Home . Onomastico . Emerologico . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati


Newsletter
Per ricevere i Santi di oggi
inserisci la tua mail:

E-Mail: info@santiebeati.it


> Home > Sezione C > Beata Chiara Fey Condividi su Facebook Twitter

Beata Chiara Fey Fondatrice

8 maggio

Aquisgrana, Germania, 11 aprile 1815 Simpelveld, Paesi Bassi, 8 maggio 1894

Clara Fey nacque ad Aquisgrana, in Germania, l’11 aprile 1815. Come figlia del proprietario di una filanda, entrò presto in contatto con il processo d’industrializzazione in corso anche in Germania e con le condizioni miserevoli degli operai, specie dei bambini. Con l’aiuto di suo fratello Andreas, sacerdote diocesano, aprì una scuola gratuita per i bambini poveri, cui si aggiunse un collegio. Desiderosa di dare la propria vita a Dio tramite l’educazione dell’infanzia abbandonata, insieme a tre compagne fondò le Suore del Povero Bambino Gesù. A causa della persecuzione religiosa del Kulturkampf, dovette trasferire la casa generalizia a Simpelveld, nei Paesi Bassi, dove morì l’8 maggio 1894. È stata beatificata il 5 maggio 2018, sotto il pontificato di papa Francesco. La sua memoria liturgica cade l’8 maggio, giorno anniversario della sua nascita al Cielo.



Nascita e famiglia
Clara Fey nacque ad Aquisgrana, in Germania, l’11 aprile 1815. Era la penultima dei cinque figli del proprietario di una filanda. Nel 1818, suo padre Louis ebbe un ictus, che lo portò alla morte dopo due anni, nei quali la moglie gli aveva prestato ogni tipo di cura. La filanda di Aquisgrana fu chiusa dopo che la famiglia l’aveva affidata a un amministratore delegato.
Katharina Schweling, sua moglie, si prese cura da sola dei quattro figli rimasti; la maggiore era morta a sette anni. I due maschi, Josef e Andreas, furono inviati a studiare latino a Düren. Divennero entrambi sacerdoti: il primo entrò nei Redentoristi, mentre l’altro fu sacerdote diocesano.

Istruzione
Clara e l’altra sorella Netta, invece, iniziarono a imparare a leggere e scrivere, insieme alla lingua francese e all’economia domestica, in una scuola tenuta da alcune suore che Napoleone, nel 1806, aveva secolarizzato, ma avevano continuato a vivere in comune.
Le due sorelle proseguirono gli studi nella scuola superiore femminile di St Leonhard, dove ebbero come insegnante la poetessa Luise Hensel. La sua profonda religiosità lasciò un segno nelle sue trentaquattro allieve: diciannove di esse entrarono in convento e quattro fondarono delle nuove congregazioni religiose.

Un sogno a undici anni
Quando aveva undici anni, Clara fece un sogno. Mentre si trovava nella Jakobstraße di Aquisgrana, vide un bambino vestito di stracci e volle dargli un’elemosina. Il bambino rispose: «Ho ancora molti fratelli poveri in questa città». Clara gli chiese dove abitasse e lui puntò il dito verso l’alto. A quel punto, gli chiese come si chiamasse: «Sono il povero bambino Gesù», fu la sua risposta. Quel sogno iniziò a far capire a Clara quale dovesse essere la sua missione.

La condizione degli operai di Aquisgrana
Nel 1830, a quindici anni, Clara venne a sapere della rivolta degli operai di Aquisgrana. Molti lavoravano in fabbrica, senza riposo domenicale, né pensioni di anzianità, né assicurazioni contro gli infortuni. La sicurezza sul lavoro era scarsa o assente e, se i macchinari si rompevano o le prestazioni lavorative erano carenti, poteva esserci una deduzione degli stipendi.
Quanto ai bambini, lavoravano fino a dodici ore al giorno. Sebbene lavorassero quasi come gli adulti, il loro stipendio era pari a un decimo rispetto a quello di un operaio adulto. La loro alimentazione era basata quasi esclusivamente sulle patate e sul caffè alla cicoria, mentre la loro istruzione era molto scarsa. Nelle pause del lavoro, infine, si davano all’alcol o fumavano tabacco.
La situazione abitativa, in più, non era delle migliori: spesso accadeva che tre famiglie vivessero insieme in un’unica stanza, con segni di gesso per delimitare gli spazi per ciascun nucleo.

L’influsso su Clara
Clara sapeva tutte queste notizie perché, nel 1832, era andata a curare i malati di colera insieme alla sua insegnante e alle altre compagne di scuola, benché lei stessa fosse di salute fragile. In più, in casa sua, ogni domenica, si radunavano uomini e donne, sacerdoti e laici, che s’interrogavano su come rispondere a quei bisogni.
Il 30 agosto 1846, riflettendo a sua volta, la ragazza scrisse: «“Chi accoglie un bambino nel mio nome, accoglie me”. Così possiamo accogliere il Signore. Non perdiamo l'opportunità di accettare un bambino povero. Tutto ciò che conta è che lo facciamo nel nome di Gesù. I poveri, specialmente i bambini poveri, sono i migliori amici di Gesù. Lui li ama così tanto che ritiene tutto ciò che si faccia a loro come se fosse fatto a lui».

