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Beata Carlotta della Visitazione (Baudelia Duque Belloso) Vergine e martire

11 novembre

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Nava del Rey, Spagna, 22 maggio 1872 - Barcellona, tra lí11 e il 14 novembre 1936

Baudelia Duque Belloso nacque a Nava del Rey, presso Valladolid, il 20 maggio 1872. A sette anni rimase orfana di padre; era la maggiore di sei fratelli. Nel 1886 madre Maria del Monte Carmelo del Bambino Gesù, fondatrice delle Suore Francescane dei Sacri Cuori (beatificata nel 2007), aprì una casa nella sua città. Baudelia, affascinata dallo spirito e dallo stile di vita di quelle religiose, a quindici anni domandò di entrare nel noviziato ad Antequera. Col nome di Carlotta della Visitazione, emise i primi voti in febbraio di 1889 e, nel 1893, quelli perpetui. A ventuno anni ottenne il diploma di maestra nella Scuola Normale di Siviglia. Occupò diversi ruoli di responsabilità nella sua congregazione: segretaria della madre fondatrice, Segretaria e Consigliera Generale, Superiora di Comunità e Direttrice di Scuole della Congregazione. La persecuzione religiosa collegata alla guerra civile spagnola la raggiunse a Vilanova di Bellpuig, vicino Lerida. Dopo che la sua comunità fu espulsa dalla casa del luogo, fu accolta dagli abitanti del paese, ma, non volendo metterli in pericolo, si rifugiò in una casa di Barcellona. Tuttavia, la portinaia la denunciò come religiosa: fu arrestata da alcuni miliziani della Falange Armata Iberica (FAI) Venne fucilata nel quartiere marittimo di Casa Antunes a Barcellona, tra l’11 e il 14 novembre 1936. Inserita in un gruppo di sedici candidati agli altari vissuti nella diocesi di Barcellona, quasi tutti religiosi, è stata con loro beatificata il 10 novembre 2018, sotto il pontificato di papa Francesco.



