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> Home > Sezione Venerabili > Venerabile Emilia di San Giuseppe (Emilia Chapellín Istúriz) Condividi su Facebook Twitter

Venerabile Emilia di San Giuseppe (Emilia Chapellín Istúriz) Religiosa e fondatrice

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Caracas, Venezuela, 17 dicembre 1858 - Macuto, Venezuela, 18 gennaio 1893

Con don Santiago Florencio Machado è la fondatrice delle “Piccole sorelle dei poveri di Maiquetía”.



Nascita e infanzia
Emilia Chapellín Istúriz nacque il 7 dicembre 1858 a Caracas, da Ramón e Trinidad Istúriz e fu battezzata il 12 gennaio 1859 nella cattedrale di Caracas. La famiglia Chapellin godeva di una situazione economica confortevole, Emilia e i suoi numerosi fratelli, tra cui due sorelle, che diventeranno anch’esse religiose, crebbero all’insegna dei valori cristiani.
Emilia, con il suo carattere calmo, affettuoso, aperto e generoso, fin da bambina era felice quando poteva aiutare i poveri, al punto secondo lei che essere poveri, bisognosi e afflitti, essere scartati dagli uomini per le loro malattie e e i loro stracci, fossero titoli che avevano diritto alle sue cure più delicate.
Ha iniziato i suoi studi presso la scuola della signorina Montserrat e alla morte della madre nel 1885, di fronte alla sua salma fece il proposito di diventare religiosa: "Lontano, Signore, dal ritirare la mia risoluzione, la ratifico alla presenza di suo cadavere e da questo momento voglio essere tuo per sempre nella vita religiosa ".

Tra le terziarie e Francescane e nell’associazione del San José
Nel 1887 si è recata in Curacao per unirsi alla Congregazione delle Suore francescane terziarie; ma dopo sette mesi deve lasciare per gravi motivi di salute e ritorna in famiglia. L’anno seguente si iscrisse alla Pia Associazione di San José, che si occupava di aiutare i pazienti più bisognosi nella città di Maiquetía, sulle rive del Mar dei Caraibi.
L'Associazione era formata da giovani signore impegnate a servizio di quegli ammalati, che si dovevano curare a casa perché non potevano permettersi la degenza in ospedale.

A Maiquetía con don Santiago Florencio Machado

Nel 1888 Emilia era a Maiquetía, dove svolgeva la sua attività a beneficio dei più bisognosi, insieme a don Santiago Florencio Machado Fu questa un’esperienza che la segnò profondamente. Don Santiago Florencio Machado è una delle figure chiave della storia ecclesiastica venezuelana, che riuscì a cambiare il concetto di carità verso il prossimo, da semplice gesto di elemosina nel dedicare un servizio ad un fratello, all’offerta di un aiuto completo, nelle esigenze materiali e spirituali, che gli garantisca una vita decente. Egli ha usato tutti i suoi per fondare diverse opere di beneficenza, ed ha svolto la sua grande opera apostolica a favore della comunità di Maiquetía.

Fonda le Piccole sorelle dei poveri di Maiquetía
Lasciata la famiglia, il 25 settembre 1889 a Maiquetía, con l’aiuto e la direzione del parroco Santiago Florencio Machado, fondò la prima congregazione religiosa in Venezuela chiamata "Piccole sorelle dei poveri di Maiquetía". Emilia Chapellín Istúriz.
Il 25 ottobre 1889, indossò l’abito religioso e fece la sua prima Professione il 19 aprile 1890, assumendo il nome di Madre Emilia di San Giuseppe.
Quel giorno fu fondata ufficialmente la Congregazione delle Piccole Sorelle dei Poveri di Maiquetía, la prima Congregazione religiosa venezuelana, ripristinando così la vita religiosa in Venezuela, dopo il decreto di espulsione per ogni ordine religioso che era stato ordinato da Guzmán Blanco nel 1874.
Nel 1889 madre Emilia di San Giuseppe e don Santiago Florencio Machado aprirono un ospedale a Maiquetía, oggi ospedale di San José.

Si ammala e muore
Dopo l’apertura dell’ospedale, madre Emilia si trasferì a Caracas, dove aprì una casa per le suore del suo stesso ordine, e dove si ammalò di tubercolosi.
Madre Emilia dopo essersi ammalata fu portata a Los Teques, in un luogo dove si sarebbe dovuta ristabilirsi. Anche lì trovò l'opportunità per prendersi cura dei poveri malati. Andò a visitare il manicomio che si trovava nelle vicinanze e fu commossa nel vedere lo stato di abbandono e miseria in cui si trovavano i pazienti.
Immediatamente, con l'aiuto di una donna andò a lavorare e a pulire i malati uno ad uno e questo sforzo peggiorò ulteriormente la sua salute.
In quel periodo madre Emilia, a causa del suo impegnativo lavoro e la scarsa attenzione che prestava alla sua salute ebbe una grave crisi. Già di costituzione debole e sempre più aggravato dalla situazione polmonare l'11 dicembre 1892 pronunciò i voti perpetui.
Madre Emilia de San José, morì pochi istanti dopo aver ricevuto la santa Comunione, il 18 gennaio 1893 a Macuto, nello stato di Vargas a soli 34 anni. Dopo i funerali fu sepolta nel cortile interno dell'ospedale San José de Maiquetía.
La spiritualità di Madre Emilia di San Giuseppe era radicata nel suo grande amore per Dio e per i poveri, due aspetti che le hanno permesso di vivere nella santità praticando le virtù in modo eroico.
Le Piccole sorelle dei poveri di Maiquetía divennero di diritto pontificio il 27 aprile 1902 e solo il 18 febbraio 1941 furono approvate definitivamente le loro regole. Le suore si dedicano all'istruzione e all'educazione cristiana della gioventù e all'assistenza ad anziani e ammalati, senza risorse economiche.

Il processo di canonizzazione
Nell’imminenza del centenario dalla nascita, nel 1957 il giorno 7 settembre 1957 venne richiesta alla curia di Caracas l’apertura per il processo per la beatificazione e canonizzazione di madre Emilia di San Giuseppe. Il giorno 7 settembre 1957 fu aperto il processo diocesano, chiuso nel 1959, la cui approvazione si ebbe il 27 gennaio 1966.
Dopo l’approvazione del decreto sull’eroicità delle virtù, la Seva di Dio, madre Emilia di San Giuseppe, il 23 dicembre 1993 è stata dichiarata venerabile da Giovanni Paolo II.
Successivamente è stato avviato il processo per l’esame del presunto miracolo avvenuto attraverso la sua intercessione.


PREGHIERA per la Beatificazione
della Venerabile Madre Emilia de San José

Santissima Trinità,
ti ringraziamo per l'esempio mirabile
che ci hai dato nella Venerabile Servo di Dio,
che ha saputo riconoscerti nella persona dei malati
e dei bisognosi con una fede profonda,
una ferma speranza e una ardente carità.
Degnati di glorificala con l'onore degli altari,
e concedici di seguire il suo esempio
e la grazia che ti chiediamo
attraverso la sua intercessione,
a maggior onore e gloria della tua.
Amen.
Padre Nostro, Ave Maria e Gloria.


Autore:
Mauro Bonato

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Aggiunto/modificato il 2020-04-30

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