non erano mai state risparmiate le prove, fin dall’ingresso al Carmelo. Quindi indugia a parlare della misericordia di Dio: "Non capisco – spiega – perché le anime hanno paura di un Amico così tenero… A me sembra facile raggiungere la perfezione: basta riconoscere il proprio niente ed abbandonarci come un fanciullo nelle braccia di Gesù".
L’ultima lettera di suor Teresa giunse al P. Adolphe dopo la sua morte (30 settembre 1897), come aveva previsto, certa di essergli più utile dal cielo che sulla terra: "Sono felice di annunziarvi che sto per entrare nella città beata e ho la certezza che condividerete la mia gioia. Il Signore mi chiama al cielo, dove lo amerò come ho sempre desiderato e da dove farò il possibile per farlo amare da una moltitudine di anime. Lassù non starò in ozio, ma continuerò a lavorare per la Chiesa e per le anime. Addio, caro fratello, e pregate per me".
Lo stesso anno P. Adolphe era nominato parroco di Yeou-Yang e, poco dopo, responsabile del distretto di Leang-Chan. Chiamato più tardi al seminario di Cha-pin-che, come docente di teologia, sostituì in parrocchia un confratello morto durante la rivolta dei "boxers". Nel 1909, fu richiamato in Francia per dedicarsi al Seminario di Rou du Bac.
Durante la Iª guerra mondiale, chiamato alle armi in soccorso della Francia nella difesa dalle truppe tedesche, fu testimone della devozione dei soldati verso suor Teresa della quale molti portavano addosso un’immagine con la reliquia. Lo stesso generale Foch l’aveva invocata e sentita vicina alla battaglia della Marna.
Ma presto fu congedato, con la salute a pezzi, per le lunge fatiche affrontate in Cina e in trincea. Gli ultimi 13 anni della sua avventurosa esistenza, vissuta per Gesù solo, sulle orme di Teresa di Gesù Bambino, il P. Adolphe li trascorse nel seminario di Dormans, da dove usciva solo per parlare della "sua" suor Teresa, chiamato dai parroci della Normandia che avevano letto la sua Storia di un’anima pubblicata un anno dopo la sua morte e diventata subito un best-seller. Il padre non si vantava mai della sua amicizia spirituale con la carmelitana, né accennava mai alle numerose grazie ottenute per sua intercessione. Parlò solo al processo di beatificazione (1923) ed ebbe la gioia di assistere alla sua canonizzazione (17 maggio 1925). Finalmente, dopo una vita sacerdotale ardente per Gesù e per le anime, il 12 giugno 1934, la raggiunse in Cielo, lieto di collaborare con lei "a far scendere sulla terra una pioggia di rose".
Mirabile missione della piccola Thérèse e del P. Roulland, attuale sempre, ma in modo singolare in questo anno 2009/2010, voluto dal Papa Benedetto XVI per la santificazione dei sacerdoti.


Autore:
Paolo Risso

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Aggiunto il 2011-01-21

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