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Sant' Alessandro Parusnikov Sacerdote e martire

(Chiese Orientali)

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1879 - 27 giugno 1938


Il martire Aleksandr nasce nel 1879 nel villaggio Troickoe - Ramenskoe, governatorato di Mosca. Il padre di Aleksandr, pure lui sacerdote, aveva avuto dalla moglie Aleksandra tredici figli, il penultimo dei quali era Aleksandr. La mamma Aleksandra muore di tubercolosi all’età di 43 anni. La figlia maggiore Olga viene in aiuto a padre Sergij nell’educazione dei fratelli minori.
Aleksandr non ha intenzione di proseguire la tradizione paterna e quindi sceglie una scuola tecnica, ma nell’ultimo anno degli studi, quando già pensa ad una professione laica, il padre Sergij intende ritirarsi in pensione e propone al figlio di prepararsi a prendere il suo posto. Il figlio accetta, si sposa con Aleksandra che gli darà nove figli (tanto per seguire la tradizione paterna) e nel 1908 viene ordinato sacerdote e destinato alla parrocchia di Troickoe dove rimarrà fino alla sua morte gloriosa di martire.
Con l’avvento del potere sovietico, la vita della famiglia Parusnikov diventa particolarmente difficile tanto che la sopravvivenza è garantita da costanti interventi straordinari della Provvidenza. Eccone uno, fra i tanti: siamo alla vigilia di Natale; il padre si prepara per le funzioni della sera; è digiuno, ma la sua fame non gli fa problema; il guaio è che per la moglie e i figli in casa non è rimasto neppure un pezzo di pane … e domani è Natale. Non ha neppure il coraggio di salutare la moglie. Apre la porta e davanti a sé trova due sacchi. Uno di frumento e l’altro di patate: “Mamma, mamma, vieni a vedere”, grida padre Aleksandr alla moglie. Anche questo sarà un Natale di Pace.
Secondo una legge in vigore fino al 1936, chi apparteneva alla classe degli sfruttatori non aveva diritto di accedere alle botteghe di alimentari gestite dallo stato. Le famiglie dei sacerdoti appartenevano ipso facto alla classe degli sfruttatori. In più gli ‘sfruttatori del popolo’ godevano di una tassazione privilegiata che normalmente superava di dieci volte quella del popolo lavoratore. Per l’impossibilità di pagare le tasse allo sfruttatore padre Aleksandr viene requisita l’unica mucca che possedeva e che garantiva in gran parte la possibilità di sopravvivere. Nello stesso tempo viene privato di metà dell’appartamento per darlo ad un dirigente del partito, tanto i Parusnikov non erano poi molti (solo undici) Ma anche in questo caso la Provvidenza si rende visibile. Ogni giorno sul davanzale della finestra che guardava la strada, padre Aleksandr trova alcune bottiglie di latte ed una generosa porzione di pane. Nonostante tutta la sorveglianza messa in atto per scoprire chi fosse il donatore, non si seppe mai chi dover ringraziare. Anche a scuola i figli di padre Aleksandr venivano discriminati: al pranzo garantito a tutti gli scolari non potevano accedere. Ma il dolore più grande derivava dal disprezzo che gli insegnanti inculcavano verso i figli dei preti. Di fronte ad ogni increscioso imprevisto padre Aleksadr invita i familiari a recitare insieme un molieben (preghiera bizantina) di ringraziamento alla Madre di Dio. Anche quando la moglie gli dice che i compagni hanno espropriato la mucca, la sua reazione; “Dio ci ha dato, Dio ci ha tolto, sia benedetto il nome del Signore”.
Il 24 marzo 1938 padre Aleksandr viene arrestato. Dal carcere riesce di far avere ai familiari l’ultimo saluto: “Cari figli miei, vi bacio tutti e vi stringo al cuore forte, forte. Amatevi l’un l’altro. Abbiate rispetto dei più vecchi e cura per i più piccoli. Proteggete la mamma con tutte le vostre forze. Che Dio vi benedica. Cara Aleksandra, grazie per la felicità che mi hai dato, non piangere per me. Questa è la volontà di Dio. Mio caro Sergio (il figlio maggiore), addio, d’ora innanzi tu occuperai il mio posto. Ti prego di non abbandonare la mamma, i tuoi fratelli e le tue sorelle e Dio ti benedirà in tutte le tue imprese. Ho una nostalgia di voi fino a morire, ancora una volta, addio”.
Il 2 giugno 1938 padre Aleksandr Parusnikov è condannato alla pena capitale; fucilato il 27 giugno nel poligono di Butovo (Mosca) e ivi sepolto in fossa comune.
Nello stesso giorno al poligono di Butovo viene fucilato il diacono ortodosso Nikolaj Zapol’skij. Era nato nel 1889 nel villaggio Sivkovo, governatorato di Mosca.


Autore:
Padre Romano Scalfi


Fonte:
www.culturacattolica.it

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Aggiunto/modificato il 2020-05-01

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