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Serva di Dio Maria Cira Destro Vergine clarissa

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Corleone, Palermo, 12 marzo 1782 - 24 luglio 1818

Appartenente all'Ordine di Santa Chiara, la Serva di Dio Suor Maria Cira Destro, al secolo Maria Antonia, nasce a Corleone il 12 Marzo 1782. Nella sua vita, caratterizzata dalla sofferenza e dall'amore appassionato per Cristo Crocifisso, si verificano fatti straordinari, descritti nelle lettere che il confessore, decano Benedetto Canzoneri, scrive a mons. Gabriele M. Gravina, vicario capitolare dell'arcidiocesi di Monreale: stimmate, effusioni di sangue, estasi, capacità di predire il futuro e di leggere nel cuore degli altri, visioni, levitazione, guarigioni, obbedienza ai comandi mentali dei Superiori, prevista espulsione di calcoli renali, dominio sugli animali e svariate altre esperienze mistiche con manifestazioni di doni particolari. La giovane clarissa, vissuta nel monastero della SS. Annunziata di Corleone, sperimenta anche pesanti vessazioni diaboliche, calunnie e opposizioni da parte delle consorelle e di alcuni membri del clero. Costretta ad uscire dalla clausura, con Breve Apostolico della Santa Sede, per motivi di salute ma soprattutto a causa dei vari tentativi fatti in monastero per avvelenarla, muore dopo pochi mesi nella casa paterna, in fama di santità, il venerdì 24 luglio 1818 all'età di trentasei anni. Sepolta nel monastero, si verificano vari eventi prodigiosi riportati nelle testimonianze raccolte per l'apertura del processo di beatificazione. Dal 1894 il suo corpo riposa nella Chiesa Madre di Corleone. Il 28 novembre 2019 la Congregazione delle Cause dei Santi ha concesso il nulla osta per l'apertura della Causa di Beatificazione e Canonizzazione della Serva di Dio Suor Maria Cira Destro.



Nascita ed entrata in monastero
Maria Antonia Destro nacque il 12 marzo 1782 a Corleone da Gaetano e Serafina Governali.
A diciannove anni fu indirizzata dal suo confessore, il decano Benedetto Canzonieri, a farsi monaca di clausura tra le clarisse nel monastero della SS. Annunziata (Blata Nuova) di Corleone.
Il giorno 7 aprile 1804, pronunciando i suoi voti, fa la sua professione religiosa e assume il nome di suor Maria Cira.

Adesione totale a Gesù Crocifisso
La sua vita religiosa finalizzata all’adesione totale e all’amore assoluto per Gesù Crocifisso è caratterizzata da alcuni fenomeni mistici riportati dal suo confessore al vicario capitolare della diocesi di Monreale, mons. Gabrile Maria Gravina.
In una serie di lettere conservate nell’archivio storico della Chiesa Madre di Corleone, don Canzonieri parla di “stimmate, effusioni di sangue, estasi, capacità di predire il futuro e di leggere nel cuore delle persone, visioni, lievitazioni, guarigioni, obbedienza ai comandi mentali dei superiori, espulsione di calcoli renali, dominio sugli animali e svariate altre esperienze mistiche con manifestazioni di doni particolari”.
Inoltre alcune altre consorelle si accorsero della piaga che la Serva di Dio aveva nel petto e, considerandola “contagiosa”, la fecero allontanare dal monastero.

Le piaghe nel suo corpo
Il corpo di suor Maria Cira era segnato da cinque piaghe: nel petto, nelle mani e nei piedi, tanto profonde da mostrare “nervi e ossa”.
La monaca definisce le sue piaghe "divine Misericordie. In particolare, indue lettere di don Canzoneri a mons. Gravina si afferma che: “Il 3 maggio 1810 , festa dell' inventio crucis, le si aprì una piaga in forma di croce al braccio sinistro, ma si rimarginarono le piaghe delle braccia e delle mani; mentre “il 24 giugno dello stesso anno comparve un'altra piaga nel braccio destro a forma di cuore”.
Rientro in monastero
Costretta ad uscire, rientrerà nel chiostro per volontà di mons. Gravina, nel 1811. Al prelato con cui aveva un rapporto epistolare, la Serva di Dio avrebbe preannunciato il ritorno delle piaghe, che agli occhi delle consorelle sarebbero risultate più contagiose di prima.
Ma in quegli anni, sono in molti ad accorrere al monastero per affidarsi alle sue preghiere di suor Maria Cira. Tra questi c’è anche mons. Severino Agraz, vicario generale della diocesi di Monreale, e il futuro vescovo di Lipari e mons. Carlo M. Lenzi.
Inoltre, negli archivi della diocesi e in quello dei cappuccini, sono rimaste molte testimonianze del tempo, che ci dicono come Suor Maria Cira veniva consultata da moltissime persone.
Ma ci sono anche dei sacerdoti che non credono a suor Maria Cira. Tra questi il canonico Giuseppe Bentivegna, visitatore del monastero, che la ritiene responsabile della sospensione del commercio di pane, dolci e cera, da lui intrapreso con la complicità della badessa Angela Anzalone, e che suor Maria Cira avrebbe ritenuto contrario allo spirito francescano di povertà.
In monastero suor Maria Cira vive in monastero con la sorella Biagia, la cui presenza in clausura era stata autorizzata da mons. Gravina perché le consorelle non volevano assisterla, quando era costretta a letto per le sue piaghe.

