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Beato Pietro Jeong San-pil Catechista e martire

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Deoksan, Corea del Sud, 1799

Pietro Jeong San-pil, come numerosi coreani del diciassettesimo secolo, abbracciò il cattolicesimo in età adulta. Dopo aver ricevuto il Battesimo, si diede all’insegnamento del catechismo. Arrestato nel corso della persecuzione Jeongsa, venne decapitato in un giorno imprecisato del 1799. Inserito nel gruppo di martiri capeggiato da Paolo Yun Ji-chung, è stato beatificato da papa Francesco il 16 agosto 2014, nel corso del viaggio apostolico in Corea del Sud.



Pietro Jeong San-pil nacque a Deoksan, nel distretto di Chungcheong, in una famiglia di ceto umile. Di carattere forte e irrequieto, era temuto da tutti, ma con la sua conversione al cattolicesimo mutò queste sue asperità, divenendo gentile.
All’arrivo del primo sacerdote missionario in Corea, il cinese padre Giacomo Zhou Wen-mo, sul finire del 1794, andò a trovarlo e ricevette il Battesimo. Nominato catechista per la regione di Naepo, compì fedelmente il suo incarico. Pregava e leggeva con zelo libri religiosi e si dedicava all’insegnamento del catechismo a quanti incontrava.
Inoltre, s’incontrava spesso con alcuni amici, Lorenzo Pak Chwi-deuk, Giacomo Won Si-bo e l’ufficiale dell’esercito Francesco Bang, per approfondire la comune fede. Il loro legame venne infranto dallo persecuzione Jeongsa, quando tutti vennero catturati e uccisi.
Nel 1798 o 1799 fu il turno di Pietro, arrestato e condotto all’ufficio governativo di Deoksan. Attraversò brutali interrogatori e torture, ma continuò a professare tenacemente gli insegnamenti che aveva ricevuto. In carcere incoraggiava i fratelli nella fede e fu sereno perfino quando dovette firmare la propria condanna a morte.
Il giorno dell’esecuzione, quando, secondo l’usanza, ricevette il suo ultimo pasto, invitò i compagni a mangiare con lui: «Dio ha creato questo cibo per le persone, quindi diciamo un’ultima preghiera di ringraziamento e condividiamolo. Presto godremo l’eterna felicità in Paradiso».
Poco dopo, venne condotto al terreno dell’esecuzione e decapitato. Aveva tra cinquanta e sessant’anni.
Pietro Jeong San-pil, inserito nel gruppo di martiri capeggiato da Paolo Yun Ji-chung (del quale fanno parte anche i già citati Francesco Bang, Lorenzo Pak Chwi-deuk, Giacomo Won Si-bo e padre Giacomo Zhou Wen-mo), è stato beatificato da papa Francesco il 16 agosto 2014, nel corso del viaggio apostolico in Corea del Sud.


Autore:
Emilia Flocchini

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Aggiunto/modificato il 2014-08-12

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