L’apertura di una “piccola scuola” di carità
Durante uno degli incontri domenicali, il fratello di Clara, don Andreas, le consigliò di fondare una “piccola scuola”, ossia una scuola popolare gratuita. La proposta fu accettata: già la mattina dopo, una piccola stanza in Bendelstraße fu adattata a scuola e accolse una dozzina di bambini.
Molti erano sospettosi, anche se allettati dalla possibilità di avere dei nuovi zoccoli di legno, per cui il lavoro iniziale fu molto difficile. Clara divenne subito l’anima del gruppo di volontarie: bastava che guardasse i bambini per ricondurli all’ordine, senza bisogno di punizioni.
Ogni gruppo di volontarie supervisionava un quartiere e visitava le famiglie. Visto che le situazioni interne non miglioravano, iniziarono a pensare di aprire un collegio per accogliere i bambini. Per dare loro da mangiare, si affidavano alla carità dei benefattori. Erano aiutate in particolar modo da don Wilhelm Sartorius, direttore spirituale di Clara, e da monsignor Theodor Laurent.
Nel 1840 fu aperta, presso la parrocchia di San Paolo, una scuola per ragazze. Tuttavia, ne arrivarono poche, visto che non avevano neppure di che vestirsi. Clara e le sue volontarie presero il controllo della scuola, l’unirono a quella già esistente e ottennero di trasferirsi nell’ex monastero domenicano di Aquisgrana. Lì, dal 1842 al 1843, ospitarono anche i bambini del collegio, finché non poterono acquistare una casa apposita in Königstraße.

La nascita di una nuova congregazione
Col tempo, Clara capì di doversi consacrare a Dio. Inizialmente aveva pensato di farsi carmelitana, ma accantonò l’idea per affrontare una nuova fondazione. Il 2 febbraio 1844, per questo, cominciò a far vita comune insieme a tre compagne, Wilhelmine Istas, Leokadia Startz e Louise Vossen: tutte erano decise ad abbracciare lo stato verginale per servire i bambini poveri.
Il 6 ottobre 1844, le quattro, consigliate dal vescovo di Aquisgrana, emisero privatamente i voti religiosi, dopo aver ricevuto la Comunione a San Paolo. Lo stesso giorno, nella loro cappella, li pronunciarono ad alta voce, promettendo di dedicare la propria vita all’istruzione e all’educazione dei bambini poveri. Con la dote ricevuta dai genitori si sostentarono per qualche tempo, poi cominciarono a lavorare, anche fino a tarda notte. Si diedero anche una prima Regola, in nove punti.

La prima approvazione delle Suore del Povero Bambino Gesù
Nel 1845, Clara e don Andreas andarono a Berlino, per perorare la causa della nuova congregazione. Due anni dopo, nell’ottobre 1847, la Regola ampliata fu approvata dall’arcivescovo di Colonia; a dicembre arrivò anche l’approvazione statale. Il 28 gennaio 1848 l’arcivescovo di Colonia confermò l’approvazione.
Il 18 ottobre 1848 ci fu la prima vestizione religiosa: Clara e le sue compagne assunsero un abito bianco e nero, in onore di san Domenico, sotto il cui patrocinio si erano messe. Nello stesso giorno, stabilirono la loro sede principale in Jakobstraße.
Il nome scelto per quell’unione era “Suore della Misericordia della Regola di Sant’Agostino”, anche se Clara avrebbe preferito “Suore del Povero Bambino Gesù”: solo dal 9 febbraio 1852 poté essere adottata quella denominazione.
Il motivo per cui era tanto affezionata a essa non risiedeva solo nel sogno fatto a undici anni. Non doveva significare semplicemente “sorelle dei bambini poveri”, ma “sorelle del Povero Bambino Gesù”, capaci di condividere la sua stessa vita. Un orario ferreo scandiva le loro giornate: sette ore di riposo notturno, cinque di lavoro, circa sei per la preghiera e le pratiche religiose, cinque di ricreazione. Col tempo guidò le sue suore ad assumere l’insegnamento anche nelle scuole elementari per i bambini benestanti, ma trascurati nell’istruzione religiosa.