Esaminata da alcuni sacerdoti e da una commissione
Per le piaghe che aveva sul corpo, Suor Maria Cira sarà più volte fu esaminata da alcuni sacerdoti inviati dalla curia diocesana di Monreale e da un'apposita commissione di Cappuccini e anche da un medico fisico nominati dal vescovo mons. Domenico Benedetto Balsamo
Il canonico Giovanni Sanicola, vicario foraneo di Bisacquino , la osserva varie volte "nel tempo della Comunione, e dopo la Comunione grondante di vivo sangue, che le scorrea dalla faccia” e il canonico Calogero Giacone, nonostante alcune consorelle dicano che sia "ossessa per suggestione”, c’informa del carattere umile di suor Maria Cira e dei suoi numerosi gesti di carità verso i poveri, in quel difficile periodo storico. E proprio, don Giacone affermrà che la vita di suor Maria Cira "presenta uno sviluppo reale dello spirito di Dio.

Viene allontanata nuovamente dal monastero e muore
Purtroppo con un Breve Apostolico della Santa Sede dell'aprile 1818, è costretta ad uscire ancora una volta dalla clausura, a causa dei vari tentativi di avvelenamento che furono fatti a suo danno in monastero.
Suor Maria Cira muore pochi mesi dopo nella casa paterna, il giorno venerdì 24 luglio 1818 all'età di trentasei anni.
Dopo i funerali è stata sepolta nel monastero.
Già nella prima metà dell'Ottocento all'interno della comunità ecclesiale corleonese s’iniziò a parlare di avviare l’iter per il processo di beatificazione di suor Maria Cira Destro.
Secondo alcune testimonianze scritte da alcune consorelle, per alcuni mesi, intorno alla sua tomba, si sarebbe sentito uno straordinario profumo e si sarebbero verificate delle inspiegabili guarigioni di ammalati venuti in contatto con oggetti o indumenti appartenuti alla Serva di Dio.
 
Traslazione dei suoi resti
Nel 1894, per volontà di mons. Domenico Gaspare Lancia di Brolo la salma di suor Maria Cira Destro, viene traslata dal monastero alla Chiesa Madre della cittadina di Corleone, dove si trova tutt’ora custodita in un sarcofago marmoreo nella cappella laterale dedicata a San Francesco d'Assisi.

Iconografia
Nella chiesa dell'Immacolata di Corleone si conserva una tela, di un anonimo pittore siciliano ottocentesco, nella quale suor Maria Cira destro è raffigurata con le stimmate insieme all'Ecce Homo.
Altre due tele ottocentesche, che sono custodite a Corleone presso le famiglie Terrusa e Troia, la raffigurano con le stimmate.
Inoltre, mons. Gravina nel 1824 fece realizzare a Napoli un’incisione che la ritrae a colloquio con l'Ecce Homo.

La Causa di Beatificazione
Già in passato Suor Maria Cira Destro era conosciuta col titolo di Serva di Dio e proprio per questa ragione mons. Cataldo Naro l’aveva inserita nelle litanie della Chiesa monrealese.
In occasione del bicentenario della morte, nel 2018 sono state raccolte numerose testimonianze storiche per iniziare l’iter del processo di beatificazione. Su richiesta di mons. Michele Pennisi, il 12 marzo 2019, la Conferenza Episcopale Siciliana ha dato parere favorevole e il 22 luglio 2019 è stato emanato l’editto per l’introduzione della causa. Il 28 novembre 2019 la Congregazione delle Cause dei Santi ha dato il proprio nulla osta.
Il giorno 14 Febbraio 2020 l'Arcivescovo di Monreale, mons. Michele Pennisi, ha decretato l'inizio della Causa di Beatificazione e Canonizzazione della Serva di Dio Suor Maria Cira Destro, nominando il Tribunale  per l'inchiesta diocesana. 
Il 26 febbraio 2020 il vicario generale della diocesi, mons. Antonino Dolce, ha approvato la preghiera per la Beatificazione e Canonizzazione della Serva di Dio.


PREGHIERA
Dio infinitamente buono,

che hai concesso alla tua Serva
Suor Maria Cira Destro
di essere unita alle sofferenze
del Tuo Figlio Gesù Povero e Crocifisso,

fa’ che la Tua Chiesa riconosca

la santità della sua vita,
opera mirabile dello Spirito Santo,
e concedici per sua intercessione 
la grazia […]

che fiduciosi Ti chiediamo.

Amen.
Pater, Ave, Gloria


Autore:
Mauro Bonato

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Aggiunto/modificato il 2020-04-07

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