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Beato Barnaba Kim I-u Martire

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Seul, maggio 1801

Barnaba Kim I-u, insieme al suo fratello di sangue Matteo Kim Hyeon-u, aderì al cattolicesimo e sostenne la missione in Corea di padre Giacomo Zhou Wen-mo, il primo sacerdote missionario in quel Paese. Entrambi vennero arrestati durante la persecuzione Shinyu del 1801: Barnaba morì a causa delle torture, mentre Matteo venne decapitato alcuni mesi dopo, insieme ad altri sette compagni. Barnaba e Matteo, inseriti con loro nel gruppo di martiri capeggiato da Paolo Yun Ji-chung, sono stati beatificati da papa Francesco il 16 agosto 2014, nel corso del viaggio apostolico in Corea del Sud.



Barnaba Kim I-u era figlio di una concubina e di un famoso interprete di Myeongryebang, presso Seul, nell’attuale Corea del Sud.
Poco dopo l’introduzione della Chiesa cattolica in Corea, imparò il catechismo da Tommaso Kim Beom-u, suo fratellastro maggiore. Lui e un altro fratello, stavolta di sangue e più giovane, Matteo Kim Hyeon-u, divennero cattolici e vennero battezzati da Pietro Yi Seung-hun. I due fratelli incontrarono presto una situazione difficile: nel 1785, Tommaso venne condannato all’esilio durante l’“incidente di Myeongryebang”. Ciò nonostante, continuarono a praticare la religione in segreto.
Quando, sul finire del 1794, arrivò clandestinamente in Corea padre Giacomo Zhou Wen-mo, missionario cinese, Matteo e Barnaba s’impegnarono attivamente nelle attività della Chiesa. Per la precisione, incontrarono padre Giacomo a casa di Filippo Hong Pil-ju e formarono una piccola comunità: con altri fedeli, compresi Taddeo Jeong In-hyeok e Pietro Choe Pil-je, si trovavano spesso a studiare gli insegnamenti della fede e a pregare.
Quando padre Giacomo fu braccato dai suoi persecutori, trovò rifugio in casa di Barnaba, che con Matteo partecipava alla sua Messa. I due si unirono poi al Myeongdohoe, una comunità di credenti fondata dal missionario cinese. Quando lui tornò a casa di suo fratello, nel 1800, Matteo partecipò all’Eucaristia insieme ad altri fedeli, mentre Barnaba si occupò di tutti i preparativi necessari per la celebrazione.
All’esplodere della persecuzione Shinyu nel 1801, i due fratelli vennero arrestati e condotti al quartier generale della polizia, a Seul. Si racconta che, al momento della cattura, un’enorme croce splendente apparve di fronte a Matteo e indicava la strada per la prigione.
Presso il quartier generale, il giudice interrogò e torturò entrambi, ma non udì altro che non fosse già noto e, soprattutto, non gli furono rivelati i nomi di altri cattolici. Barnaba venne interpellato in maniera particolare, perché il governo sapeva che casa sua era un luogo dove i cattolici si radunavano e dove si era nascosto padre Giacomo.
Barnaba resistette eroicamente fino al suo ultimo istante di vita. Ormai distrutto dalle percosse, morì verso il mese di maggio del 1801. Matteo lo seguì il 2 luglio dello stesso anno, insieme ad altri sette compagni.
Barnaba Kim I-u, inserito nel gruppo di martiri capeggiato da Paolo Yun Ji-chung (del quale fanno parte anche Matteo Kim Hyeon-u e i suoi compagni e padre Giacomo Zhou Wen-mo), è stato beatificato da papa Francesco il 16 agosto 2014, nel corso del viaggio apostolico in Corea del Sud.


Autore:
Emilia Flocchini

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Aggiunto il 2014-08-12

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