Il programma della fondatrice
Il programma apostolico di Clara era sintetizzato nell’espressione: «Portare i bambini a Gesù». La Parola che la guidava era l’appello: «Rimanete in me», che Gesù pronuncia varie volte nel Vangelo di Giovanni. In un piccolo libro, intitolato «Die Übung» («La Pratica»), descrisse il suo metodo per vivere alla costante presenza di Dio.
Dal 1852, pur malferma in salute, iniziò la visita delle varie case, che aumentavano anche fuori da Aquisgrana. Restava in contatto con le comunità anche tramite lettere circolari. Vent’anni dopo, le suore curavano millecinquecento ragazze come educande, cinquecento bambini negli orfanotrofi pubblici e dodicimila nelle scuole elementari. Venticinque erano le case in Germania, mentre le suore erano seicentonovanta.

L’espulsione dalla Prussia
Quest’espansione ebbe un momentaneo freno a causa del Kulturkampf, il dissidio tra Stato e Chiesa in Prussia, che comportava anche una persecuzione contro gli istituti religiosi. Nell’agosto 1878, la casa generalizia delle Suore del Povero Bambino Gesù fu trasferita a Simpelveld, nei Paesi Bassi; tutte le altre case vennero sequestrate.
Madre Clara, che a sua volta si era trasferita nella nuova sede, commentò: «Cerchiamo di essere fedeli, vorrei dire, di una fedeltà ferrea; questo è ciò di cui abbiamo bisogno. E se Dio aggiunge che dobbiamo anche uscire dalla Casa Madre, ci darà la grazia di andare, con la stessa leggerezza di un uccello che vola da un albero all'altro».

L’approvazione definitiva della congregazione e la morte di madre Clara
Da Simpelveld tenne i contatti con le filiali all’estero. Quando, nel 1887, le suore poterono tornare in Prussia, lei scelse di restare nella nuova casa generalizia. Ormai aveva più di sessant’anni e le forze iniziavano a venirle meno. Il 15 luglio 1888 le Costituzioni ricevettero l’approvazione pontificia definitiva. Il 2 luglio, invece, madre Clara era stata eletta prima superiora generale.
Trascorse i suoi ultimi anni continuando a curare la formazione delle giovani suore. A tutte, instancabilmente, poneva una sola domanda: «Amiamo i bambini e Gesù in loro?». Morì quindi a Simpelveld l’8 maggio 1894.

La causa di beatificazione fino al decreto sulle virtù eroiche
Il processo informativo diocesano per l’accertamento delle virtù eroiche di madre Clara si svolse nella diocesi di Roemond dal 1916 al 1924, integrato da un’inchiesta supplementare dal 1933 al 1934. Il decreto sull’introduzione della causa si ebbe l’11 agosto 1958. Dopo il decreto sul “non culto”, dell’11 aprile 1958, fu aperto il processo apostolico, durato dal 1963 al 1967.
La sua “Positio super virtutibus” fu consegnata nel 1983 ed esaminata, il 29 maggio 1990, dai Consultori teologi della Congregazione delle Cause dei Santi. Il 26 febbraio 1991 i cardinali e i vescovi della stessa Congregazione diedero a loro volta parere positivo.
Il 14 maggio 1991, infine, il Papa san Giovanni Paolo II autorizzò quindi la promulgazione del decreto con cui madre Clara Fey veniva dichiarata Venerabile.
Nell’agosto 2012 si sono svolte le operazioni di riesumazione e ricognizione canonica dei suoi resti mortali. Il 1° settembre successivo sono stati collocati temporaneamente nella tomba vescovile della cripta della cattedrale di Aquisgrana.

La beatificazione
Come possibile miracolo per ottenere la sua beatificazione fu preso in esame il caso di un neonato, guarito per sua intercessione nei primi anni 2000. Il 4 maggio 2017, ricevendo in udienza il cardinal Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto che apriva la strada alla beatificazione di madre Clara.
Il rito è stato celebrato nella cattedrale di Santa Maria ad Aquisgrana il 5 maggio 2018, presieduto dal cardinal Amato come inviato del Santo Padre. La memoria liturgica della nuova Beata, per la sua congregazione, è stata fissata all’8 maggio, giorno anniversario della sua nascita al Cielo.

Le Suore del Povero Bambino Gesù oggi
Le Suore del Povero Bambino Gesù sono attualmente circa quattrocentocinquanta, con case in Austria, Belgio, Colombia, Germania, Spagna, Francia, Inghilterra, Indonesia, Kazakistan, Lettonia, Lussemburgo, Paesi Bassi e Perù. La casa generalizia è stata riportata in Jakobstraße ad Aquisgrana, anche se l’edificio dell’epoca è andato distrutto.
Le suore continuano il loro lavoro apostolico in scuole di ogni ordine e grado, nella catechesi, la comunità, tra gli immigrati, i disoccupati, i senza fissa dimora, in centri sanitari, mense e altre attività prevalentemente dedicate ai poveri.


Autore:
Emilia Flocchini

______________________________
Aggiunto/modificato il 2018-05-05

___________________________________________
Translate this page (italian > english) with Google


CD immagini

Sostienici e avrai TUTTE le immagini di Santiebeati
Clicca qui per richiederlo

Home . Onomastico . Emerologico . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati