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Serva di Dio Angela Caterina Borgia Monaca agostiniana

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Velletri, Roma, 14 giugno 1694 Roma, 31 gennaio 1743


Nel cuore di Roma, poco distante dalla Basilica Papale di Santa Maria Maggiore, le possenti mura di un antico monastero accolgono una comunità orante da secoli fedele al carisma agostiniano.
Le prime notizie di un cenobio in S. Lucia in Selci risalgono al 1370, anche se alcuni storici datano l’origine del monastero al 1568. Il monastero e la chiesa furono ristrutturati nella forma attuale dall’architetto Carlo Maderno, con interventi successivi del Borromini. Gli altari sono impreziositi da opere di artisti importanti, in particolare un pregiatissimo ciborio seicentesco, in marmi policromi, conserva un’immagine della Madonna che riceve la comunione da san Giovanni Evangelista. 
Tra le monache che si santificarono tra quelle mura ricordiamo una Serva di Dio che morì in concetto di santità, tanto che a pochi anni dalla morte fu istruito il suo processo di beatificazione.
Angela Caterina Borgia nacque il 14 giugno 1694 a Velletri dai nobili Clemente Erminio e Cecilia Carboni e fu battezzata nella chiesa parrocchiale di S. Clemente. Imparentati solo alla lontana con i più famosi Borgia, la sua numerosa famiglia, profondamente cristiana, aveva vaste proprietà nel territorio veliterno.
Due fratelli di Caterina divennero vescovi: Alessandro - nato nel 1682 –assai erudito, fu Nunzio a Colonia e poi vescovo (nel 1716 di Nocera, in seguito dal 1723 di Fermo); il fratello Fabrizio - nato nel 1689 - fu vescovo di Ferentino dal 1729. Entrambi ebbero grande affetto per la Serva di Dio. Altri fratelli furono Cavalieri di Malta, uno governatore di Benevento, un carmelitano scalzo, padre Felice di Santa Caterina, una monaca carmelitana e due agostiniane nel monastero di S. Lucia in Selci. 
Angela Caterina manifestò fin da piccola l’inclinazione alla pietà e alla solitudine. Sentì presto il desiderio di divenire monaca, nonostante l’opposizione iniziale dei genitori i quali diedero il loro consenso dopo che la giovane ebbe conferito col gesuita Antonio Baldinucci di passaggio a Velletri per una missione.
Fece il suo ingresso tra le agostiniane il 21 giugno 1717. Preso l’abito il 24 febbraio 1718, professò solennemente il 19 marzo 1719 tra le mani del fratello Alessandro. Ebbe l’incarico di sacrestana e in tale veste accudiva al decoro della chiesa. Le sue accortezze suscitavano l’ammirazione dei sacerdoti addetti al monastero. Ricoprì poi il delicato e importante compito di maestra delle novizie, amava insegnare che abbonda la Sapienza quando nella mente e nel cuore di una consacrata regna il timore di Dio. Seguiva il pensiero di Sant’Agostino: “Vuoi essere un grande? Comincia con l’essere piccolo. Vuoi erigere un edificio che arrivi fino al cielo? Costruisci prima le fondamenta dell’umiltà”.
Devotissima della Passione di Cristo, suor Caterina faceva tutti i giorni la Via Crucis, anche quando era inferma. Il suo esempio fu prezioso per tutte le consorelle. Pregava per i peccatori, raccomandandoli al Signore e molto si rallegrava quando veniva a conoscenza di alcune conversioni. Profusegrande impegno nel soccorrere i bisognosi, assistendoli e nutrendoli, soprattutto quando fu addetta alla “ruota” e ricoprì la mansione di portinaia. Incarnò così un altro insegnamentoagostiniano: “La misura dell’amore è amare senza misura”. Dedicò la sua vita alla preghiera e alla contemplazione, raggiungendo le alte vette della mistica. In particolare il venerdì, da mezzogiorno alle tre del pomeriggio - ricordando le ore in cui Cristo restò inchiodato sulla croce - spesso sveniva.
Consumata dalle sofferenze di complessi problemi cardiaci, morì il 31 gennaio 1743 in gran fama di santità. Per ordine del cardinale Vicario ebbe sepoltura privilegiata nella sacrestia del monastero.
Si aprì il processo ordinario informativo che si tenne negli anni 1744-1748, l’anno seguente si svolse quello canonico. Gli atti furono raccolti in un volume di oltre mille pagine. Il decreto sugli scritti fu emesso il 24 novembre 1763, poi la causa cadde in oblio, probabilmente anche a causa degli avvenimenti che dopo pochi anni sconvolsero la vita dello Stato Pontificio. Notizie interessanti sulla vita della Serva di Dio sono contenute nella “Cronaca Fermana” scritta dal fratello Alessandro.

Per maggiori informazioni:
Monastero di S. Lucia – Monache Agostiniane
Via in Selci, 82 - Roma


Autore:
Daniele Bolognini

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Aggiunto il 2016-07-01

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