Baudelia Luisa Duque Belloso nacque il 20 maggio 1872 a Nava del Rey, presso Valladolid. Era la primogenita dei sei figli di Julián Duque Zarzuela, professore di Lettere, e di Laureana Cándida Belloso Martínez. Fu battezzata il 25 maggio 1872 nella chiesa parrocchiale dei Santi Giovanni (dedicata quindi sia a san Giovanni Battista, sia a san Giovanni Evangelista). Il 23 settembre dello stesso anno ricevette la Cresima.
Quando non aveva ancora otto anni, rimase orfana di padre. Col resto della famiglia, partecipava alle funzioni religiose, specie al pellegrinaggio notturno, illuminato da grosse candele dette “pegotes”, che preparava alla festa dell’Immacolata Concezione.
Nel 1886 arrivò a Nava del Rey madre Maria del Monte Carmelo del Bambino Gesù, che da pochissimo aveva fondato le Terziarie Francescane dei Sacri Cuori (poi Suore Francescane dei Sacri Cuori). Era intenzionata ad aprire una comunità che fosse al servizio dell’ospedale di San Michele, per la cura dei malati e l’educazione di bambini e adulti.
Baudelia, che all’epoca aveva quattordici anni, la conobbe e parlò con lei. Rimase subito affascinata dall’amore per Gesù che la fondatrice mostrava, insieme alla tenerezza che provava verso tutti e alla dedizione che insegnava alle suore della sua congregazione.
Così, ancor prima che fosse trascorso un anno dall’arrivo delle Suore Francescane dei Sacri Cuori a Nava del Rey, Baudelia cominciò il postulandato nella loro casa madre di Antequera, presso Malaga, dedicata a Nostra Signora della Vittoria.
Il 6 gennaio 1888 ricevette l’abito religioso e, con esso, il nuovo nome di suor Carlotta della Visitazione. Pronunciò i voti temporanei il 20 febbraio 1889, nella stessa celebrazione in cui madre Maria del Monte Carmelo professò quelli perpetui, che emise a sua volta il 29 agosto 1893.
Fece parte del gruppo che accompagnò la fondatrice a Marchena, dove la congregazione si assunse la responsabilità del Real Collegio di Santa Elisabetta. La situazione era di estrema povertà: le suore avevano un materasso a testa, ma dovevano stare sotto una sola coperta in due.
Nonostante questo, suor Carlotta si gettò nella missione educativa che le spettava: in particolare, era organista e maestra dei bambini piccoli. Nell’aprile 1894 terminò gli esami di Magistero alla scuola normale di Siviglia: era la prima maestra diplomata della Congregazione.
Poco dopo, venne destinata alla scuola Sant’Angela, dove lavorò come professoressa qualificata e direttrice dell’istituto scolastico. Nel 1897 venne inviata a dirigere la scuola annessa alla casa madre di Antequera.
A venticinque anni venne nominata segretaria della congregazione e, a volte, fungeva da segretaria della madre fondatrice. La prudenza, la fedeltà e la carità con cui svolse quel compito le valse piena fiducia da parte di lei. Ricoprì altri incarichi di responsabilità: nel quarto e nel quinto Capitolo Generale, venne eletta Consigliera generale.
Intanto passò per le comunità di Calasparra, Sentmenat e Papiol, Torregrossa e Miralcamp, Valladolid e Boadilla de Rioseco, Maçanet de Cabrenys. In tutte queste destinazioni s’impegnò a servire il Signore con fedeltà.
Dopo aver terminato il suo servizio scolastico, diede ancora qualche lezione di pianoforte; a volte ricamava. Tra il 1934 e il 1935 scrisse una biografia di madre Maria del Monte Carmelo, la cui fama di santità non era venuta meno dopo la morte, avvenuta nel 1899 (è stata beatificata nel 2007). La sua ultima destinazione fu la scuola di Villanova de Bellpuig, presso Lerida. Da qualche tempo soffriva di problemi respiratori, ma anche per alcune incomprensioni verso la sua persona.
Allo scoppio della guerra civile spagnola, nel luglio 1936, anche a Vilanova si verificarono azioni mirate a una vera e propria persecuzione religiosa. Le Francescane dei Sacri Cuori vennero cacciate dal convento. Alcune famiglie rischiarono per averle accolte nonostante fosse stato proibito. Suor Carlotta, proprio per questa ragione, si diresse a Barcellona. Trovò rifugio in un appartamento al primo piano del palazzo al 367 di Avenida Diagonal.
Tra l’11 e il 14 novembre 1936, tuttavia, la portinaia dell’edificio la denunciò in quanto religiosa e segnalò ai miliziani l’appartamento dove si trovava. Quando la catturarono, con lei c’era una giovane serva: madre Carlotta fece presente di essere lei una religiosa, ma la ragazza non lo era.
Venne quindi trasportata sulla spiaggia del quartiere marittimo di Casa Antúnez. Insieme a lei, davanti al plotone d’esecuzione, c’era un sacerdote, Enrique Sebastiá Bayón. I carnefici le offrirono la libertà se avesse rinunciato alla fede, ma lei gridò: «Viva Cristo Re!», mentre le sparavano.
Madre Carlotta è stata inserita nella causa di beatificazione e canonizzazione volta ad accertare il martirio di tredici candidati agli altari, morti nella medesima persecuzione e vissuti nella diocesi di Barcellona. A capo del gruppo è stato posto padre Teodoro Illera del Olmo, superiore della comunità di Sant Feliu de Llobregat della Congregazione di San Pietro in Vincoli.
Il nulla osta per l’avvio della causa rimonta all’8 marzo 2006. Il 26 ottobre dello stesso anno è stato emesso il nulla osta anche per tre laici che avevano ospitato e aiutato alcuni religiosi della Congregazione di San Pietro in Vincoli, che sono stati inclusi nella causa.
Il processo diocesano per padre Teodoro Illera del Olmo e quindici compagni, dunque, è stato aperto a Barcellona il 25 gennaio 2007 e concluso il 26 novembre 2010. Il decreto di convalida degli atti dell’inchiesta porta la data del 27 giugno 2012.
La “Positio super martyrio”, trasmessa nel 2016, è stata quindi esaminata dai Consultori Teologi della Congregazione delle Cause dei Santi, poi dai cardinali e dai vescovi membri della stessa Congregazione.
Il 18 dicembre 2017, ricevendo in udienza il cardinal Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto con cui i sedici Servi di Dio, incluse quindi le tre Cappuccine della Madre del Divin Pastore, potevano essere dichiarati martiri.
La loro beatificazione è stata celebrata nella basilica della Sagrada Familia di Barcellona il 10 novembre 2018. A presiedere il rito in qualità d’inviato del Santo Padre, il cardinal Giovanni Angelo Becciu, successore del cardinal Amato come Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.


Autore:
Emilia Flocchini

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Aggiunto/modificato il 2018-11-08

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