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Venerabile Maria Domitilla Gallucci Cappuccina

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Acqui Terme, Alessandria, 26 maggio 1595 - Pavia, 12 febbraio 1671


Alle più celebri anime mistiche che fiorirono nella Chiesa, quali S. Maria Margherita Alacocque e S. Veronica Giuliani, possiamo aggiungere la monaca cappuccina Suor Maria Domitilla Gallucci.
La sua vita tutta serafica, intessuta di straordinari favori celesti e ravvivata da un profondissimo senso di umiltà, ci riempie l’animo di commossa ammirazione e ci fa magnificare il Signore che è mirabile nei suoi Santi.
Nata ad Acqui il 26 maggio 1595, dopo una fanciullezza e giovinezza vissute nel timor di Dio e nell’amore del prossimo, il 19 ottobre 1615 entrò nel monastero del SS. Sacramento delle Clarisse Cappuccine di Pavia. Qui ebbe tante prove, ma anche tante consolazioni. Il Signore l’arricchì dei suoi doni, ma essa amò Dio come un serafino.
Le sue giornate e le molte notti furono piene di estasi, visioni, colloqui divini, sete ardente di amore di Dio. Ricevette le stimmate e la corona di spine. Provò in se stessa tutte le sofferenze di Gesù dal Getsemani al Calvario con abbondante versamento di Sangue. Dal suo confessore ebbe il comando di descrivere i fenomeni che il Signore aveva operato in lei.
Morì nella notte del 12 febbraio 1671, sorridente e beata all’età di settantasei anni, di cui cinquanta trascorsi in religione.
Nell’anno 1899 cominciò a trattarsi della causa della Venerabile dal P. Bernardino da Gamalero, Guardiano del Convento della Madonnina in Acqui e deputato Vice Postulatore; ma, ammalatosi l’anno seguente e divenuta cronica la sua malattia, gli subentrò nel 1901 nello stesso ufficio il P. Federico da Ovada, ex Provinciale.
Ma anche sotto il P. Federico la causa non fu coronata da miglior successo. Il nuovo Vice Postulatore, fatte appena alcune ricerche (infruttuose) nella Curia di Pavia, prima rallentò e poi sospese le pratiche relative alla causa, la quale ancora oggi attende un valoroso riesumatore.
Il monastero fu soppresso per comando dell’Imperatore austriaco Giuseppe II con decreto del 15 ottobre 1782. Di esso ora non rimane più traccia.
Le opere, di cui esistono numerose trascrizioni alla fine del secolo XVII e nel secolo XVIII, si conservano sparse in varie Biblioteche, come a Milano nell’Ambrosiana e nella Trivulziana, nell’Università di Pavia e nell’Archivio Provincializio di Alessandria.


Fonte:
Diocesi di Acqui Terme

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Aggiunto/modificato il 2013-07-20

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