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Beato Gabriel-Joseph-Roger Longueville Sacerdote e martire

18 luglio

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Margillac de Étables, Francia, 18 marzo 1931 – El Chamical, Argentina, 18 luglio 1976

Gabriel-Joseph-Roger Longueville nacque il 18 marzo 1931 a Étables, un paesino nel dipartimento francese dell’Ardèche, situato nel territorio della diocesi di Viviers. Il 26 settembre 1942 entrò nel Seminario Minore San Carlo di Annonay e nell’ottobre 1948 passò al Seminario Maggiore di Viviers. Dal 1954 al 1957 fu impegnato nel servizio militare, che svolse in parte anche in Algeria, durante la guerra d’indipendenza. Tornato in patria, fu ordinato sacerdote il 29 giugno 1959. Nei dodici anni successivi fu professore di lingue nel Seminario Minore di Annonay. Spinto dall’appello contenuto nell’enciclica «Fidei Donum» di papa Pio XII, chiese e ottenne di partire come missionario per l’America Latina. Dopo tre mesi di preparazione in Messico, il 1° febbraio 1970 arrivò a Corrientes, in Argentina. Un anno dopo fu inserito nella diocesi di La Rioja, nel nord-ovest del Paese. Condividendo in pieno il progetto pastorale del vescovo locale, monsignor Enrique Angelelli, visitò continuamente il territorio che gli era stato affidato, entrando in relazione con gli abitanti e condividendone la vita e le istanze di progresso improntate al Vangelo. Nel 1972 divenne parroco della parrocchia del Salvatore a El Chamical, affiancato, tre anni più tardi, da padre Carlos de Dios Murias, dei Frati Minori Conventuali. La sera di domenica 18 luglio 1976, mentre i due sacerdoti stavano cenando in casa delle suore Figlie di San Giuseppe, alcuni uomini si presentarono in cerca di padre Carlos, affermando di essere della Polizia Federale; don Gabriel volle seguirli. Il suo cadavere e quello del religioso, tre giorni più tardi, furono trovati in un terreno abbandonato a sette chilometri da El Chamical, con segni di torture e colpi di arma da fuoco. Alla loro uccisione seguirono quelle di Wenceslao Pedernera, padre di famiglia, e di monsignor Angelelli. Don Gabriel e i suoi compagni, informalmente già noti come i “martiri di El Chamical”, sono stati beatificati il 27 aprile 2019 presso il Parco Cittadino di La Rioja, sotto il pontificato di papa Francesco. Le spoglie mortali di don Gabriel e di padre Carlos, precedentemente sepolte nel cimitero comunale di El Chamical, sono state traslate il 18 luglio 2019 nella cripta della chiesa parrocchiale del Salvatore, nella stessa cittadina.



