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Card. Cristóbal López Romero Arcivescovo di Rabat

Cardinale elettore



Un segno di attenzione per la Chiesa del Nord Africa (che oltre al Marocco comprende anche Libia, Tunisia e Algeria), per il piccolo gregge di cattolici che vivono in un mondo a maggioranza musulmana, e per la casa regnante che ha fatto di questa terra un simbolo dell'islam moderato e aperto. Cristóbal López Romero, arcivescovo salesiano di Rabat, spiega così, con l'umiltà che lo contraddistingue, la decisione di Papa Francesco di crearlo primo cardinale del Paese nordafricano.
Sessantasette anni, con un passato da giornalista e da missionario in America latina, è uno dei due spagnoli – l'altro è il comboniano Ayuso Guixot – a ricevere la porpora in questo concistoro. Da poco meno di due anni è alla guida della sparuta comunità della capitale marocchina, che ama definire una Chiesa “insignificante” numericamente, ma “significativa” perché portatrice di un messaggio: quello che occorre lavorare nel campo del dialogo contro i fondamentalismi violenti e conoscersi per superare i pregiudizi, convinto com'è che scontri, conflitti e guerre abbiano la loro origine nell'ignoranza culturale e nell'ignoranza dell'altro, e che occorra superare i concetti di semplice "convivenza" e "tolleranza" per passare al rispetto e alla stima reciproca come autentici veicoli di pace e  fraternità.
Nato il 19 maggio 1952 a Vélez-Rubio, nella diocesi di Almería, nel 1964 è entrato nella famiglia religiosa fondata da san Giovanni Bosco, emettendo i primi voti il 16 agosto 1968, all'età di sedici anni, e facendo la professione solenne a ventidu, il 2 agosto 1974. Dopo aver completato gli studi secondari nel seminario salesiano di Girona, tra il 1973 e il 1979 ha ultimato la formazione filosofica e teologica presso il seminario salesiano di Barcellona. Inoltre nel 1982 si è diplomato in Scienze dell'informazione, sezione Giornalismo, presso l'Università autonoma del capoluogo catalano.
Ordinato presbitero il 19 maggio 1979,  ha inizialmente svolto il ministero in favore degli emarginati nel quartiere periferico La Verneda, sempre a Barcellona. Nel 1984 è partito alla volta del Paraguay, dove per un biennio si è occupato di pastorale giovanile nel Collegio salesiano di Asunción e poi è stato delegato provinciale della pastorale giovanile vocazionale (1986-1992). Nel contempo, per un anno ha anche diretto il “Bollettino salesiano” (1991-1992), quindi è stato parroco nella capitale paraguayana (1992-1994). Superiore della provincia della Società salesiana di don Bosco in Paraguay (1994-2000), è stato direttore di comunità e docente nel Collegio di Asunción (2000-2002), dopodiché ha svolto il ministero nelle missioni salesiane del paese sudamericano  (2002-2003). Trasferitosi in Marocco, è stato direttore di comunità e della pastorale parrocchiale e scolastica nel Centro di formazione professionale di Kénitra (2003-2011), prima di tornare in America latina come superiore della provincia salesiana di Bolivia (2011-2014).
Rientrato in patria come superiore della provincia salesiana di María Auxiliadora (2014-2017), il 29 dicembre 2017 da Papa Francesco  è stato nominato  arcivescovo di Rabat, successore del francese Vincent Landel, appartenente alla congregazione del Sacro Cuore di Gesù di Bétharram. Ha ricevuto l'ordinazione episcopale il 10 marzo 2018, nella cattedrale di San Pietro a Rabat, per l'imposizione delle mani del cardinale Juan José Omella, arcivescovo metropolita di Barcellona, conconsacranti il cardinale francescano Carlos Amigo Vallejo, arcivescovo emerito di Siviglia, e l'arcivescovo Vito Rallo, nunzio apostolico in Marocco. Adveniat regnum Tuum il motto scelto per il suo ministero al servizio dell'esigua minoranza cattolica in mezzo alla maggioranza di musulmani sunniti di rito malachita. Nell'arcidiocesi, il cui territorio è più grande di quello italiano, i cristiani sono tutti stranieri e appartengono a circa cento nazionalità diverse: un gruppo molto consistente è costituito da giovani provenienti dai Paesi subsahariani che giungono in Marocco per studiare o perché  cercano di emigrare verso le coste europee. Anche per questo López Romero  ha continuato a dare impulso all'istituto ecumenico di teologia “Al Mowafaqa” che significa “l’accordo”, “l’intesa”, frutto dell’amicizia e dei contatti tra il suo precedessore e il pastore luterano presidente della locale Chiesa evangelica.
Dal 30 al 31 marzo scorsi ha accolto il Pontefice in occasione del viaggio compiuto nell'ottavo centenario dello storico incontro tra san Francesco d’Assisi e il sultano al-Malik al-Kamil.
Al nuovo cardinale, creato da Papa Francesco il 5 ottobre 2019, è stato assegnato il titolo della chiesa di San Leone I.


Fonte:
www.vaticannews.va

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Aggiunto/modificato il 2019-10-09

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