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Padre Giovanni Battista Prever Sacerdote oratoriano

Testimoni

Giaveno, Torino, 24 novembre 1684 - Torino, 8 febbraio 1751


Giovanni Battista Prever nacque a Giaveno il 24 novembre 1684 in una famiglia benestante, che giunse un secolo più tardi a fregiarsi del titolo nobiliare – baroni di san Giorio in Valsusa. Suo padre si chiamava Gianfrancesco, sua mamma Maria Maddalena. Giovanni Battista si trasferì quindicenne a Torino per studiare, maturando la vocazione sacerdotale. Era sua guida spirituale il “santo canonico” Ignazio Carrocio. Iniziò anche a frequentare la Congregazione dell’Oratorio di san Filippo in cui viveva l’anziano b. Sebastiano Valfrè, già in vita considerato un santo. Ordinato sacerdote e laureatosi, il Prever divenne un dotto teologo e apprezzato predicatore. Teneva, tra l’altro,la domenica, la dottrina cristiana agli allievi dell’Albergo di Virtù. Mantenne sempre i legami con il suo paese d’origine, dal 1710 fu canonico coadiutore della Collegiata di San Lorenzo. Qualche anno più tardi, affascinato dal carisma filippino, iniziò il noviziato triennale fino all’ingresso nella Congregazione dell’Oratorio il 23 giugno 1722.
Fu ricercato confessore, apostolato nel quale profuse sempre grandi energie. Il suo confessionale fu frequentato anche da letterati eda nobili. Si dedicò all’assistenza dei carcerati, membro della Confraternita della Misericordia, come il confratello beato Valfrè. Ottenne numerose conversioni tra i malcapitati carcerati, fu confessore del noto filosofo e giurista Pietro Giannone che venne incarcerato per le sue tesi anticlericali e morì nel mastio della cittadella di Torino nel 1748. Dedito alle opere di carità, padre Prever ebbe anche un particolare interesse per l’arte. Nell’anno centenario dell’erezione dell’Oratorio di Torino (1749), per suo merito venne realizzato un superbo paliotto intarsiato dall’insigne ebanista Pietro Piffetti, con una straordinaria raffigurazione di san Filippo Neri. Giovanni Battista Prever, già in vita circondato dalla fama di santo, morì accasciandosi sul crocifisso, mentre predicava – in occasione dell’anno giubilare- sul pulpito del duomo di Torino nel pomeriggio dell’8 febbraio 1751. Era presente l’arcivescovo Giovanni Battista Roero, esponenti della famiglia reale e della corte, molti nobili e autorità. I confratelli raccolsero testimonianze sulla sua santità, una biografia fu pubblicata nel 1848. Per sua intercessione si ottennero alcune grazie, tanto che si pensò di aprire il processo di beatificazione, ma poi non si procedette con l’iter previsto.


Autore:
Daniele Bolognini

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Aggiunto/modificato il 2018-04-02

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