Gabriel-Joseph-Roger Longueville nacque il 18 marzo 1931 a Étables, un paesino nel dipartimento francese dell’Ardèche, situato nel territorio della diocesi di Viviers. I suoi genitori, Joseph-Augustin Longueville e Amélie-Virginie Delhomme, di mestiere contadini, ebbero in tutto otto figli, dei quali cinque erano femmine e tre maschi. Fu battezzato quasi un mese dopo la nascita, il 12 aprile 1931. Ricevette la Cresima il 30 maggio 1941 a Deyras, per mano del vescovo di Viviers, monsignor Alfred Couderc. Il 26 settembre 1942 entrò nel Seminario Minore San Carlo della diocesi di Viviers, situato ad Annonay; nell’ottobre 1948 passò al Seminario Maggiore di Viviers. La sua condotta fu molto apprezzata sia dai compagni, sia dai superiori. Nel settembre 1952 dovette interrompere gli studi perché obbligato al servizio militare, che si svolse in due parti. La prima fu dal 1952 al 1954 nel Corpo dei Cacciatori Alpini, prima a Sathonay in Francia, poi a Bluiens in Austria. La seconda, dal 1956, a Souma in Algeria, nel pieno della guerra d’indipendenza. Le relazioni dei cappellani militari riferirono del suo impegno spirituale – era infatti aggregato alla cappellania militare – e della sua costante frequenza ai Sacramenti. Gabriel, però, rimase molto segnato da quell’esperienza, interrogandosi sulla necessità dei governi a base militare. Tornato in Francia, riprese il percorso verso il sacerdozio. Nel corso del 1957 ricevette in sequenza gli Ordini Sacri: il 6 aprile il suddiaconato, il 30 maggio il diaconato e il 29 giugno il presbiterato. Nei dodici anni seguenti esercitò il ministero come professore di lingue al Seminario Minore di Annonay e come vicario parrocchiale. Tuttavia, sentiva di dover rispondere all’appello che papa Pio XII aveva rivolto nell’enciclica “Fidei Donum” del 21 aprile 1957: le diocesi dovevano impegnarsi a inviare sacerdoti nei paesi dove l’evangelizzazione era scarsa o ridotta. Così, il 30 settembre 1968, scrisse al Centro di Formazione per l’America Latina (CEFAL), un’organizzazione della Chiesa francese che ancora oggi prepara i sacerdoti alla missione. Nell’agosto 1969 partì con altri diciassette sacerdoti francesi: trascorse tre mesi in Messico, precisamente a Cuernavaca, per migliorare la propria conoscenza della lingua spagnola e per ricevere lezioni sulla religione, la storia e la politica del continente latinoamericano. Il 1° febbraio 1970 arrivò a Corrientes, in Argentina, il cui vescovo, monsignor Francisco Vicentín, aveva stipulato una convenzione con la diocesi di Viviers. Per essere ancora più vicino al popolo, nel giugno dello stesso anno cominciò a lavorare cinque giorni a settimana in un’impresa edile. Questo gli procurò un conflitto col vescovo, il quale lo allontanò dalla diocesi insieme a un altro sacerdote francese. Nel marzo 1971, trovato un nuovo accordo col responsabile del Comitato Episcopale Francia-America Latina, si trasferì nella diocesi di La Rioja, nel nord-ovest dell’Argentina. Il vescovo locale, monsignor Enrique Angelelli, lo destinò al decanato di Los Llanos. Il 7 maggio 1971 lo nominò vicario coadiutore della parrocchia del Salvatore a El Chamical; il 23 febbraio dell’anno successivo lo rese vicario sostituto, praticamente parroco, nello stesso luogo. Don Gabriel si gettò subito nell’azione missionaria. In una lettera ai familiari scrisse: «Per il momento percorro il quartiere in bicicletta, visito le famiglie, entro in relazione con quelli che prendono il fresco all’entrate delle loro case… Le condizioni di vita della maggior parte della gente sono molto precarie: il salario è tre volte inferiore a quello di Buenos Aires, la gente non ha un lavoro fisso. Non si sa di cosa vivano le famiglie… Purtroppo la discarica della città è nelle vicinanze e attrae sciami di mosche… Nel quartiere c’è un’epidemia di abbandono familiare… Abbiamo formato dei gruppi per recuperare del vestiario e ridistribuirlo a coloro che ne sono privi». «Tra noi fu un umile servo, molto semplice, vicino ai poveri, uomo di profonda vita interiore e con un sottile senso dell’umorismo», ricordano invece alcuni fedeli di El Chamical. Era anche pittore e scultore autodidatta: nelle sue opere rappresentava il paesaggio e il popolo che gli erano stati affidati. La sua relazione con monsignor Angelelli era improntata all’ammirazione e alla fiducia. Il 20 giugno 1973, dopo la festa patronale, gli scrisse: «…La sua presenza tanto cordiale, serena e speranzosa nei momenti tanto critici e dolorosi che sta passando la nostra amata diocesi ci ha dato sicurezza e maggior entusiasmo per impegnarci pienamente nell’opzione che tutti abbiamo preso nel calpestare questo suolo riojano: accompagnare il nostro popolo alla liberazione totale…». Nel 1975 gli fu assegnato come collaboratore pastorale un religioso, padre Carlos de Dios Murias, dei Frati Minori Conventuali, in vista della formazione di una fraternità o comunità degli stessi frati. La loro collaborazione fu intensa e basata sugli stessi principi, soprattutto sulla denuncia dei misfatti del potere politico, mai disgiunta dall’annuncio del Vangelo. La sera di domenica 18 luglio 1976, i due sacerdoti stavano cenando in casa delle Suore di San Giuseppe, residenti in parrocchia. Qualcuno bussò alla porta: erano uomini che si presentarono come membri della Polizia Federale, in cerca di padre Carlos, che avrebbe dovuto accompagnarli a La Rioja per testimoniare circa alcuni detenuti. Don Gabriel, al vedere che li seguiva, lo raggiunse dicendo: «Vengo con voi». La loro destinazione, però, fu un’altra. Furono condotti alla base aerea di El Chamical, dove subirono pesanti torture. Infine, portati a cinque chilometri dalla città, vennero uccisi a colpi di arma da fuoco. I loro corpi furono trovati tre giorni dopo da alcuni operai ferroviari nella località “Bajo de Lucas”. Una settimana più tardi, il 25 luglio 1976, venne assassinato anche Wenceslao Pedernera, in casa propria, davanti alla moglie e alle tre figlie. Monsignor Angelelli, invece, perse la vita il 4 agosto dello stesso anno, mentre tornava da una celebrazione in suffragio dei due sacerdoti e di Wenceslao; le autorità fecero a lungo credere che fosse avvenuto un incidente stradale. L’inchiesta diocesana per l’accertamento del martirio in odio alla fede riguardo a don Gabriel, padre Carlos e Wenceslao è cominciata nella diocesi di La Rioja il 31 maggio 2011, ma ha ricevuto il nulla osta dalla Santa Sede il 24 luglio successivo e si è conclusa il 15 maggio 2015. Dopo la chiusura dell’inchiesta diocesana per monsignor Angelelli, durata dal 13 ottobre 2015 al 15 settembre 2016, la sua causa è stata unificata a quella degli altri tre. L’8 maggio 2018, ricevendo in udienza il cardinal Angelo Amato, all’epoca Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto che apriva la via alla beatificazione di quelli che già da tempo e in maniera informale erano definiti i “martiri di El Chamical”. Le spoglie mortali di padre Carlos e don Gabriel, precedentemente sepolte nel cimitero comunale di El Chamical, sono state traslate il 18 luglio 2018 nella cripta della chiesa parrocchiale del Salvatore, nella stessa cittadina. La beatificazione dei quattro martiri si è svolta il 27 aprile 2019 presso il Parco Cittadino di La Rioja, nella celebrazione presieduta dal cardinal Giovanni Angelo Becciu, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, in qualità d’inviato del Santo Padre. La loro memoria liturgica cade il 17 luglio, il giorno prima di quello della nascita al Cielo di don Gabriel e di padre Carlos.


Autore:
Emilia Flocchini

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Aggiunto/modificato il 2019-04-24

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