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Beato Henri Vergès Religioso marista, martire

8 maggio

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Matemale, Francia, 15 luglio 1930 – Algeri, Algeria, 8 maggio 1994

Henri Vergès nacque il 15 luglio 1930 a Matemale, nei Pirenei Orientali. A dodici anni entrò nella Società dei Piccoli Fratelli di Maria, detti anche Fratelli Maristi delle Scuole. Professò i voti temporanei nel 1946 e, il 26 agosto 1952, quelli perpetui. Prestò servizio in vari istituti della sua congregazione, soprattutto come insegnante di matematica. Il 6 agosto 1969 sbarcò ad Algeri e divenne prima docente, poi preside, del collegio San Bonaventura. I suoi progetti di un rinnovato piano educativo vennero bloccati dalla nazionalizzazione forzata delle scuole, a seguito della quale rimase l’unico religioso marista in Algeria. Per dodici anni lavorò come insegnante nelle scuole statali, restando fedele al suo compito educativo e religioso. Nel 1988, ormai pensionato, divenne responsabile della biblioteca diocesana di Ben Cheneb, dove fu aiutato da una Piccola Suora dell’Assunzione, suor Paul-Hélène Saint-Raymond. L’8 maggio 1994 fu ucciso da tre uomini vestiti da poliziotti, che poco prima avevano sparato anche a suor Paul-Hélène. I due religiosi, compresi nel gruppo di diciannove martiri uccisi in Algeria tra il 1994 e il 1996, sono stati beatificati a Orano l’8 dicembre 2018, sotto il pontificato di papa Francesco. La memoria liturgica di tutti e diciannove cade l’8 maggio, giorno della nascita al Cielo di fratel Henri e di suor Paul-Hélène.



Henri Vergès nacque il 15 luglio 1930 a Matemale, un piccolo paese situato nei Pirenei Orientali. Era il maggiore dei sei figli di Joseph Vergès e Matilde Bournet, dai quali apprese un profondo senso del lavoro e l’amore per una vita semplice.
Spesso accompagnava il padre a custodire le mandrie del Comune sulle montagne. In una di quelle occasioni, quando aveva dieci anni, Henri si sentì rivolgere dal genitore una domanda: «A che pensi per tutto il giorno?». In quel modo, imparò a contemplare Dio attraverso le bellezze della natura.
A dodici anni lasciò la famiglia perché aveva conosciuto la Società dei Piccoli Fratelli di Maria, detti anche Fratelli Maristi delle Scuole. Uno di quei religiosi, infatti, mentre percorreva le valli in cerca di possibili candidati alla vita consacrata, aveva notato le sue buone qualità.
Henri cominciò la propria formazione a Espira de l’Agly, nei pressi di Perpignan, non molto lontano da casa sua. Il distacco fu più forte quando, con la comunità, si trasferì a Saint-Paul-Trois-Châteaux. Di fronte alle sue lacrime, però, suo padre gli ordinò di perseverare.
In questo modo, Henri poté emettere, nel 1946, la prima professione religiosa. Subito dopo fu destinato a Notre-Dame de l’Hermitage, nella Loira, la casa costruita dal suo padre fondatore, Marcellin Champagnat (canonizzato nel 1999), per concludere le scuole superiori.
Nell’ottobre 1947 cominciò a insegnare a Saint Genes-d’Olt, ma la sua salute non resse all’intenso lavoro e al vitto scarso. Di conseguenza, venne inviato a rimettersi nel sanatorio di Osséja, non molto lontano dalla sua terra natale. I due anni che trascorse lì gli servirono per maturare ancora di più nella vita religiosa e per riflettere sulla precarietà dell’esistenza.
Professò i voti perpetui il 26 agosto 1952, dopo aver chiesto ai superiori un anno supplementare, trascorso all’istituto San Luigi di Cheylard, per scegliere in maniera ancora più lucida. Dopo i voti insegnò in varie scuole dell’Ardéche, ad Aubenas e a Bordeaux. Dal 1958 al 1966 fu vicemaestro dei novizi a Notre-Dame de Lacabane, nella Corrèze, poi divenne direttore del collegio di Bourg-de-Péage. Pur essendo insegnante di matematica, aveva iniziato gli studi di Filosofia, riuscendo a laurearsi.
Nel Capitolo generale del 1967-’68 partecipò come delegato della sua Provincia d’origine. Subito dopo, il Superiore generale gli chiese di partire per l’Algeria. Fratel Henri accettò: da tempo desiderava andare missionario. Così, dopo uno studio intensivo dell’arabo durante le vacanze in famiglia, il 6 agosto 1969 sbarcò ad Algeri.
Cominciò subito a insegnare nel collegio San Bonaventura, ma dopo un anno fu nominato direttore della stessa struttura, situata nel quartiere di Belcourt. Disponibile a qualsiasi servizio, si fece apprezzare per la capacità di coinvolgere gli studenti, tutti musulmani, le loro famiglie e i professori.
Nel 1975 cominciò a riflettere sul nuovo progetto educativo per il collegio, reso necessario dopo l’indipendenza dell’Algeria dalla Francia. Tuttavia, la nazionalizzazione forzata delle scuole, voluta dal governo algerino, glielo impedì. I quattro Maristi del San Bonaventura dovettero allora disgregare la loro comunità.
Fratel Henri, dal canto suo, decise di restare anche se non aveva ancora la nazionalità algerina: «Dio mi ha semplicemente inviato a seminare il grano nel campo scelto da lui. Seminare dunque la pace in lui, lasciargli la cura della crescita, come nella vita di Gesù».
Nel 1976 ottenne un posto come insegnante a Sour-El-Ghozlane, a sud di Algeri. Di anno in anno dovette farsi rinnovare il contratto dal Ministero dell’Istruzione. Unico Marista rimasto in Algeria, andò a vivere in un appartamento privo di elettricità e di acqua corrente. Pur condividendo in tutto la vita del popolo algerino, si domandava perché Dio volesse questo per lui. La sua solitudine venne interrotta dopo cinque anni, quando fu raggiunto da un confratello, fratel Marco Ayuso.
Come già negli anni del San Bonaventura, fratel Henri si mise in ascolto del prossimo: «Mi lascio mettere in discussione, e pongo domande, destabilizzo un po’ l’altro, e l’altro destabilizza me… Come Maria: non capisco, ma custodisco dentro di me». Nel 1986 scrisse, pensando al proprio compito educativo: «Lasciare che la Pace del Cristo m’invada sempre più nel più intimo del mio essere. Pazienza, dolcezza verso me stesso, pazienza, dolcezza verso tutti. In particolare verso i giovani che il Signore mi affida. Vergine Maria, fa’ di me uno strumento di pace per il mondo».
Nel 1988, ormai in età da pensione, lasciò l’insegnamento. Monsignor Henri Teissier, vescovo di Algeri, gli affidò la biblioteca diocesana di Ben Cheneb, nel quartiere della Casbah. Fratel Henri si mise all’opera per renderla più accogliente e decorosa: in tal modo, cominciarono a visitarla più di mille studenti, uomini e donne. Tutti sapevano di poter contare su di lui, su fratel Michel Voute, anche lui Marista, arrivato tre anni dopo, e su suor Paul-Hélène Saint-Raymond, delle Piccole Suore dell’Assunzione.
Di fronte alle crescenti minacce cui andavano incontro gli stranieri cristiani in Algeria, da una parte fratel Henri cercava di sdrammatizzare: «Fa parte del contratto», disse un giorno ridendo, «e sarà quando Egli vorrà. Non sarà questo che c’impedirà di vivere, via!».
Dall’altra, confidò a dom Christian de Chergé, priore del monastero trappista di Nostra Signora dell’Atlas e guida del Ribât es-Salâm (Vincolo di Pace), un gruppo per l’incontro e il dialogo tra musulmani e cristiani, di cui lui stesso faceva parte dal 1984: «Non ci vorrà molto… Il mio testamento è pronto, sul mio tavolo».
L’8 maggio 1994, pochi minuti dopo l’apertura della biblioteca, tre uomini vestiti da poliziotti si presentarono al tavolino dove suor Paul-Hélène accoglieva i visitatori, ordinandole di portarli dal responsabile.
La religiosa li precedette, ma quasi subito cadde a terra, colpita a morte da una pallottola alla nuca. Fratel Henri, uscito dal suo ufficio, venne a sua volta abbattuto con uno sparo in testa, mentre gli studenti fuggivano dalla biblioteca. Fratel Michel era al lavoro in un altro piano dell’edificio, quindi non venne raggiunto. Il 13 giugno successivo, l’attacco fu rivendicato dal Gruppo Islamico Armato (GIA).
Fratel Henri e suor Paul-Hélène, ma anche il già citato dom Christian de Chergé, sono stati inseriti nella causa che contava in tutto diciannove candidati agli altari, tutti religiosi, uccisi dal 1994 al 1996, nel corso dei cosiddetti “anni neri” per l’Algeria. La loro inchiesta diocesana si è svolta ad Algeri dal 5 ottobre 2007 al luglio 2012.
Il 26 gennaio 2018 papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto relativo al martirio dei diciannove religiosi. La loro beatificazione è stata celebrata l’8 dicembre 2018 nel santuario di Nostra Signora di Santa Cruz a Orano, presieduta dal cardinal Angelo Becciu, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, come inviato speciale del Santo Padre.
La memoria liturgica di tutto il gruppo è stata fissata all’8 maggio, giorno della nascita al Cielo di fratel Henri e di suor Paul-Hélène.


Autore:
Emilia Flocchini

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Aggiunto/modificato il 2018-12-04

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